Italrugby: O’Shea “Vincere in azzurro vale una carriera”

Il tecnico azzurro parla del momento difficile dell’Italia e punta il dito contro il passato.

Vincere con l’Italia? Qualcosa di così difficile che vale un’intera carriera. A dirlo è Conor O’Shea, che sulle pagine del Romanista parla dell’attuale momento difficile per gli azzurri. Puntando il dito su chi ha gestito il rugby italiano fino a ieri.

“Da quando alleno questa è di gran lunga la sfida più difficile e complicata che io abbia mai affrontato. Ma portare l’Italia alla vittoria vale un’intera carriera – le parole di O’Shea, che continua –. Contro la Scozia e il Galles abbiamo perso ma abbiamo lottato sino all’ultimo minuto (con la Scozia iniziando però a lottare sul 3-33, ndr.). Questo è un gruppo di giocatori che non molla mai e che lotta anche contro pronostici che li danno sempre perdenti”.

Ma perché gli altri vincono e l’Italia no? “Paghiamo il fatto che le altre squadre hanno cambiato il loro approccio al gioco, mentre l’Italia per anni è rimasta uguale a se stessa. Adesso abbiamo impostato un lavoro che guarda al futuro. Si vede la luce in fondo al tunnel” le parole di O’Shea, che poi fa i nomi per il futuro prossimo. “Campagnaro, Padovani, Morisi, Allan, Minozzi… Il rugby italiano non è perdente e, soprattutto, non lo sarà”. Parola di O’Shea.

3 commenti su “Italrugby: O’Shea “Vincere in azzurro vale una carriera”

  1. Da quello che ho visto nelle due partite precedenti, per dirne una, mi è sembrato che le altre squadre facciano un pressing più aggressivo: contrastano il gioco alla mano da 2/3 metri, mentre l’Italia parte sempre da un punto di approccio a 5 metri. Questo da’ alle squadre avversarie un maggior vantaggio, mettendo maggiormente sotto pressione l’avversario, cosa che noi non facciamo.

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