Tokyo 2020: la (difficile) strada degli azzurri per le Olimpiadi

Il prossimo weekend a Mosca prima tappa, decisiva, nel percorso dell’Italia del rugby seven verso i Giochi Olimpici.

La strada dell’Italseven verso i Giochi Olimpici di Tokyo 2020 è ardua, durissima. Senza nascondersi dietro proclami, infatti, le chance degli azzurri di staccare il ticket olimpico sono poche e ad ammetterlo, anche su queste pagine, è stato anche il ct Andy Vilk.

Con un solo posto disponibile per l’Europa (più quello eventuale del torneo di ripescaggio) sono tante le nazionali davanti all’Italia in un ipotetico ranking mondiale. Se si aggiunge il flop dell’Inghilterra, che ha mancato la qualificazione diretta tramite le World Series, si capisce come la concorrenza sarà spietata. Ma come in ogni sport, ma soprattutto nel Seven, le sentenze le scrive il campo. Vediamo, dunque, nel dettaglio il percorso che gli azzurri hanno davanti a sé nella corsa a Tokyo 2020.

PRIMA TAPPA, MOSCA

Il primo atto, già da dentro o fuori, si vivrà il prossimo weekend con la prima tappa delle Grand Prix Series, l’annuale torneo continentale di rugby a sette. Quest’anno ridotto a sole due date, la prima tappa di Mosca assume però un ruolo importantissimo. Le prime nove della classifica, infatti, guadagneranno l’accesso al torneo di qualificazione olimpica europeo.

In campo, insieme all’Italia, scenderanno Irlanda, Francia, Romania (queste tre nel girone con gli azzurri, ndr.), Germania, Portogallo, Galles, Polonia, Russia, Inghilterra, Spagna e Georgia. Attenzione, però, perché il Galles sarà “fuori classifica”, visto che ai Giochi Olimpici la Gran Bretagna va unita e, dunque, nel percorso per le qualificazioni conterà solo la prestazione dell’Inghilterra.

SECONDA TAPPA, COLOMIERS

Gli azzurri di Andy Vilk, dunque, dovranno chiudere tra i prime nove del torneo (o 10° se il Galles finirà davanti a loro) per staccare il biglietto per il torneo di qualificazione che si disputerà a Colomiers il 13 e 14 luglio. Con le nove qualificate delle Grand Prix Series scenderanno in campo, in Francia, anche le tre qualificate del tornei ‘minori’ di Rugby Europe.

Se, dunque, l’Italia andrà a Colomiers avrà un solo biglietto disponibile per Tokyo 2020. Il torneo di qualificazione olimpica, infatti, mette in palio i Giochi solo per la prima classificata. E, come detto, con avversarie come Inghilterra, Francia, Irlanda, Russia o Spagna (ma non solo) sarà veramente dura. Ma attenzione, perché per chi non chiude primo il discorso Olimpiadi potrebbe non essere chiuso.

TERZA TAPPA NEL 2020

La seconda e la terza classificata nel torneo di Colomiers, infatti, si qualificheranno per il torneo di ripescaggio che si disputerà nel 2020 e che vedrà al via, appunto, due nazionali provenienti da ognuno dei sei tornei di qualificazione olimpiche.

Dunque, dal prossimo fine settimana inizia la lunga strada dell’Italseven verso Tokyo 2020. Senza farsi illusioni, perché le avversarie sono di un altro livello e i posti in gioco veramente pochissimi. Se a ciò aggiungiamo, come detto ormai infinite volte, il disinteresse di Fir e Coni verso il rugby 7s, capiamo come per Vilk e i suoi ragazzi la sfida sia veramente durissima.

Foto – Polish Rugby Union / Rugby Europe

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