Curiosità ovali: ecco la Balkan Super League, 8 nazioni per 14 squadre

Mattia Fonzi ci porta alla scoperta di un curioso torneo di rugby a XIII che coinvolge molti Paesi poco ovali.

Dall’Italia alla Turchia, attraversando anche territori e popoli storicamente in lite tra loro. È il Balkan Super League, torneo di rugby league che prenderà il via ad aprile, e che vede coinvolte 14 squadre di ben otto nazioni dell’Europa orientale, in Stati dove il movimento rugbistico non vede, a oggi, i numeri dell’Europa continentale.

Nell’edizione 2019, la terza dalla nascita della competizione, parteciperà per la prima volta anche una compagine italiana: gli Sharks di Lignano Sabbiadoro (Udine). Il torneo è strutturato in due divisioni, a loro volta divise in due gironi: i friulani sono stati inseriti nel girone A della divisione 1, insieme ai serbi Red Star e Dorkol, e alla greca Aris Eagles. Oltre ai Lignano Sharks, nella Super League giocheranno sei squadre provenienti dalla Serbia, due dalla Turchia, una a testa da Bosnia e Herzegovina, Albania, Bulgaria, Montenegro e Grecia.

Al di là dei valori in campo, prettamente amatoriali, è interessante la dinamica attraverso la quale club provenienti da Paesi dove la pratica del rugby è scarsa o nulla, uniscano le forze per poter intraprendere un campionato in un’area regionale molto vasta, con il fine di poter giocare quanti più minuti possibile, elemento fondamentale sì per la crescita tecnica, ma anche e soprattutto per l’attrattività sul territorio.

Nella Balkan Super League – competizione della RLIF (Rugby League International Federation, il board del rugby a 13) – la parte del leone sarà recitata ancora una volta dalle squadre serbe, che godono di un movimento attivo e in crescita. Le prime due edizioni, infatti, sono state vinte dalle due rivali storiche del Partizan Belgrado (che ha trionfato nel 2017) e della Stella Rossa, che si è presa la sua rivincita nell’edizione dello scorso anno. La competizione, nel 2018, ha goduto anche di una copertura televisiva, grazie al broadcast partner Sport Uzivo, una web tv serba.

Proprio i campioni in carica della Stella Rossa saranno tra gli avversari del Lignano Sharks, all’esordio nella lega balcanica: “Per noi sarà una bella impresa affrontare questo campionato – afferma a R1823 Davide Macor – ovviamente il nostro gruppo è formato da giocatori friulani, ma vorremmo creare una sorta di squadra a invito, per dare agli appassionati di rugby league l’opportunità di giocare. Ci piacerebbe arrivare a un progetto professionale, divertente e coinvolgente. Per ora, tuttavia, vediamo di affrontare questo esordio nel migliore dei modi”.

Il rugby nei Balcani ha ottimi margini di crescita, anche se deve ancora attestarsi su livelli di diffusione sufficienti per il grande pubblico. Storicamente, le popolazioni nell’area hanno dalla loro una forte fisicità, fattore che può spingere alla pratica: “Siamo alla seconda partecipazione in questo torneo – afferma Kein Turdiu, giovane giocatore e dirigente del Tirana Rugby Club, l’unica squadra albanese – la Balkan League ci permette di giocare partite e grazie a questo riusciamo a crescere in campo e nel reclutamento”. Il rugby in Albania non esisteva fino a 10 anni fa, e quasi nessuno aveva mai sentito parlare dello sport con la palla ovale. Il Tirana è nato nel 2013, e a oggi è l’unico club strutturato in tutto il Paese: “Anche grazie a noi, oltre che a una maggiore copertura mediatica delle partite internazionali, oggi la maggior parte degli albanesi sanno che esiste uno sport chiamato rugby”. All’inizio Turdiu e soci si erano concentrati sul rugby a 15, ma raccontano di essere sempre stati ignorati dalle federazioni europee di rugby union, che non si sono mostrate interessate a formare tecnici e giocatori. Così il Tirana ha virato sul rugby a 13, dove ha trovato aiuto per organizzare corsi per allenatori e arbitri.

“Prima di entrare in squadra non avevo mai giocato a rugby nella mia vita – evidenzia Turdiu – all’inizio sono andato nei parchi, con ragazzi che si incontravano e giocavano con regole che avevano visto su internet”.

Tranne che in Serbia e in Grecia, dove la palla ovale è più diffusa, più o meno in tutti i Paesi dell’area la situazione è simile all’Albania, con Montenegro e Kosovo che si stanno concentrando sulle giovanili under 15. Tuttavia il movimento, nel complesso, è in lenta ma costante crescita. Anche grazie all’organizzazione di campionati transnazionali come il Balkan Super League.

2 commenti su “Curiosità ovali: ecco la Balkan Super League, 8 nazioni per 14 squadre

  1. “All’inizio Turdiu e soci si erano concentrati sul rugby a 15, ma raccontano di essere sempre stati ignorati dalle federazioni europee di rugby union, che non si sono mostrate interessate a formare tecnici e giocatori. Così il Tirana ha virato sul rugby a 13, dove ha trovato aiuto per organizzare corsi per allenatori e arbitri.”
    Ben fatto Union,davvero ben fatto(ironico)

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