8 marzo: lo stato dell’arte del rugby femminile in Italia

La Fir ha pubblicato un lungo comunicato facendo il punto sui progetti che riguardano il rugby rosa nel Belpaese.

Un rugby femminile più sviluppato e radicato, tecnici con competenze specifiche di settore, un progetto giovanile a lungo termine mirato ad innalzare la qualità delle atlete del movimento, alimentando una Nazionale U20 di prossima costituzione ed a consolidare la Nazionale Maggiore Femminile ai vertici del movimento internazionale e ad aumentare la competitività della Nazionale Maggiore 7s, affiancando all’operato dei Club di settore un percorso federale a partire dalla categoria U16.

La Federazione Italiana Rugby ha ufficializzato oggi lo sviluppo del progetto tecnico rivolto ad un’ulteriore crescita del settore Femminile, mirato a proporre un percorso più ampio e dettagliato ma, al tempo stesso, facilmente comprensibile ai Club, agli allenatori ed a tutte le componenti del movimento. 

L’obiettivo finale è il progresso qualitativo e quantitativo di un’area del rugby italiano che, dal 2005 ad oggi – data d’istituzione del Settore Femminile in FIR – ha registrato una crescita percentuale superiore al 1000%, passando da 600 tesserate alle oltre 8000 praticanti odierne.

Il nuovo percorso formativo prevede, tra l’altro l’inserimento del Gioco, nella sua forma a XV, anche per la categoria Under 18, con attività di Rappresentative, raduni regionali e attività interregionale nelle quattro macroaree nazionali identificate (Nord-Est, Nord-Ovest, Centro-Nord e Centro-Sud) e con l’istituzione, dalla Stagione Sportiva 2019/20, di una competizione interregionale tra le Rappresentative d’Area, con il coordinamento affidato a tecnici interregionali, affiancati dai tecnici di sviluppo femminile già operanti sul territorio.  

La nuova categoria andrà ad integrare l’attività di formazione e reclutamento già prevista a livello regionale e le attività dei campionati regionali juniores, disputati con la formula di gioco “X-Rugby”, sviluppata dalla Federazione internazionale World Rugby sulla scorta dell’esperienza italiana, per le atlete U16 e U18. 

Inalterata l’attività di mini-rugby, il progetto femminile juniores verrà completato dall’istituzione, di una Nazionale Femminile U20 a XV: l’Italia U20 svolgerà tre raduni stagionali con incontri di verifica con Club del massimo campionato e test-match contro Nazionali di categoria. 

Il Campionato Italiano di Serie A Femminile sarà parte attiva del nuovo percorso tecnico, con un processo di revisione che garantirà un maggiore equilibrio meritocratico e geografico, una competizione più omogenea e funzionale e un mantenimento dei costi per le Società. 

Alfredo Gavazzi, Presidente della Federazione Italiana Rugby, ha dichiarato: “Ispirare, promuovere e guidare un movimento femminile qualitativamente consistente, qualificare sempre più il rugby tra il pubblico femminile, offrire alle giovani atlete di oggi un percorso chiaro, accessibile e con un preciso indirizzo sono i punti forti alla base del potenziamento del percorso tecnico. 

La Nazionale Maggiore Femminile, grazie al lavoro che abbiamo consolidato negli anni, è oggi una delle perle del nostro rugby e siamo orientati a rendere il nostro settore d’elite sempre più competitivo sulla scena internazionale. Confidiamo che i nuovi investimenti che, negli anni a venire, andremo ad iniettare rendano sempre più solido, attraente per le giovani e competitivo il gioco al femminile nel nostro Paese”.

Maria Cristina Tonna, Coordinatrice del Settore Femminile FIR, ha detto: “La continuità di risultati della Nazionale Femminile ha acceso i riflettori sul movimento in queste settimane, ma è il lavoro quotidiano dei Club, l’impegno costante di tutte le giocatrici e dirigenti che il nuovo percorso tecnico vuole valorizzare sempre più. Oggi le tesserate rappresentano una percentuale ancora ridotta nel panorama rugbistico italiano, il proposito di FIR è aumentare sensibilmente il numero di partecipanti nell’immediato futuro con una serie di azioni di sviluppo del rugby femminile di base che costituiscono una parte centrale del nuovo percorso, che rivolge una crescente attenzione ai settori giovanili e mira a rendere più competitivo, divertente e funzionale allo sviluppo delle Nazionali il massimo campionato, formando al tempo stesso tecnici ed operatori sempre più qualificati per il settore”.

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