Italseven: Hong Kong, un’occasione da non perdere

La qualificazione al torneo del prossimo aprile è un primo passo che la Fir non può sottovalutare.

L’obiettivo 2019 dell’Italia nel rugby 7s è stato raggiunto. Lo avevamo detto da tempo, la squadra di Andy Vilk non poteva oggettivamente puntare a Tokyo 2020, sul cui cammino c’erano armate fortissime come Inghilterra o Francia e nazionali strutturate meglio degli azzurri come Irlanda, Spagna o Germania. Parlare di fallimento dopo Colomiers, dunque, era esagerato, pensando anche ai ‘fallimenti’ reali di Spagna o Germania, che in questi anni hanno investito pesantemente sul Seven e in Giappone non ci saranno. L’Italia ha chiuso una stagione positiva, arrivando dove doveva arrivare.

E ieri a Lodz ha dimostrato di potersela giocare con tutti, o quasi. La sconfitta di misura contro la Spagna, la vittoria bella e meritata contro l’Irlanda, ma anche il successo sabato contro il Galles dimostrano che gli azzurri hanno le qualità per competere con chi già oggi gioca nelle World Series. Potersi preparare meglio, avere più raduni, un gruppo che possa lavorare e crescere assieme abbatterebbe ancor più il gap con le nazionali più forti.

Obiettivo World Series

Lo aveva detto Vilk e lo avevamo ripetuto anche qui: per sognare le Olimpiadi prima bisogna conquistare le World Series. E le Serie mondiali passano, appunto, da Hong Kong che, dunque, era l’obiettivo stagionale per l’Italia. Obiettivo conquistato, ma ora non ci si può fermare. E, ora, al di là dell’impegno degli azzurri e delle qualità di Vilk, serve un salto di qualità da parte della Federazione che non può permettersi di sprecare l’occasione.

Arrivare a Hong Kong con una struttura credibile, con un gruppo di ragazzi che ha potuto prepararsi al meglio (con raduni costanti da settembre, non a pochi mesi dall’evento), con una collaborazione fattiva con i club (Vilk dev’essere messo in grado di scegliere i migliori, non i disponibili) e con la sensazione di avere alla spalle un movimento che ci creda davvero (a partire dalla comunicazione, assente, arrivando allo staff, manca per esempio un medico che segua la squadra). Da oggi fino a inizio aprile, quando si giocherà il torneo di qualificazione per le World Series, l’Italia dovrà lavorare per farsi trovare pronta.

Concetti confermati anche da Orazio Arancio. “Abbiamo raggiunto un obiettivo importante. La qualificazione al torneo di Hong Kong ci permetterà di confrontarci contro altre realtà del Rugby Seven e giocarci l’accesso alle World Series. Lavorare insieme per lungo tempo è fondamentale e il terzo posto conquistato oggi ne è la dimostrazione. Ringrazio tutto lo staff e i giocatori per tutto quello che hanno messo in campo e per i sacrifici fatti per poter essere disponibili per questi appuntamenti dedicati al Seven. Abbiamo tempo ora per prepararci al meglio per il torneo di Hong Kong” ha dichiarato Orazio Arancio, Team Manager della Nazionale Italiana Seven Maschile.

Lavorare per Parigi 2024

Perché a differenza delle qualificazioni olimpiche, a Hong Kong l’Italia troverà avversarie che, con una buona preparazione e la possibilità di scegliere i migliori azzurri possibili, sono battibili. E vincere Hong Kong, come detto, significa entrare in un circolo virtuoso che può far sognare le Olimpiadi.

Perché se Tokyo 2020 era utopia, Parigi 2024 deve diventare credibile. Perché sulla strada per Parigi l’Italia non avrà un’avversaria pericolosissima come la Francia (qualificata di diritto) e speriamo che tra quattro anni l’Inghilterra strappi il pass direttamente con le World Series. A quel punto, sognare i cinque cerchi non sarà più utopia. Ma solo se, da oggi, la Federazione decide di investire sul rugby 7s. Con la spinta di un Coni sin qui silente e assente. Perché, piaccia o no, il rugby 7s è sport olimpico e l’opzione di ignorarlo non è più attuabile.

Foto – Rafal Gaglewski

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