Italseven: luci e ombre, ma gli obiettivi restano

La tappa di Mosca ha mostrato una squadra poco convincente, in sofferenza con i top team, ma ancora in corsa per gli obiettivi stagionali.

L’Italseven torna dalla Russia con una sola vittoria, ma sufficiente per garantire l’obiettivo minimo agli azzurri. Un weekend quello di Mosca difficile, dove il gap tecnico, di preparazione atletica e di team si sono visti tutti. Troppo forti le corazzate di Francia e Irlanda per i ragazzi di Vilk.

Ma se le avversarie sono di un altro livello, va anche sottolineato come troppo spesso gli italiani abbiano commesso errori di handling banali, sprecando le poche occasioni che capitavano. Se poi – come con Galles e Portogallo – ci si mettono pure gli arbitri allora risalire la china è difficile, se non impossibile.

L’Italseven torna da Mosca con alcune, poche, certezze. Di sicuro le qualità di alcuni dei suoi uomini più esperti, come Vian e Pratichetti, ma anche le potenzialità di alcuni dei giovani, come D’Onofrio o Cioffi, ma anche la consapevolezza che il gruppo visto in Russia non è il migliore possibile. Pesanti le assenze di due ‘veterani’ come Lupini e Falsaperla, è mancato rispetto a un anno fa l’apporto di Mori (impegnato con l’Under 20), mentre sicuramente poter pescare anche in Pro 14 aiuterebbe Vilk.

Purtroppo, come diciamo da tempo, c’è poco da imputare a questi ragazzi o al ct. L’Italseven fa quel che può con i mezzi che può, mentre le avversarie hanno dei programmi olimpici ben definiti, importanti, con investimenti di soldi e di tempo, da noi Coni e Fir hanno sempre ignorato il rugby olimpico. Pochi raduni, tutti concentrati tra primavera ed estate, nessun progetto, nessuna collaborazione coi club, né la possibilità di dare un imprinting chiaramente di seven ai giocatori. Quindi, inutile fare voli pindarici, questo è il livello dell’Italia e non ci si possono aspettare rivoluzioni.

Detto ciò, l’Italseven torna da Mosca con gli obiettivi della vigilia raggiunti o ancora in corsa. Dalla qualificazione al torneo di qualificazione olimpica di Colomiers del 13-14 luglio – obiettivi minimo richiesto all’Italia – alla corsa per uno dei posti che valgono la partecipazione al torneo di Hong Kong, torneo che qualifica alle World Series, l’Italia c’è.

E se le Olimpiadi sono un vero e proprio miraggio (onestamente, viste le avversarie, gli azzurri possono puntare a un sesto posto, ma conquistare la vittoria è utopia), Hong Kong resta l’obiettivo principe. Ci vanno le prime tre delle Grand Prix Series, escluse quelle che già partecipano alle World Series, cioè Inghilterra, Francia, Irlanda, Galles e Spagna. Ciò significa che dopo Mosca l’Italia è terza dietro a Germania (4° posto finale) e Portogallo (7°) e a Lodz, nella seconda e ultima tappa delle Grand Prix Series, dovrà difendersi dalla Russia e dalla Georgia. Conquistare in Polonia i quarti di finale, dunque, sarà fondamentale e l’Italia sarà inserita nel girone con Irlanda, Galles e Polonia. Duro, ma non impossibile.

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