All Blacks: molestie e insulti omofobi, i campioni finiscono nei guai

Due eventi separati rischiano di travolgere la nazionale a pochi mesi dai Mondiali in Giappone.

Da un lato Richie Mo’unga, apertura dei Crusaders e numero 2 nelle gerarchie di Steve Hansen dietro a Beauden Barrett con gli All Blacks. Dall’altro un paio di suoi compagni di squadra, tra i quali l’ala George Bridge, un cap per lui. In mezzo due episodi che rischiano di rovinare il finale di stagione del Super 15 a Christchurch e la preparazione ai Mondiali dei tuttineri.

Partiamo da Mo’unga. L’apertura, secondo l’accusa di una ragazza, un paio di settimane fa a Città del Capo era ubriaco e in un pub avrebbe prima sputato della birra addosso alla ragazza e, poi, le avrebbe toccato il fondoschiena. Sabato sera, invece, sempre a Città del Capo dopo Stormers-Crusaders, Alexandros Paterimos ha accusato alcuni giocatori neozelandesi, tra i quali appunto Bridge, di averlo apostrofato con insulti omofobi e di averlo minacciato fisicamente.

Ovviamente entrambe le accuse ora andranno provate, con Mo’unga che ha ammesso di essere stato ubriaco quella sera, ma ha negato gli addebiti, mentre i giocatori coinvolti sabato hanno negato fermamente ogni accusa di omofobia. Ma in Nuova Zelanda il caso sta montando e dopo l’affaire Israel Folau in Australia il rischio di un nuovo scandalo sessual-omofobo è altissimo.

Foto – Instagram

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