6 Nazioni: il Galles fa sua la battaglia più bella

Si è conclusa a Cardiff la sfida con l’Inghilterra che potrebbe aver virtualmente assegnato il titolo 2019 del torneo.

Doveva essere la sfida più importante del weekend, è stata sicuramente la più bella per intensità ed emozioni. Galles e Inghilterra mettono in scena una vera e propria battaglia ovale, combattendosi punto su punto consci che molto del Guinness Sei Nazioni 2019 passa dal Principality Stadium. E alla fine è il Galles a fare festa e a portarsi davanti nella corsa al titolo.

Primo tempo

Parte più forte l’Inghilterra, che vuole mettere subito punti sul tabellone, ma alla prima occasione dalla piazzola manca i pali Owen Farrell e nulla di fatto dopo due minuti di gioco. Un fuorigioco della difesa inglese dà, poco dopo, una chance al Galles in attacco con una touche nei 22 offensivi. Ma, ancora una volta, rimessa pessima dei padroni di casa che perdono palla. Cerca di riguadagnare territorio l’Inghilterra e come con la Francia lo fa usando chirurgicamente il piede. Un nuovo errore in touche del Galles dà palla agli ospiti sui 5 metri, ma c’è un avanti e ancora nulla di fatto dopo un quarto d’ora di gioco. Ma è sempre la squadra ospite a insistere e al 18′ Farrell mette i primi punti dalla piazzola.

Ottima la difesa inglese, che non lascia spazio ai gallesi, compie placcaggi che fanno costantemente arretrare la linea d’attacco dei padroni di casa, ma un fallo al 21′ permette al XV di Gatland di ripresentarsi nei 22 offensivi. Ancora un fallo inglese per fermare l’ottimo attacco vicino al punto d’incontro del Galles e Anscombe va sulla piazzola per il pareggio. Ma subito dopo ecco che al nuovo affonto inglese è Tom Curry a raccogliere l’ovale e a schiacciare per la prima meta del match. Sbaglia troppo il Galles e lascia l’Inghilterra nel proprio territorio. Al 33′ Anscombe prova un calcio a superare, ma viene bloccato da Henry Slade e nuova occasione per l’Inghilterra che, però, non porta a nulla. Poco dopo è Navidi a rubare l’ovale e fallo inglese. Fatica il Galles a trovare spazi palla in mano, così l’Inghilterra difende la meta di vantaggio e può chiudere il primo tempo in attacco.

Secondo tempo

Prova subito a trovare l’allungo decisivo l’Inghilterra a inizio ripresa, Galles fin da subito in sofferenza nella propria metà campo, mentre gli animi si scaldano più volte. Col passare dei minuti, però, cresce il Galles, commette tanti falli l’Inghilterra e al 52′ Gareth Anscombe va sulla piazzola per accorciare il distacco e non sbaglia. Cresce sempre più la squadra di casa e, ancora una volta, è fallosa la formazione ospite e Galles che nuovamente si ritrova nei 22 offensivi. Ancora un fallo di Sinckler e Anscombe torna sulla piazzola per il -1 quando mancano 23 minuti alla fine.

Reagisce l’Inghilterra, che ora vede i padroni di casa avvicinarsi troppo, break di Manu Tuilagi, ma sul prosieguo un avanti fa perdere il trend offensivo per gli ospiti. Ma subito dopo tenuto di Parkes sull’intervento di un ottimo Curry e Farrell può riportare i suoi a +4. Ma si butta subito in avanti nuovamente il Galles, con tanti pick&go arriva sui 5 metri, con il muro inglese che cerca di arginare l’ondata rossa. Ma con un vantaggio a proprio favore il Galles vola al largo ed è Cory Hill a schiacciare e primo vantaggio per i padroni di casa in partita. Ma è ancora il Galles a spingere e tiene l’Inghilterra lontana, non solo dalla linea di meta, ma anche dalla zona a rischio piazzato. E al 78′, sfruttando l’ennesimo vantaggio, ecco che il calcio di Biggar al largo trova Josh Adams che controlla l’ovale e schiaccia per il vantaggio che significa +2 in classifica sull’Inghilterra e tre vittorie su tre.

GALLES – INGHILTERRA 21-13

Sabato 23 febbraio, 17.45 – Principality Stadium, Cardiff
Galles: 15 Liam Williams, 14 George North, 13 Jonathan Davies, 12 Hadleigh Parkes, 11 Josh Adams, 10 Gareth Anscombe, 9 Gareth Davies, 8 Ross Moriarty, 7 Justin Tipuric, 6 Josh Navidi, 5 Alun Wyn Jones, 4 Cory Hill, 3 Tomas Francis, 2 Ken Owens, 1 Rob Evans
In panchina: 16 Elliot Dee, 17 Nicky Smith, 18 Dillon Lewis, 19 Adam Beard, 20 Aaron Wainwright, 21 Aled Davies, 22 Dan Biggar, 23 Owen Watkin
Inghilterra: 15 Elliot Daly, 14 Jack Nowell, 13 Henry Slade, 12 Manu Tuilagi, 11 Jonny May, 10 Owen Farrell, 9 Ben Youngs, 8 Billy Vunipola, 7 Tom Curry, 6 Mark Wilson, 5 George Kruis, 4 Courtney Lawes, 3 Kyle Sinckler, 2 Jamie George, 1 Ben Moon
In panchina: 16 Luke Cowan-Dickie, 17 Ellis Genge, 18 Harry Williams, 19 Joe Launchbury, 20 Brad Shields, 21 Dan Robson, 22 George Ford, 23 Joe Cokanasiga
Arbitro: Jaco Peyper 
Marcatori: 18′ cp. Farrell, 24′ cp. Anscombe, 27′ m. Curry tr. Farrell, 53′ cp. Anscombe, 57′ cp. Anscombe, 63′ cp. Farrell, 69′ m. Hill tr. Biggar, 78′ m. Adams

Foto – Instagram/welshrugbyunion

3 commenti su “6 Nazioni: il Galles fa sua la battaglia più bella

  1. Prima dell’inizio del torneo avevo scritto che secondo me il galles era un underdog interessantissimo, che le flesisoni dei Dragoni a cavallo tra i mondiali fossero ormai una costante della gestione Gatland che poi tende a risalire prorio all’avvicinarsi del Mondiale.

    Ieri una aprtita splendida, ma che ha mostrato secondo me ancora i limii dell’Inghilterra oltre alla grande capacita’ tattica di gatland.
    Fronteggiati e contenuti fisicamente (pesa l’assenza di Mako) gli inglesi sono andati parecchio in difficolta’ ed hanno incominicato a perdere copostezza e fare falli su falli. Con un traingolo ben disposto e di giocatori nel proprio ruolo il gioco dei calci non ha funzionato…non c’era Henshaw contro, e non c’erano neanche i posizionamenti assurdi i Penaud e Huget a facilitare il gioco al piede, ma un triangolo ben disposto ed in grado di contrattaccare e contendere bene i palloni in aria. La pressione su Farrell e’ stata ottima, salite veloci in particolare a chiuderlgi lo spazio proprio per i calci. Infine un pack che sui set pieces ha retto e non si e’ fatto spazzare via. Con queste cose il galles ha smontato il gioco dell’Inghilterra che piano piano nel corso del match e’ entrato sempre piu’ in difficolta’ mentre il Galles prendeva il comando della situazione graize anche ad una gestione die cambi egregia.

    Inghilterra rimandata quindi, dopo le prime due splendide prestazione a Cardiff ha mostrato qualche limite, tutto materiale su cui lavorare per EJ in vista del Mondiale.

    Galles che per me al momento sta dimostrando quanto fosse sottovalutato inizialmente quando scrissi che se avesse vinto a Parigi per me si sarebbe giocato tranuqillamente la vittoria del torneo. La forma fisica dei Dragoni anche e’ ottima in questo momento, con gli Inglesi la squadra piu’ a lucido fisicamente e lo si e’ visto ieri in campo

  2. Ieri si è scritta una pagina di storia del rugby gallese. Bello il gioco inglese della settimana scorsa, ma tra le terze ed il triangolo francese il lavoro è stato tanto facilitato.
    Ieri invece tra l ottima prestazione di Liam Williams, in assoluto il mio giocatore preferito e Navidi, al momento il candidato principale come miglior giocatore del torneo, l Inghilterra si è ridimensionata terribilmente. Capolavoro tattico di Gatland che risponde a Jones usando North come flanker aggiunto, inoltre lo stesso non concede sbavature come contro la Francia. Immenso AWJ, ma anche tutta la tenuta del pack.
    Note un po’ dolenti le prove offensive di Parkes eJ Davies, poco esplosivi ma solidi in difesa, entrambi alla ricerca della forma migliore.
    Adesso mi preoccupa tanto la sfida interna contro l Irlanda, il Galles li soffre terribilmente e li si giocherà la vittoria del torneo.
    Spero rientri Patchell, Anscombe per quanto male non abbia fatto, ma non mi convince del tutto. In fondo l ingresso di Biggar ha fatto la differenza.

  3. Partita splendida: fanti, comandanti e strateghi per una guerra simulata curata dal Gatto fin nel più piccolo dettaglio. e senza trasformare la gabbia a uomo su Farrell nella purtroppo consueta e disgustosa caccia al campione (Sexton, ma era uguale per Carter). Grande attenzione e sacrificio per Davies e Anscombe: sugli scudi al di là della prestazione al piede non perfetta ma l’Inghilterra è dura da prendere a calci. Prestazione mostruosa delle seconde che soffrono ma non mollano mai in touche (con un Tipuric decisivo nella trincea), reggono alla grande la prima linea fino a bacare quella avversaria e pareggiano la superiorità della mischia inglese in campo aperto. Il Capitano, immenso, ma Cory Lewis Hill da mesi sta giocando da dio nella pellagra di Newport. Dei tre dietro ha detto Stefo: perfetti. Prudenti, ordinati fino all’umiltà, generosi a prenderle e a menare da fabbri, e però velenosissimi. Su Vunipola si sono immolati tutti i trequarti, e Manu l’hanno sgommato via dalla partita. Come è capitato a Schmidt a Dublino, Diabolik non trova un piano b e stavolta anche lui secondo me non brilla, soprattutto nei cambi (ma crack in panca non ne aveva). Comunque i bianchi hanno trovato un openside di ruolo, e molto ma molto forte: per gli altri, non è una buona notizia. Jones-Schmidt 1-0, Gatland-Jones 1-0, tra due turni Gatland-Schmidt e c’è da leccarsi i baffi.

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