Sport & Politica: il Cio contro il governo, lo sport italiano a rischio

Ieri il Senato ha approvato la cosiddetta “legge dello sport”, ma il Comitato Internazionale chiede profonde modifiche.

154 voti a favore, 54 contrari e 52 astenuti. Ieri il Senato ha approvato la legge voluta dal governo Lega/M5S sullo sport italiano, una legge che riforma – per non dire rivoluziona – il ruolo del Coni. Una riforma che sta spaccando il mondo sportivo italiano, con i presidente delle Federazioni sportive divisi tra chi appoggia la legge voluta dal sottosegretario Giorgetti e chi, invece, appoggia le critiche, pesanti, di Giovanni Malagò (tra le tante prese di posizione non risulta pubblica quella di Alfredo Gavazzi, ndr.).

Ma a criticare pesantemente la riforma è soprattutto il Cio, il comitato olimpico internazionale, che con una lettera al Coni ha avvisato lo sport italiano che se si andrà avanti su questa strada l’Italia potrebbe subire pesanti conseguenze. La prima, più immediata, l’esclusione dai Giochi olimpici di Tokyo 2020, la seconda, più lontana ma forse più grave da un punto di vista d’immagine ed economico, l’addio a Milano-Cortina 2026.

Saremmo grati se lei, nel suo ruolo di presidente del Coni ma anche nel suo ruolo di Membro Cio che rappresenta il Cio il Italia, potesse portare queste serie preoccupazioni all’attenzione urgente delle più alte autorità di Governo e lavorare insieme con loro per perfezionare le disposizioni in questione del Disegno di Legge e renderle completamente compatibili con i principi fondamentali e con le Regole che governano il Movimento Olimpico, prima che il testo definitivo sia presentato alle autorità competenti per l’approvazione. Oltre alle misure e alle sanzioni previste in caso di violazione della Carta Olimpica, il Comitato Esecutivo del Cio può adottare le decisioni più appropriate per la protezione del Movimento Olimpico nel paese di un Noc, compresa la sospensione o il ritiro del riconoscimento di tale Noc se la costituzione, la legge o altre norme in vigore nella nazione in questione, o qualsiasi atto da parte di organi di governo o altri organismi, sia di ostacolo all’attività o alla libera espressione del Noc stesso” si legge nella lettera spedita dal Cio a Malagò.

Al momento il governo sembra fare spallucce, con esponenti della Lega che parlano di “letterina”, o sottolineano la tempistica “sospetta” della lettera del Cio, proprio il giorno della votazione in Senato. Più moderata la posizione del sottosegretario Giorgetti che ha dichiarato “Ora c’è la seconda parte del lavoro da fare con il Parlamento per i decreti legislativi e attuativi. Un lavoro che sarà svolto con equilibrio, misura e realismo per lo sviluppo e il bene del sistema sportivo. In questa sede saranno chiariti anche i dubbi che nascono da un fraintendimento come dimostra la lettera del funzionario del Cio”.

Ma, al di là delle posizioni a favore o contro la riforma (personalmente trovo la riforma un inno allo statalismo degno della peggior Unione Sovietica, ndr.), è evidente come uno scontro frontale con il Cio sarebbe devastante per lo sport italiano. Sport italiano che, negli ultimi giorni, ha dimostrato ancora una volta di essere tutt’altro che unito.

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6 commenti su “Sport & Politica: il Cio contro il governo, lo sport italiano a rischio

  1. io avevo capito che, di base, la cassa non l’aveva più in mano il coni, ma una nuova società controllata dallo stato (che fosse bene o male era tutto da vedere), ma non capisco che diverse ingerenze ci potessero essere, qualcuno me lo sa spiegare, perché dalla lettera del CIO non capisco

    1. Da quel poco che ho letto, sembra che la legge riduca l’autonomia (finanziaria in primis) del CONI, e metta quindi in (possibile) dubbio la sua capacità di operare autonomamente rispetto agli indirizzi politici (come dovrebbe essere secondo la Carta Olimpica). Il Cio è preoccupato che le dicisioni di riorganizzazione vengano unilateralmente dal governo, che ha anche controllo della CONI Servizi spa (che verrà rinominata, e che si occupa di finanziare lo sviluppo dello sport, e quindi una cosa che al CIO sta a cuore rispetti determinati canoni). Comunque qui trovi la storia in breve.
      https://www.ilpost.it/2019/08/07/riforma-sport-coni/

  2. A parte le quisquilie di forma, sostanza e sintassi, i nodi che collidono clamorosamente con la Carta Olimpica:
    1) Se la chiave della cassa ce l’ha il governo l’autonomia dello sport va a farsi benedire (art.5 CO)
    2) Al Comitato Olimpico Nazionale (questo è il CONI e per questo è riconosciuto dal CIO) non puoi togliere la competenza su tutto lo sport (art.27 CO) e lasciare solo l’alto livello, nani e ballerine.

    1. Soprattutto togliere lo sviluppo (e la conseguente distribuzione di dindini) tra le varie federazioni. Che, con il CONI, sono l’altro interlocutore del CIO (a cui guarderanno sempre di meno se la mano che gli da il cibo è quella del governo)

  3. Riforma che forse sembra meno “pericolosa” di quanto non sia, almeno sulla carta, ma che fa capire quale sia l’andazzo del paese ormai. Al di là degli accentramenti all’Unione Sovietica, il punto è che ormai questi fan quello che vogliono. Ormai si va al governo non per lo sviluppo dello stato e il bene dei cittadini, ma per giocare al dio di turno. Robe da pazzi e che schifo.
    Posto che al primo accenno reale di ritorsioni CIO, dopo le invettive del caso sul controllo “dall’esterno” e i colpi alla sovranità nazionale, tornerebbero indietro come se stessero facendo gentile concessione al CIO

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