Polemiche ovali: Treviso e quel paragone che non sta in piedi

La stagione record della Benetton ha portato con sé un tormentone che, però, non ha senso.

“Perché la Benetton Treviso vince, convince e gioca bene e l’Italia no?”. “Ah, se l’Italrugby fosse guidata da Crowley allora vincerebbe come fa Treviso”. Queste frasi rimbalzano sui social e i forum ovali da settimane, se non mesi. La cavalcata vincente di Treviso, i playoff conquistati per la prima volta nella storia portano gli appassionati, ma anche qualche esperto, a cercare un paragone tra i biancoverdi e gli azzurri. Ma è un paragone folle.

Sì, è vero che in vista della RWC 2019 Conor O’Shea ha scelto 22 biancoverdi, cioè metà della rosa dell’Italia, ma pensare che quello che si vede in campo con la Benetton Treviso possa venir replicato pari pari in azzurro è folle. Da un lato, infatti, gli avversari sono diversi. “Eh, questo Munster sembra l’Irlanda” dice qualcuno. Sembra, ma non lo è. E affrontare la vera Irlanda (ma anche Scozia o Galles, per restare alle nazioni del Pro 14) è diverso che affrontare il Munster, Glasgow o gli Scarlets, anche in formazione tipo.

Poi va detto che allenare un club, programmare una stagione e lavorare quotidianamente con un gruppo è ben diverso da allenare una nazionale. Pensare che spostare gli addendi da “a” a “b” mantenga intatto il prodotto finale è folle. Nulla contro Crowley e il suo staff, anzi, ma dare per scontato che farebbero uguale o meglio dello staff di O’Shea se guidassero la nazionale è un azzardo.

Infine, c’è un ultimo punto che va – ahimé – ricordato. E cioè che è vero che il blocco Treviso è quello che vediamo in nazionale, ma con alcune assenze fondamentali. Facciamo solo tre nomi: Duvenage, Ratuva e Ioane. Questi tre giocatori in biancoverde sanno fare la differenza e si è visto anche sabato a Limerick. E questi tre giocatori mancano a Conor O’Shea in nazionale, non ha un Duvenage o un Ioane da mettere in campo. E di questo, certo, non si può fare una colpa né alla Fir né al tecnico irlandese, ma questo è qualcosa che cambia fortemente gli equilibri in campo.

Insomma, la stagione fantastica della Benetton Treviso è davanti agli occhi di tutti e i ragionamenti su come la società veneta abbia saputo ricostruire una squadra che pochi anni fa era allo sbando ci stanno tutti. E tra questi ragionamenti sicuramente vanno incluse le scelte positive fatte dalla Fir in questi anni, così come i distinguo che mostrano come il lavoro in casa biancoverde sia stato ben migliore di quello, per esempio, in casa federale con le Zebre. Ma criticare il lavoro di O’Shea e della Fir paragonando i risultati dell’Italrugby a quelli di Treviso appare, come detto, uno sforzo che sinceramente non ha senso e non sta in piedi.

Foto – Benetton Treviso

4 commenti su “Polemiche ovali: Treviso e quel paragone che non sta in piedi

  1. Quelli che supportano questo paragone sono quelli che entrano dai social nei social convinti di portarsi dietro la Verità. Non so se abbiano conoscenza o competenza del rugby.o semplicemente discettino perché hanno la carta d’identità.
    La realtà è che la Benetton è la Benetton e l’Italia è l’Italia, anche se questo assioma ci fa passare per altezzosi. Quando immaginiamo di poterci confrontare con le altre nazioni celtiche, che sono la somma di 4 franchigie e la Scozia di una serie di naturalizzazioni in giro per l’ex impero britannico, perché per una volta la Benetton non è stata piallata, vuol dire fare una semplificazione ignorante.
    I risultati della Benetton nascono da un’analisi delle debolezze della squadra e della società con conseguenti rimedi. Tra questi quelli che hanno sortito un effetto immediato è stato l’innesto di Ioane, seguito da quelli di Duvenage, Ratuva e Toa. Guarda caso 3 su 4 tappano i buchi che l’Italia non può tappare. Consideriamo che il salto di qualità più elevato è stato fatto con Duvenage, motore di un gioco più veloce e più preciso.
    Questo se ci limitiamo agli atleti.
    Se andiamo allo staff allora ci accorgiamo che forse KC ha avuto più collaborazione e considerazione di COS che si vede privato di un Catt a favore di Troncon (un altro che va ad aggiungersi a nani e ballerine federali) e deve tenersi De Carli sapendo che in giro c’è gente come Cuttitta.
    Trascuro di paragonare sior Luciano con Superciuk per rispetto del primo.

  2. L’Italia non ha un Duvenage, ma non ha neppure fatto niente per costruirne uno. Lasciare che Casilio rimanesse a fare da spuntino alle zanzare della bassa chi lo ha deciso? Allo stesso modo chi ha deciso di buttare via soldi in tutti i modi senza dotare fed e Zebre di tecnici adeguati allo scopo? Per altro vorrei risentire i grandi esperti che avevano tanto criticato l’ingaggio del 9 sudafricano oggi, forse sono gli stessi che si complimentano per la lungimiranza…
    Di chi è a colpa poi se la nazionale arriverà alla preparazione premondiale con praticamente il solo Tebaldi? Nel 6N proprio non si potevano provare Braley e Trussardi?

  3. Perfetto, il vero ingrediente che rende la pietanza piu’ appetitosa e’ un mediano di mischia vero.
    Metti un Duwenage nel motore azzurro al posto dei pizzardoni o dei lanciatori di stracci e non diventiamo gli all blacks, ma scaliamo un gradino pur senza i finalizzatori come i Ioane o i Ratuva.

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