Mondiali 2019: Italia, perché la Russia non è stata inutile

Sui social molti hanno messo in dubbio l’utilità di una sfida senza storia. Ma gli azzurri avevano bisogno di questo match.

Serve una partita vinta 85-15, dove la superiorità tecnica e fisica è stata palese fin dai primi minuti e dove gli avversari si sono dimostrati poco più che degli sparring partner? La domanda ribalza da sabato pomeriggio sui social, dove in molti appassionati hanno messo in dubbio l’utilità di un’amichevole contro una formazione palesemente molto più debole.

La risposta, semplice, è sì. Una partita come quella di San Benedetto del Tronto serve. Per tanti motivi. Il primo è banale: se snobbiamo queste partite, allora dovremmo ammettere che le corazzate ovali – a partire dagli All Blacks – dovrebbero fare lo stesso ragionamento e chiedere a World Rugby di escludere l’Italia dai loro tour. Il divario tra azzurri e tuttineri non è tanto differente da quello tra noi e la Russia. Ma al tifoso medio non fa schifo vedere la Nuova Zelanda in Italia, quindi evitiamo di schifare i russi.

Poi ci sono diversi discorsi più sportivi. L’Italia – ahimè – è abituata a perdere. Tra 6 Nazioni, tour estivi e novembrini gli azzurri sono abituati ad affrontare l’elite del rugby mondiale e negli ultimi anni di gioie ve ne son state ben poche. Zero successi al 6 Nazioni nell’era O’Shea, le vittorie con Sudafrica, Fiji e Georgia nei novembri passati e qualche successo estivo. Il resto sono stati ko. Vincere fa bene, poco importa l’avversario. Per il morale e la consapevolezza di sé.

Serve, a maggior ragione, quando in Giappone si affronteranno Namibia e Canada. Due formazioni più vicine – come qualità – alla Russia che alle avversarie del 6 Nazioni. Arrivare ai Mondiali con la consapevolezza che l’Italia è di un livello decisamente superiore a chi la segue nel ranking serve a entrare in campo con meno ansie, paure e blocchi mentali che rischiano di giocare brutti scherzi (vedi la brutta Italia vista a novembre contro la Georgia in un match che, se giocato come sabato, avrebbe visto un risultato ben più netto a favore degli azzurri, ndr.). Insomma, con la Russia abbiamo dimostrato che – salvo suicidi collettivi – le partite con Canada e Namibia non devono e non possono preoccupare.

Infine, come ha anche sottolineato O’Shea, la partita di sabato è servita a fare ciò che spesso non possiamo fare. Cioè attaccare. Se giochi contro All Blacks, Irlanda, Galles o Inghilterra, infatti, sei chiamato principalmente a difendere e occasioni di esprimere il tuo gioco offensivo sono ridotte al lumicino. Così i nostri trequarti spesso spariscono dal campo, ma non per proprio demerito, ma semplicemente perché non vi sono palloni da giocare al largo. Poter mettere in pratica gli schemi studiati in allenamento in partita, per quanto contro una squadra debole come la Russia, è importante per capire se questi schemi funzionano nel rugby ‘vero’ e non quello d’allenamento.

Insomma, la sfida con la Russia non è stata inutile. Certo, da amanti del rugby non è stato certo uno spettacolo esaltante visto il divario tra le due squadre. Ma, come già detto, spesso sono i tifosi avversari a pensare lo stesso quando affrontano l’Italia. Anzi, avere uno o due test come quello di sabato (ok, magari contro una nazionale un po’ più probante…) all’anno sarebbe utile all’Italia. Per le statistiche, per la comunicazione mediatica (difficile vendere una squadra che perde sempre), ma anche per la crescita sportiva del gruppo.

7 commenti su “Mondiali 2019: Italia, perché la Russia non è stata inutile

  1. “Ma al tifoso medio non fa schifo vedere la Nuova Zelanda in Italia, quindi evitiamo di schifare i russi” Giusto,basta con questa mentalità del tu non sei abbastanza importante per giocare contro di me tipica del rugby

    1. Per me è stata decisamente inutile la partita contro l’Irlanda: fatta non certo x testare le seconde scelte ma, a mio modo di vedere, solo x dare l’illusione di una “selezione ancora in corso” mentre le scelte erano già ben definite da tempo

  2. Anche se il calendario dei test match lo gestisce la federazione internazionale, la nostra dovrebbe usare meglio quelle poche finestre restanti per fare un poco di sparring con vicini di casa come Russia, Romania o Spagna: una volta all’anno, per esempio al posto di quella (criminale) trasferta a Chicago a prendere ceffoni dagli Irlandesi una settimana prima della partita con la Georgia.
    Di più: le cosìdette “tier 2” dovrebbero essere le avversarie abituali della nostra Emergenti, che andrebbe organizzata e gestita come un serbatoio di emergenza per la Nazionale. Lazzaroni, Zanon e compagnia non vanno in Giappone? Allora diventano il telaio della Emergenti e li si fa giocare in partite più morbide, inserendo magari le belle speranze uscite dalla under 20 per “iniziarli” al gioco della Maggiore. Sarebbe possibile oppure ho detto una vaccata?

    1. Le partite organizzate a Chicago dall’Irlanda sono solo questioni di marketing,visto che a Chicago c’è una folta comunita di americani di discendenze irlandesi

  3. Massimo rispetto per i russi, ma andare a sotterrarli sotto una valanga di mete e’ servito solo all’immagine di qualcuno. Una scelta da pr insomma. Di solito quelli forti gli esperimenti li fanno con le squadre piu’ deboli, non il contrario. Sempre che qualcuno abbia veramente fatto esperimenti.

  4. io vorrei aggiungere che in senso strettamente politico la partita con la russia era la piú importante dell’anno
    mi spiego: dopo aver sconfitto la georgia e aver rifilato 85 punti ad un’altra protagonista del 6 nazioni B spero sinceramente di non sentire altre vaccate su promozione e retrocessione tra 6 nazioni e torneo europeo
    ci si facesse vivi dopo aver vinto contro almeno una tier 1, Italia inclusa e tanti saluti

  5. Quando sono forti sono troppo forti…quando sono deboli troppi deboli…si gioca e basta a volte si vince a volte si perde…mi pare evidente.Purtroppo questo è uno sport dove la differenza nelle prime venti squadre al mondo è abissale a differenza di altri ed il livellamento è un percorso in salita

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