Francia: e se il prossimo ct fosse straniero?

Bernard Laporte ha annunciato un ‘referendum’ per capire se in vista dei Mondiali 2023 i Bleus potranno sfatare un tabù.

“In una lettera inviata ai dirigenti dei club dilettanti oggi, il presidente della FFR ha annunciato un referendum sulla possibilità di assumere un allenatore straniero per preparare la Coppa del Mondo 2023” ha dichiarato la Federazione Francese Rugby. Un annuncio shock per un Paese che ha fatto da sempre dell’autarchia un punto d’onore.

Il referendum, come si legge, inizierà il 9 aprile 2019 e terminerà l’11 aprile 2019, con ogni club che avrà diritto a un voto indipendentemente dalle dimensioni. E se la scelta dovesse ricadere sul “sì”, allora la Francia potrebbe avere dal 2020 il primo allenatore straniero della sua storia.

Una rivoluzione shock, come detto, ma in fondo in linea con la politica di equiparazione dei giocatori che anche i Bleus stanno portando avanti negli ultimi anni. Ma chi sarebbero i candidati che ha in mente Bernard Laporte? I nomi sono importanti: si va da Warren Gatland fino a John Mitchell, passando per un clamoroso ritorno in panchina, quello di Sir Clive Woodward.

Foto – Instagram/welshrugbyunion

3 commenti su “Francia: e se il prossimo ct fosse straniero?

  1. Che un leader carismatico e potente come Laporte chieda un tutti i Club (tutti, diconsi proprio tutti) un parere sulla scelta dell’allenatore è una gran bella lezione ma son certo che dalle nostre parti non verrà capita, vuoi per la lingua, vuoi per il fatto che lorlà hanno una tradizione rugbystica e democratica “millenaria” (cit.).

  2. Mah, io continuo a pensare che finchè il movimento francese non farà un minimo di unione di intenti su gestione e utilizzo dei giocatori per la nazionale, avere un allenatore che sia Gatland, Mitchell, Hansen o Brunel cambierà relativamente.
    Anche perchè basta andare a Clermont, Castres o Racing, e allenatori francesi buoni se ne trovano ancora.

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