Scandalo: l’Australia nega di aver “venduto” una partita

La stampa australiana parla di “match fixing” in una partita di alcuni anni fa, ma la federazione smentisce categoricamente.

Non ha pace il rugby australiano. In crisi di risultati con i Wallabies, lontana dalle migliori nel Super Rugby, ora a scuotere l’ambiente sono le insinuazioni uscite sul Sydney Morning Herald, dove si parla di una presunta indagine della Federazione australiana riguardo al “match fixing” di una partita dei Wallabies.

Il giornale non cita il match, ma racconta di come “alcuni anni fa” l’Australia perse clamorosamente una partita in cui era nettamente favorita. Un ko anomalo e che avrebbe portato l’Aru a indagare sulla presunta combine della partita, con i Wallabies che si sarebbero venduti il match.

Un’accusa durissima, ma che la Federazione smentisce categoricamente. “Il Rugby Australia desidera confermare di non aver riscontrato alcuna prova in merito all’attività di scommesse inappropriate o alla combine di partite e non ha alcun riscontro di tali indagini in passato. Il Rugby Australia prende molto sul serio qualsiasi accusa di combine di partite e investigherebbe sempre a fondo se una persona o entità dovesse mai fornire informazioni a riguardo”.

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