Francia: Anthony Martrette, cioè morire di doping

E’ deceduto l’altro ieri l’ex terza linea transalpina che a fine carriera aveva confessato di essersi dopato per sette anni.

“Ero disposto a sacrificare tutto, anche la mia persona, per raggiungere i miei obiettivi” confessò in un’intervista a fine carriera. E Anthony Martrette, 41 anni, per i suoi obiettivi ha sacrificato tutto, anche la vita. E’ morto l’altro ieri, ufficialmente per cause naturali. Ufficialmente, perché dietro la sua morte aleggia il fantasma del doping.

Ex terza linea di Perpignan, Aurillac, Bourgoin, Poitiers e Colomiers, Martrette si è ritirato nel 2012 e quattro anni dopo, in un’intervista televisiva aveva confessato di essere un dopato. E aveva puntato il dito contro il mondo del rugby. “È molto comune. In tutti i club. È molto comune. Vediamo l’evoluzione dei giocatori nello spazio di dieci anni. Tutti sono complici. Tutti lo sanno” diceva.

E lui? Lui ha iniziato a 25 anni, sognando la maglia dei Bleus. “Per fare il salto di qualità dovevo aumentare la massa muscolare. Ho cominciato a doparmi a 25 anni – raccontava e l’elenco delle sostanze che ha assunto per sette anni fa spavento, come ricorda Massimo Calandri su La Repubblica –. Il Deca Durabolin (nandrolone). Ma ho finito per perdere in rapidità e resistenza. Così ho aggiunto il testosterone per riequilibrare. Lo Stanodrol serviva all’esplosività e all’aggressività. Per ridurre la massa grassa, il Clenbuterol, un anticatabolizzante. Le iniezioni di Masteron mi permettevano di sentirmi forte, vivo: fisicamente e mentalmente, perché il resto della roba aveva grandi effetti sull’umore”.

“Ero disposto a sacrificare tutto, anche la mia persona, per raggiungere i miei obiettivi” dichiarava. Ma il suo sogno, la maglia della nazionale della Francia, è rimasto tale. Non l’ha mai raggiunto, neppure con il doping. Per il quale, però, a 41 ha sacrificato la vita. E il rugby, intanto, nasconde la testa più che può nella sabbia e si scandalizza quando esce un caso di doping. Come se fosse strano.

Un commento su “Francia: Anthony Martrette, cioè morire di doping

  1. Su Chiloboy ho scritto un post sicuramente sciocco ma sembra che quell’uomo sia “onomatopeico”.
    Rimane il fatto che letta questa notizia mi imbarazza molto aver scritto quella puttanata.

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