6 Nazioni: l’Italia non placca, l’Inghilterra dilaga

Si è conclusa a Twickenham la sfida tra i maestri britannici e gli azzurri. Ecco come è andata e gli highlights della sfida.

Era una sfida impossibile, ma l’Italia ha fatto di tutto per complicarsela. L’Inghilterra domina, gli azzurri mancano un’infinità di placcaggi e Tuilagi e compagni ringraziano e conquistano il bonus in soli 32 minuti di gioco.

Primo tempo

Si parte subito con un’Inghilterra bellissima e un Cokanasiga che dà spettacolo prendendo una palla alta e poi passaggio dietro alla schiena che, però, finisce con un avanti. Subito in difficoltà, invece, l’Italia sui calci inglesi e Padovani salva la situazione dopo tre minuti di gioco. E’ un assedio inglese, ancora con Cokanasiga a mandare fuorigiri la difesa italiana, ma ancora una volta gli azzurri si salvano in qualche modo. Ma Parisse e compagni faticano anche in mischia e, così, all’8′ c’è una touche sui 5 metri per i padroni di casa. E questa volta vanno oltre con la maul e prima meta con Jamie George. Prova a reagire la squadra azzurra e si porta per la prima volta in attacco. Ed è Tommaso Allan al 12′ a sorprendere la difesa inglese, finta un passaggio e va a schiacciare per il pareggio. La risposta inglese, però, è immediata e un paio di placcaggi mancati dall’Italia con Esposito e Campagnaro colpevoli mandano Jonny May oltre e nuovo vantaggio per i padroni di casa. Fatica la difesa italiana a rallentare le folate inglesi e al 21′ è Manu Tuilagi a sfondare senza grossi problemi tra le maglie azzurre e terza meta inglese.

Un paio di placcaggi mancati di Campagnaro costano due mete all’Italia, mentre l’Inghilterra non alza il piede dall’acceleratore. Al 26′ piazzato di Farrell e altri tre punti per gli inglesi. Italia che prova a reagire, ma la difesa inglese non lascia spazi e quando riparte fa sempre male. Così al 32′ è ancora una volta Tuilagi a rompere due placcaggi, palla a Shields e meta del bonus per l’Inghilterra. L’Italia, inoltre, in pochi minuti perde prima Campagnaro e poi Castello per infortunio. Al 39′ fiammata di Jayden Hayward che si libera di due avversari, si invola, ma il suo calcio ribalza in maniera sfortunata e finisce in touche sui 5 metri prima che Esposito possa prendere l’ovale. Ultimo attacco marcato Italia, ma c’è l’avanti e si chiude il primo tempo sul 31-7.

Secondo tempo

Parte in attacco l’Italia nella ripresa, ma un passaggio sbagliato di Tebaldi ricaccia gli azzurri indietro di decine di metri. Torna a spingere l’Inghilterra e al 47′ è di nuovo Manu Tuilagi ad andare oltre e quinta meta per i padroni di casa. Tanti cambi per Conor O’Shea, che fa già entrare quasi tutta la panchina in campo. L’Italia ha un moto d’orgoglio al 53′, con Polledri che sfonda, poi si prosegue a un passo dalla meta e palla che va al largo ed è Luca Morisi a segnare, lui che a Twickenham aveva già colpito in passato.

Passano i minuti con l’Inghilterra che ha un po’ alzato il piede dall’acceleratore, ma al 64′ un calcio di Hayward viene bloccato e Kruis schiaccia in meta. E non si fermano i padroni di casa e al 68′ si involano con Dan Robson che va indisturbato fino in area di meta e Inghilterra che tocca cifra 50 nel punteggio. Prova a chiudere in attacco l’Italia, ma non sfonda e alla fine fa tenuto con Allan. E al 79′ per la seconda volta nel match il calcio del mediano azzurro viene stoppato e per la seconda volta va in meta l’Inghilterra, con Shields.

INGHILTERRA – ITALIA 57-14

Sabato 9 marzo, ore 17.45 – Twickenham, Londra
Inghilterra: 15 Elliot Daly, 14 Joe Cokanasiga, 13 Manu Tuilagi, 12 Ben Te’o, 11 Jonny May, 10 Owen Farrell, 9 Ben Youngs, 8 Billy Vunipola, 7 Tom Curry, 6 Brad Shields, 5 George Kruis, 4 Joe Launchbury, 3 Kyle Sinckler, 2 Jamie George, 1 Ellis Genge
In panchina: 16 Luke Cowan-Dickie, 17 Ben Moon, 18 Dan Cole, 19 Nathan Hughes, 20 Mark Wilson, 21 Dan Robson, 22 George Ford, 23 Henry Slade
Italia: 15 Jayden Hayward, 14 Edoardo Padovani, 13 Michele Campagnaro, 12 Luca Morisi, 11 Angelo Esposito, 10 Tommaso Allan, 9 Tito Tebaldi, 8 Sergio Parisse, 7 Braam Steyn, 6 Sebastian Negri, 5 Dean Budd, 4 Federico Ruzza, 3 Simone Ferrari, 2 Luca Bigi, 1 Andrea Lovotti
In panchina: 16 Leonardo Ghiraldini, 17 Cherif Traore, 18 Tiziano Pasquali, 19 David Sisi, 20 Jake Polledri, 21 Guglielmo Palazzani, 22 Ian McKinley, 23 Tommaso Castello
Arbitro: Nic Berry
Marcatori: 8′ m. George tr. Farrell, 12′ m. Allan tr. Allan, 15′ m. May tr. Farrell, 21′ m. Tuilagi tr. Farrell, 26′ cp. Farrell, 32′ m. Shields tr. Farrell, 47′ m. Tuilagi, 55′ m. Morisi tr. Allan, 64′ m. Kruis tr. Ford, 68′ m. Robson tr. Ford, 79′ m. Shields tr. Ford

Foto – Instagram/italrugby

10 commenti su “6 Nazioni: l’Italia non placca, l’Inghilterra dilaga

    1. Quindi Giovanni due settimane fa tutto contento condividevi oggi invece tutto fa schifo. Commentare il lavoro ed un progetto sulle singoile aprtite quando si critica pero’ una federazione di non progettore sul longo termino e’ alquanto curioso.

      Oggi la difesa ha imbarcato da tutte le parti contro una squadra fisicamente straripante, sia in temrini di potenza che velcoita’ che con qualita’ di altissimo lviello…ma personalmente questa e’ una partita che va inserita in un blocco di 5 partite che e’ il 6N. LA NAzionale gioca 3 blocchi di aprtite le somme su come il progetto va si fa sul blocco di partite non sulle singole. Sul blocco penso che negare che l’ITalia ad oggi abbia fatto meglio che negli ultimi 2 anni sia innegabile, basterebbe anche prendere solo i numeri nudi e crudi dei punteggi delle prime 4 partite degli ultimi 2-3 anni e queste’anno per rendersene conto.

      Oggi giornataccia, niente da salvare come prova di gruppo e di singoli ed io per esempio non mi unisco neanche al coro retorico del “hanno dato tutto”…cui non se se rispondere “bella banalita’ del piffero” o “e ci mancherebbe altro”! Oggi e’ stato un disastro che ha messo in evidenza tutti i limiti di organico ancora esistenti quando una squadra di Tier 1 e’ in un buon momento di forma, non fa un turnover incredibile e preme un po’ l’accelleratore. Il gap e’ grossissimo non lo si scopre oggi, e neanche che il gap di organico sia cresciuto negli anni e non diminuito come alcuni pensano illudendosi per risultati nel Pro 14. La profondita’ e qualita’ non e’ qulla sventolata…di nuovo di certo non si scopre oggi a Twickenham questo.

      Mettendo pero’ insieme le 4 prove del 6N per me oggi l’Italia tatticamente e’ messa meglio che un anno fa, attacca meglio quando riesce a farlo, o in maniera meno confusa se preferisci, ed ha difeso in 4 partite nettamente meglio. Per me gli alti e bassi aprtita dopo partita, epr cui 2 settimane fa i miglioramenti si vedevano ed oggi tutto fa schifo han poco senso e sono un approccio ad un progetto sportivo molto poco programmatico…

      1. L Italia ha incontrato una tier 1 che gioca da tier 1 e la differenza si vede tutta e ci sta. Poco altro da fare, anzi se devo essere onesto preferisco incontrare squadre che mi mostrino il loro reale valore piuttosto che squadre sperimentali o che tolgono il piede dall accelleratore dopo un ora di gioco.
        L Italia, considerando il livello con cui si misura comunemente, è ua squadra che deve fare la partita sulla prestazione avversaria piuttosto che sulla formazione. Mi rammarico che contro l Irlanda sia andata male, perchè era una di quelle partite che sulla carta era impossibile, ma in campo i verdi erano sottotono e quasi umani..

  1. 1) Dopo la partita con l’Irlanda avevo spiegato i motivi che avevano a mio avviso portato ad una migliore prestazione rispetto a quelle precedenti. Avevo però anche aggiunto che la partita con l’Inghilterra sarebbe stato un test importante per capire se quei miglioramenti erano strutturali (cosa su cui dubitavo) o episodici e legati a fattori contingenti (Irlanda deludente, presenza di un secondo efficace placcatore (Mbanda) affianco a Negri, una fase offensiva che non c’era stata contro la Scozia ed era stata molto esigua col Galles).
    2) “personalmente questa e’ una partita che va inserita in un blocco di 5 partite che e’ il 6N”. Non eri tu che dopo la prima partita persa contro la Scozia avevi affermato che c’erano evidenti miglioramenti difensivi (ed io avevo fatto notare che avevamo subito cinque mete)? Non mi pare avessi messo la cosa nella prospettiva di “un blocco di partite”.
    Aggiungo che la giornataccia può capitare a tutti, ma qui siamo alla quattordicesima sconfitta consecutiva al 6N della gestione O’Shea, il quale ha raccolto finora un solo punto di bonus ed è proprio lui che da circa un anno e mezzo (da quando prese carta e penna per fare il PR con il Pro14) si è messo “a sventolare di profondita’ e qualita’ accresciute”.

    1. La Scozia era la prima partita del blocco che pero’ viene dopo il blocco di Novembre dove gia’ con Australia si era visto qualcosina, e secondo me li’ si son visti miglioramenti tattici difensivi confermati in 2 delle altre 3 partite…mi sembra che provi ad attaccarmi sul nulla
      Io noto solo che ad ogni aprtita cambia l’umore, io penso che nelle prime 3 partite si siano visti miglioramenti che purtroppo ieri non son stati confermati…la Francia e’ l’ultima partita e si vedra’ se quei miglioramenti si rivedranno o meno ed a fine torneo si tireranno le somme sulle 5 partite.

      Sul numero di sconfitte purtroppo i numeri son terribili e bisognera’ prenderne atto, sempre che pero’ si decida cosa si vuole fare perche’ un giorno si dice che serve programmare oltre i 4 anni di un ciclo mondiale il giorno dopo si vogliono i risulati oggi…le cose non vanno insieme, per ricostruire il sistema dalla fondamenta l’attraversata nel deserto e’ d’obbligo, che il CT/DOR si chiami COS, Eddie Jones, HAnsen, Schmdit o qualsiasi nome si voglia fare. Ed aggiungo che non e’ neanche detto che ne uscirai meglio e piu’ forte. Se si preferisce altrimenti si aspetti 1-2 anni che i vari Ioane, Faiva, Duvenage quelli che han fatto veramente fare il salto qualitativo a Treviso diventino eleggibili e si segua la via dei passaportabili e project players.

      Se devo comunque essere critico dello staff si resto fermo a quanto scritto ben prima che iniziasse il torneo: si dica chiaramente qual’e’ l’obiettivo dando dei parametri ogettivi e misurabili e non generali e vaghi che permettono di dire tutto ed il contrario di tutto.

  2. Ci hanno distrutto fisicamente, che vuol dire sia in fatto puramente di chili (vorrei sapere perchè anche noi non possiamo farci in casa un’ala di 114kg e due centri da 120) che di atletismo. Questi corrono, placcano e vanno a contatto con qualità che noi non abbiamo, sanno fare le cose molto meglio di noi (basta vedere come corre Cokanasiga o come Tuilagi riesce a far fuori Allan in un metro quadrato), e in più ad un ritmo doppio.
    Si son presi pure la briga di difendere singolarmente, andando a contestare solo quando decidevano che ci fosse una possibilità (anche se non sempre in maniera legalissima, tipo Hughes che prima va con le mani a terra e poi sulla palla) e noi riusciamo ad uccellarli di fatto solo con Allan nella prima meta.
    Noi invece difensivamente come singoli abbiamo sbagliato di tutto, con lisci clamorosi che ci hanno fatto malissimo; anche se di squadra comunque qualcosa si è visto, con placcaggi raddoppiati, gente che prova a rallentare l’ovale, e forzare qualche errore da parte loro.
    Spiace che un paio di mete se non le abbiamo regalate noi, comunque gli abbiamo reso la vita facilissima (non ricordo l’ultima partita dove qualcuno ha segnato due volte stoppando un calcio).
    Purtroppo fino ad ora eravamo riusciti ad evitare passivi cosi pesanti (ed eravamo stati un po’ più efficaci in attacco). Per me un passo indietro rispetto alle altre, ma che poteva essere preventivabile visto l’avversario, uno che noi soffriamo da sempre particolarmente.
    Però fa capire ancora una volta (anche vedendo l’U20 – e complimenti all’Irlanda per la vittoria, battendo sia Ing che Fra) come siamo lontani anni luce e non abbiamo fatto nulla (sottolineo NULLA) per colmare almeno un po’ il gap in 20 anni.
    Ma tanto in Fir dormono benissimo lo stesso, a loro che frega…

    1. L’errore piu’ grosso e’ pensare che sia stata tutta una questione fisica, di potenza ed atletismo. Ieri Cokanasiga se n’e’ andato 3 volte conf inte via da Espostio non stendendolo, il numero che ha fatto al printi via col pallone preso in aria e ricadendo a terra passaggio ad una mano dietro la schiena e’ inventiva e tecnica prima di tutto, il pensare anche solo di tirare fuori una cosa del genere non passa nella testa neanche a stockdale per non fare un nome italiano. Tulagi ha piazzato finte e sidestep non solo “attacchi frontali”. Ecco il leggere in giro che prevalentemente il mismatch sia stato fisico per me e’ proprio sbagliato per me. May e Farrell anche han fatto numeri e non sono armadi a due ante.

  3. Eddie Jones è un permalosone, ha cancellato l’onta della Fox con The Wolves , perché ci hanno attaccato e sbranato come un branco di lupi. Poteva utilizzare qualsiasi piano di gioco, in uno sport di contatto, ha scelto per mettere in campo la punizione più dolorosa che aveva nel carnet. Ha voluto batterci nel modo più uniliante del rugby. I ragazzi sentiranno più i lividi dentro di quelli fuori

  4. PS era palese anche durante diretta ma guardando anche solo gli highlighits che propone il pezzo si ha la conferma che Sergio non corra più…allora parliamone

  5. For sure non è solo “fisico” – se per fisico intendiamo il peso sulla bilancia – anche se avere oltre 1600kg di squadra di fronte (940 solo di mischia) fa un certo effetto. Il punto è che loro il fisico lo sanno usare, appoggi e corsa come dio comanda, con 120kg che “danzano” come il miglior Minozzi. E noi non ci stiamo dietro.
    Poi ovvio che quelli veloci come May e (soprattutto) Daly ci uccellano alla grande, con i nostri assorbidi dal Tuilagi o dal Vunipola di turno, e che arrivano in pericoloso ritardo all’esterno.

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