6 Nazioni 2019: Italia, O’Shea persevera diabolicamente

Le scelte del ct azzurro, che oggi annuncerà il XV per la Scozia, confermano la volontà di puntare più sui muscoli che sul cervello.

Le coincidenze spesso fanno sorridere e, così, ieri due fatti indipendenti l’uno dall’altro si sono trovati a coesistere e a confrontarsi. Da un lato, infatti, Conor O’Shea ha annunciato i 26 convocati per la sfida della Scozia (qui potete leggerli), mentre dall’altra il sito d’informazione Trend&Moda ha pubblicato un’intervista all’autore di questo blog, cioè me medesimo. Coincidenza non voluta, ma che ha visto le scelte di O’Shea confrontarsi con le mie parole.

“Personalmente all’inizio dell’avventura di Conor O’Shea ero ottimista […] Invece, col passare del tempo le scelte del ct hanno ricalcato quelle di chi l’ha preceduto. Cioè puntare principalmente su un gioco difensivo, scegliendo giocatori più “di peso” che di qualità” dicevo nell’intervista al collega Federico Falcone. Poi proseguivo.

“Faccio due esempi che mi stanno a cuore, Ruzza e Barbini. Si tratta di due giocatori “leggeri”, ma dalle qualità individuali e offensive importanti. Ottimo handling, capacità di inventare e di offendere. E da sempre messi ai margini, con O’Shea che preferisce giocatori come Zanni o Fuser in seconda linea, o che ha testato giocatori come Tuivaiti o Licata in terza. Giocatori più “pesanti”, ottimi in mischia chiusa dove possono spingere, potenzialmente ball carrier più devastanti, ma che non hanno quel “quid” per inventare. Insomma, O’Shea gioca un rugby conservativo, senza guizzi, dove si preferiscono giocatori “ragionieri” a quelli inventori”.

Ed ecco che dalla lista di 31 nomi iniziale ieri Conor O’Shea ha, tra gli altri, tagliato proprio Marco Barbini. A Edimburgo porterà solo 4 terze linee (con Ruzza e Sisi che possono ricoprire il ruolo) e ha scelto – tolto Parisse – giocatori “ignoranti” come Negri, Steyn e soprattutto quel Tuivati che citavo poco fa e che, sinceramente, appare qualitativamente ben distante da Barbini, ma anche dall’altro escluso Mbandà.

Nella trequarti viene sacrificato il giovane Zanon, le cui qualità sono sicuramente di livello, venendo preferiti giocatori più soliti, ma meno fantasiosi. Così come all’ala si taglia un talento (se schierato al largo!) come Sperandio per puntare su un centro adattato (Benvenuti) e un’ala reduce da un lungo infortunio e non certo fantasiosa come Esposito. Insomma, la filosofia ovale di O’Shea si riconferma anche in vista di questo 6 Nazioni e della sfida contro la Scozia.

E, a questo punto, provo ad azzardare alcune scelte del tecnico irlandese oggi, quando annuncerà il XV titolare. Prima linea abbastanza scontata, con Ferrari, Lovotti e Ghiraldini, mentre in seconda verranno preferiti i “robusti” Budd e Zanni ai più fantasiosi Sisi e Ruzza. In terza Parisse sarà affiancato da Steyn e Negri (con probabilmente Sisi e Ruzza in panchina a ricoprire i due ruoli). Mediana formata da Tebaldi e Allan, mentre il “peso” verrà confermato anche dietro, con Castello che verrà preferito al più talentuoso Morigi che affiancherà Campagnaro, Benvenuti ed Esposito alle ali e Hayward a estremo.

E’ vero, gli uomini sono quelli. Ma siamo sicuri che questa frase non sia un alibi? Perché è vero che la scelta non è ampia, ma tra un gioco conservativo e fatto di “testate” e tentare un gioco più espansivo e fantasioso si può scegliere e gli uomini ci sono. E dopo tre anni di sconfitte, forse provare a cambiare non è così assurdo. Certo, la speranza è di venir smentito dai fatti e che al Murrayfield l’Italia vincerà una grande partita. E’ la speranza, ma oggi l’ottimismo è difficile da trovare quando si parla di Italrugby.

P.S. si conferma una “fake news” quella che l’Italia avrebbe grande profondità in terza linea. Su quattro convocati, infatti, quattro sono di formazione rugbistica estera e due addirittura sono equiparati. Cui possiamo allegramente aggiungere Jake Polledri, che sarebbe stato nel gruppo non fosse infortunato.

8 commenti su “6 Nazioni 2019: Italia, O’Shea persevera diabolicamente

  1. Le mie considerazioni sono le tue.
    Con l’aggravio che non solo si perdono le partite ma si annoiano pure gli spettatori, compresi i tifosi più fedeli, che infatti hanno perso la via dell’Olimpico e tra poco pure quella del telecomando.
    Dovrebbe togliere anche hayward e campagnaro, potrebbe venir loro voglia di inventarsi qualcosa, ammesso che vedano palla.

  2. Oramai è agli atti che COS ami demolire gli ostacoli a testate anziché aggirarli.
    Barbini, dichiarato leggero, a Treviso regala la sua capacità di eludere il placcaggio andando oltre la linea, la partecipazione ai tentativi di choke tackle dei quali è spesso il primo esecutore ed, infine, la capacità di andare a rubare i palloni in ruck, dote questa molto rara nel panorama nazionale.
    Trascura il particolare di possedere mani istruite.
    Tutto ciò, evidentemente, il selezionatore nazionale non è riuscito a vederlo intento com’è a leggere i WA del suo datore di lavoro che gli detta la linea da tenere.
    Ad O’Shea piacciono i giocatori tipo “rimbalzino”, Castello, Steyn quelli che la strada più breve è sempre quella diritta, quelli che hanno bisogno di un avversario davanti come il cane del paracarro. Questione di gusti. Peccato che il rugby sia uno sport diverso e se ne sia accorto perfino Gatland

  3. Bè l ottimismo sull arrivo di O Shea era più dettato dalla nostra tipica esterofilia che dalla reale conoscenza del profilo. In realtà non so cosa ci si aspettava di più, considerando poi la reale portata del movimento..
    Quanto ai profili di Ruzza e Barbini, molti sostengono che sono leggeri, ma secondo me pesano di più di un Parisse per fare un nome. Inoltre a livello generale in Europa gli 8 naturali iniziano ad essere merce rare, tante squadre vanno per un 6 adattato, o per un profilo che sia più simile ad una seconda linea più atletica.

  4. due note, in panca secondo me si porta jimmy e non ruzza, e in campo ci va pasquali, dall’inizio, e negri non è poi così ignorante, detto ciò, ormai non credo più nel messia da tempo immemore, inoltre bisogna che qualcuno spiattelli chiaro e tondo chi e con che logica fa ed ha fatto le convocazioni, non riesco a credere che da mallet in poi, su cui si poteva discutere, come sulle scelte di kirwan, ma che variava, provava e spiegava le scelte, ci sia stata una fissazione monomaniaca su alcuni nomi nel bene e nel male, passi per un giocatore, ma per squadre fotocopia, no!

  5. Mah Duccio io invece vado controcorrente. Il focus sulla difesa per me deve essere maggiore, ad oggi l’Italia ha dimostrato ancora troppe carenze defensive di Sistema al di la’ delgi errori del singolo. Possiamo discutere di Ruzza e Barbini per ore ma la domanda e’: si pensa che l’Italia abbia maggiori possibilita’ di vincere partite 52-50 che di vincerne 22-20? A me pare che l’Italia storicamente abbia dimostrato di avere piu’ chances di vincere quando contiene l’avversario, soprattutto quando gioca contro avversari di prima fascia.

    Per me, sempre opinion personalissima, il vero aspetto preoccupante e’ spesso stata una difesa colabrodo e non solo per errore dei singoli oltre che dei set pieces anche deficitari spesso. E qui parliamo per me di quell’ABC senza il quale l’Italia ha ben poche speranze. Da questo punto di vista penso che il concentrarsi su questo sia obbligatorio.

    Cos e’ un buon tecnico, io ne resto convinto, ma se devo indvidiuare delle aree dove l’Italia questo 6N deve mostrare sensibili miglioramenti son quelle elencate.

  6. Un ottimo public relation man, con molti ripensamenti tattici (appena arrivato ordinò il palla lunga e pedalare, salvo poi dopo un anno dare il contrordine), che fino ad ora non è riuscito a dare un’identità precisa alla squadra. Si aggrappa agli ultimi veterani rimasti (Parisse, Zanni, Ghira), ha alcune fisse (come insistere con due terze in seconda) ed ha preso delle cantonate (Panico titolare con gli AB, Polledri non visto). Mi fa piacere, Duccio, che tu ti sia distaccato dalla moratoria imposta dai media per circa due anni, secondo la quale era di fatto vietato, non dico criticare, ma semplicemente esprimere dubbi o riserve sul suo operato, nonchè sulla necessitù della sua conferma. Aggiungiamoci che le strombazzate riforme federali di sistema non si son viste, nè da lui nè da Aboud. A fine mandato verrà congedato, scaricandogli tutte le colpe, specialmente quelle non sue, in modo che il preside e la sua corte dei miracoli possano ricandidarsi “intonsi” alle elezioni 2020.

  7. Sembra che la scelta di escludere Barbini sia al centro del dibattito, è vero, non è possibile rinunciare ad un giocatore della sua classe per Tijvaiti, con tutto il rispetto! Credo che le considerazioni di Fumero sulla squadra “ignorante” siano abbastanza centrate. Andare a proporre formazioni difensivistiche avrebbe il suo senso se si rimanesse attaccati nel punteggio, ma se si perde ugualmente incassando 50 punti non si ha nessun beneficio.Tanto vale tentare di fare almeno la prova ad esprimere un po’ di fantasia. AI posteri l’ ardua sentenza!

  8. scrivendo dopo aver giocato la prima in Scozia è facile ma Ruzza non è ad Edimburgo che ha dimostrato le capacità non solo da seconda anzi lo preferisco in terza linea (anche 8) dove può esprimersi meglio. Ma altri nomi si possono “valorizzare” in questo 6N propedeutico alla WRC. Anche perché non siamo gallesi che piazzano in prima squadra dei diciottenni

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