Top 12: per le finali implementato il protocollo per la sicurezza

Piena applicazione del protocollo HIA nelle fasi fianli del massimo campionato italiano di rugby.

La Federazione Italiana Rugby rinnova ed amplia il proprio impegno nella tutela della salute dei propri tesserati in vista delle fasi finali del Peroni TOP12 al via nel weekend con ValoRugby Emilia v Kawasaki Robot Calvisano di sabato 4 maggio e Argos Petrarca Padova v Femi-CZ Rovigo di domenica 5.

Le cinque sfide che, nelle settimane a venire, culmineranno con l’assegnazione dell’ottantanovesimo titolo di Campione d’Italia FIR potranno contare sulla piena implementazione del protocollo per l’Head Injury Asssessment, garantendo per gli atleti in campo la massima tutela nella gestione di potenziali traumi cranici.

Un medico indipendente FIR sarà presente a bordocampo, in qualità di medico di partita, supportato da apposita tecnologia televisiva, con la possibilità di visionare in tempo reale e di rivedere al rallentatore ogni azione di gioco, valutando la necessità di intervenire rimuovendo temporaneamente dal campo in caso di sospetto trauma concussivo.

Dopo l’applicazione del protocollo affidata ai medici di squadra delle Società nel corso della stagione regolare, con l’obbligo per ciascuna Società del massimo campionato di prevedere dal 2018/19 la presenza in trasferta del proprio responsabile sanitario, l’organo di governo del italiano muove un nuovo passo avanti nel garantire standard di sicurezza sempre più elevati nelle proprie competizioni, in linea con le linee guida dettate da World Rugby, la Federazione internazionale.

Vincenzo Ieracitano, Presidente della Commissione Medica Federale, ha dichiarato: “La tutela della salute dei nostri tesserati è cruciale per FIR, e alzare costantemente il nostro livello di impegno affidandoci alle tecnologie più evolute è coerente con la nostra visione di un gioco inclusivo, accessibile, sicuro. Il massimo campionato Peroni TOP12nelle ultime stagioni, è divenuto progressivamente un modello di riferimento nazionale sotto il profilo delle garanzie sanitarie per gli atleti e, con la piena applicazione del protocollo HIA in queste fasi finali, viene mosso un nuovo importante passo, anche dal punto di vista culturale, nella direzione che tutti insieme vogliamo intraprendere”. 

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