Olimpiadi 2020: Italdonne, è flop a Kazan

Le azzurre chiudono al settimo posto in un torneo dove brillano solo Magatti, Cavina, Mancini e Paganini.

Due brutti ko, uno netto e uno che si poteva evitare, poi una vittoria per evitare il tris negativo. L’Italseven femminile saluta Kazan con un settimo posto, sicuramente il miglior risultato possibile, ma con la consapevolezza che con questa organizzazione non si va lontani. Spiccano, in positivo, Magatti, Cavina, Mancini e Paganini, mentre troppe azzurre sembrano spaesate, mentre non si vede la mano tecnica in campo. Se si vuole crescere la Fir dovrà cambiare molto dopo questa estate nel seven in rosa.

Italia – Russia 0-44

Dopo i quarti strappati all’ultimo ieri, le azzurre tornano in campo contro la forte Russia per provare a restare in corsa per Tokyo 2020. E le russe hanno bisogno di 90 secondi per marcare la prima meta contro un’Italia in cui Saccà lascia a riposo le specialiste del 7s. E un minuto dopo arriva la seconda meta russa, con l’Italia troppo lenta in campo per rispondere agli scatti avversari. E sulla ripartenza arriva subito la terza meta per il parziale di 15-0 per la Russia. E’ un dominio russo e prima dello scadere arriva ancora una meta per le avversarie delle azzurre. A inizio ripresa le russe graziano l’Italia perdendo clamorosamente un ovale a meta già segnata, ma il gap è veramente troppo tra le due squadre e poco dopo arriva la quinta meta. Un altro errore della Franco in difesa porta a sei il computo delle mete, con ancora quattro minuti da giocare. Prova ad avere una reazione l’Italia, ma non riesce a costruire un’azione pericolosa e in meta vanno di nuovo le russe per il 39-0 parziale. E a tempo scaduto il risultato finale viene fissato sul 44-0. Russia che va in semifinale e Italia eliminata dalla corsa a Tokyo 2020.

Italia – Polonia 5-12

Azzurre nuovamente in campo nella corsa al 5° posto e prima avversaria la Polonia. Polacche che, però, vanno subito in meta, con alcune azzurre che – ripetiamo – sono fortissime nel XV ma totalmente inadatte ai ritmi del 7s, ma vengono messe costantemente in campo dal primo minuto da Saccà. Troppo isolate le azzurre in attacco, in ritardo in difesa, si aggrappano alle tre ‘specialiste’ del 7s per provare a contrastare le polacche. Ma non bastano le folate della Magatti e della Paganini, e la difesa della Cavina per pareggiare e, anzi, a primo tempo scaduto raddoppia la Polonia. A inizio ripresa, proprio su una azione lanciata da Micol Cavina, arriva la meta azzurra con la Mancini. Poco dopo bene la Franco in difesa, fa riconquistare l’ovale alle azzurre, ma nulla di fatto. Troppi errori impediscono alle azzurre di andare in meta, sfiorata a un minuto dal termine dopo una palla persa polacca. Così arriva una sconfitta di misura, ma che si poteva evitare.

Italia – Romania 29-14

L’avventura azzurra al preolimpico di Kazan si chiude contro la Romania, in palio il settimo posto finale. Parte palla in mano l’Italia, ma non trova gli spazi giusti per affondare.  A marcare, dopo 2 minuti e mezzo, è Laura Gurioli e vantaggio azzurro. Un errore romeno lancia Maria Magatti, palla che arriva a Mancini che va in meta. E a tempo quasi scaduto è Laura Paganini ad andare in meta al largo per il 19-0 con cui si va al riposo. A inizio ripresa è ancora la Mancini a marcare, lanciata da Micol Cavina e match virtualmente chiuso. A metà ripresa arriva la meta romena, ma subito risponde Maria Magatti. Allo scadere altra meta avversaria ma che fissa il punteggio sul 29-14 e Italia che chiude settima.

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