Italrugby: un’analisi spietata sul momento azzurro

Lorenzo Vendemiale, sulle pagine de Il Fatto Quotidiano, ha pubblicato un lungo articolo in cui affronta tutti i limiti del rugby in Italia. Federazione in primis.

Meta e palla ovale, fair play, terzo tempo. C’è stato un momento in cui l’entusiasmo intorno al rugby era contagioso, quasi fastidioso. C’era un Paese che scopriva un nuovo sport, nobile e rude al contempo, con regole curiose, così diverso dal pallone nazionalpopolare. E c’era una squadra che magari non convinceva e neppure vinceva, ma dal campo usciva sempre a testa alta, togliendosi di tanto in tanto qualche soddisfazione. È durato circa un decennio, di stadi pieni, investimenti massicci, grandi speranze. Invece il treno è passato, i campioni simbolo di questa epoca sono invecchiati, e alle sconfitte sono seguite solo sconfitte. Adesso qualcosa si è spezzato: la rugby-mania è finita. L’ovale si è sgonfiato. Continua a leggere l’articolo su Il Fatto Quotidiano.

7 commenti su “Italrugby: un’analisi spietata sul momento azzurro

  1. Vendemiale non scrive niente di più che altri quotidiani “non allineati” denunciano da anni (anni!) in modo più articolato e tecnico. Il Gazzettino con Liviero e Malfatti, L’Avanti con Piccinini, il Sole24Ore con Bagnasco, mettono i puntini sulle Altre testate, troppo spesso, fanno cartello (persino nei titoli di pagina) vedono altre partite o gli accadimenti non sono mai allarmanti chiudendo le stalle tardi. iMa senza scomodare i rpofessionisti della stampa anche solo in questo blog i commenti sono ben più puntuali e trancianti rispetto l’artico del Fatto Quotidiano. L’unica cosa positiva è che anche il Fatto Quotidiano parli di rugby.

  2. Torno a ribadire il mio pensiero: il rugby italiano ha bisogno di una scossa da un miliardo di volts e ,a mio avviso, voi giornalisti dovete avere un ruolo essenziale nel cambiamento richiesto.
    Primo: noi italici siamo capacissimi di distruggere senza avere progetto, malta e cazzuola per ricostruire meglio di quanto demolito- in poche parole CHI dopo l’Armageddon?

    Secondo: se la stampa, magari tirando per la giacca Malagò, non sputtana seriamente i vertici FIR rovistando nel torbido- chiedere a F.Sarzanini,M.Franco, Gabanelli e tanti altri-continueremo a romperci i za….. sino alla fine dei nostri giorni perchè il MrG e compagni, complici anche tanti presidenti di club, rimarranno al loro posto sino alla fine dei tempi

  3. Sicuro che Malagò abbia la coscienza a posto? Non era lui quello dei mondiali di nuoto 2009, i cui impianti non sono ancora stati consegnati?
    I presidenti dei nostri miserandissimi club hanno storicamente prostituito il loro diritto di voto in cambio di magre mercedi…
    fanno gestire un budget di 45 milioni di euro a persone a cui non farei fare l’amministratore di un condominio di sei appartamenti in periferia…

  4. moménto s. m. …….Minima frazione di tempo, tempo brevissimo…..Ha significato affine a istante, attimo, con i quali spesso si può sostituire…..in genere, però, indica un tempo meno breve che attimo, e, mentre istante esprime soprattutto la celerità dell’azione, momento ne esprime piuttosto la durata che da brevissima, quasi puntuale, può passare a notevolmente estesa…(Treccani): momentoentoentoentoentoentoentoentoent……..

    1. Duccio,ma come, riporti gli articoli di questo giornalista? L’unica cosa giusta che ha detto è sulla marea di soldi spesi,ma per il resto i suoi articoli sono raffazzonati, arroganti e di poco spessore(non mi sorprende,uno che si presenta con classe calcistica fa ben capire il focus)
      Purtroppo se il maggior quotidiano di sport nazionale parla di rugby solo durante il Sei Nazioni,mai in prima pagina e con toni arroganti giusto per dare modo di sfogarsi….
      Le analisi negative, quando ci devono essere(come in questo caso) devono essere fatte in modo competente da qualcuno che segue lo sport e lo conosce,non da primo che passa!

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