World League: la proposta spacca il rugby

La proposta di un “mondialino” a 12 squadre non piace ai giocatori e soprattutto dal Pacifico arrivano dure minacce.

Una campionato mondiale a 12 squadre, che coinvolga le formazioni del 6 Nazioni, quelle della Rugby Championship, più i due mercati più ambiti da World Rugby: Giappone e Usa. E’ la proposta di cui parlavamo qualche giorno fa e che vedrebbe i due tornei tradizionali svolgersi normalmente, con le finestre internazionali che si trasformerebbero in ulteriori turni del torneo, con semifinali e finale a novembre.

Tutto bello e affascinante, non fosse che ai giocatori l’idea non piace. A quelli delle 12 nazioni per una questione di logorio del rugby moderno, con i match che non solo aumenterebbero di numero, ma trasformandosi da test match a torneo pretenderebbero un impegno fisico e mentale maggiore. Così da Jonathan Sexton a Victor Vito sono molte le voci critiche al progetto di World Rugby.

Ma chi si mette decisamente di traverso all’idea sono i giocatori di Fiji, Tonga e Samoa. Esclusi dal progetto, nonostante le tre nazionali (in particolare Fiji, ndr.) siano storicamente più forti di Giappone e Usa (ultimamente anche Italia), i pacifici si sentono ancora una volta messi all’angolo dal dio denaro. E non ci stanno. “I nostri 600 membri stanno discutendo una mozione che punta a rendersi non disponibili per il Mondiale” la bomba lanciata dal sindacato giocatori, che dunque potrebbero non esserci a settembre in Giappone. “Ci sembra di essere tornati al 1995. Già allora la loro parola d’ordine fu: prendiamo i giocatori, ma lasciamo le Isole fuori. Sarà il disastro 2.0 per il rugby del Pacifico”.

Foto – Instagram/fijirugbyunion

4 commenti su “World League: la proposta spacca il rugby

  1. il problema è per tutto il rugby, spero che molti giocatori, tra europa e downunder, appoggino questa protesta, il problema è anche per le tier2 europee, WR deve essere un po’ ridimensionato nella continua corsa allo show business

  2. Questo mondialino piace solo a Pichot e a chi pensa di guadagnarci…tanta gente si avvicina al rugby per quell’aura di tradizioni e diversita’, tra regole assurde arbitraggi laschi e idee balzane stanno giocando alla.roulette russa

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