Italrugby: prende forma la squadra post-mondiali

Conor O’Shea sempre più manager, Franco Smith al comando e l’addio di Mike Catt e Marius Goosen.

Lo voleva essere dal 2016, quando arrivò in Italia dagli Harlequins. Conor O’Shea è sempre stato più un manager che un ct, un director of rugby più che un uomo di campo. E dopo questi tre anni ricchi di sofferenze e poveri di soddisfazioni, dopo la Rugby World Cup il tecnico irlandese cambierà probabilmente il suo ruolo all’interno dell’Italrugby.

Ancora non è chiaro se formalmente o ufficiosamente, ma è probabile che dal 2020 Conor O’Shea sarà meno ct di oggi. L’annuncio di Alfredo Gavazzi di un interessamento per Franco Smith, attuale tecnico dei Cheetahs ma già conoscitore del rugby italiano per i suoi trascorsi a Treviso, fanno presagire che l’ex apertura degli Springboks avrà un ruolo predominante nello staff tecnico azzurro. Prenderà sicuramente il posto di Mike Catt – la cui mano nel gioco azzurro non si è vista granché in questi tre anni, con l’ex nazionale inglese fuori dal ‘gruppo’ -, ma è assai probabile che farà da ct in campo, con O’Shea a tirare le fila più in alto, come trait d’union tra la nazionale e il resto dell’organizzazione federale.

Ma quella di Smith non dovrebbe essere l’unica novità. Secondo Stefano Semeraro, sulla Stampa, addio anche a Marius Goosen – il cui ruolo in azzurro è stato più volte imperscrutabile – il cui posto dovrebbe essere preso da Alessandro Troncon, che così tornerebbe in nazionale dopo l’esperienza ai tempi di Nick Mallett. Insomma, non proprio una rivoluzione.

11 commenti su “Italrugby: prende forma la squadra post-mondiali

  1. Mah, diciamo che dopo la notizia di Smith (e del fatto che Co’S dovrebbe restare – sentivo anche perchè Jones in effetti ha detto quanto costa, e Gavazzi con quei soldi da l’Accademia a Treviso per 2 anni), il resto mi lascia molto perplesso.
    Primo, perchè chi non ha avuto un grande impatto non è solo Catt ma anche, spiace dirlo, De Carli. E con Cuttitta e Ferrari che magari potrebbero essere disponibili, mi sembra un attimo controproducente rimanere con un allenatore che purtroppo non ha portato grandi risultati in un’area di gioco dove fatichiamo sempre di più.
    Secondo, perchè Goosen alla fine ci poteva stare, certo non sarà Smith o Venter come allenatore della difesa, ma non capisco certo la sostituzione con Troncon, e me la devono spiegare. Probabilmente il miglior numero 9 con la maglia azzurra, ma come allenatore non si può dire lo stesso ahimè. Curioso di capire meglio quando avremo più informazioni.

  2. Però, per essere coperto e allineato mi aspettavo che prendesse anche Corniel van Zyl: mi ricordo com’era contento il Capo quando Munari lo aveva inserito in staff a Treviso. E tutti quegli sforzi indefessi profusi per far collaborare Brunel con Franco, che stimava da morire e non mancava occasione per ricordare a tutti quanto bene facesse un allenatore straniero di alto livello in una franchigia italiana.

  3. Troncon, quell’arlecchino servo di due padroni saltellante sul prato di Monigo giusto un anno fa? La fedeltà paga sempre, la professionalità un po’ meno.
    Concordo con @LiukMarc, De Carli sarebbe il primo al quale indicare la porta d’uscita e non da oggi .

      1. Ma visto cosi’ sembra che restino in sella tutti i soliti noti e lui si trovi con la patata bollente in mano. Se andrà bene sara’ merito di tutti, se andra’ male finira’ lui per fare il capro espiatorio

  4. Giusto per solidificare il concetto di chi mi ha preceduto: Troncon forte mediano di mischia e Ciccio buona prima linea. Qui ci va il punto perché altro da scrivere non c’è. Per la difesa (e non solo)? Un uomo che venga dal XIII … ma in Italia siamo di coccio

    1. non credo che la scelta di DC e T dipenda dalla convinzione -non si può capirne così poco!- di aver riconosciuto nei profilo ciò che serviva alla nazionale, ma dall’esigenza di fare le nozze coi fichi secchi andando anche a piazzare due fedelissimi. prendere insomma due piccioni con una fava. E questo temo sia anche peggio

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