Italrugby: quando l’azzurro parla straniero

Il Grillotalpa, aka Paolo Wilhelm, analizza i dati sugli stranieri schierati a novembre.

Una statistica dice che il 29,7% dei convocati di Conor O’Shea dell’ultimo novembre è “straniero”. Un dato che andrebbe letto meglio, rivisto e corretto al ribasso, ma che può servire da spunto di riflessione.

Lo scorso settembre R1823 ha pubblicato una lettera aperta del presidente federale Alfredo Gavazzi. Il numero uno del nostro rugby rispondeva ad alcune critiche alla sua gestione. Tra le varie dichiarazioni c’è questa: “dal primo giorno in cui mi sono insediato ho sempre detto che la mia visione del rugby italiano partiva dal presupposto che fosse necessario sostituire un vivaio occulto che avevamo in Argentina e che, per riuscire in tale risultato e dare continuità di risultati, fosse in primis necessario lavorare e ottenere risultati nel settore giovanile”. Detta in stampatello: più giocatori italiani o di formazione italiana. E’ così? Beh, insomma… Continua a leggere su Il Grillotalpa.

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2 commenti su “Italrugby: quando l’azzurro parla straniero

  1. Ascoltato il video del tipo ma come il tipo li calcola non ha senso, non puo’ dire un discorso che non ha voglia di fare un’ analsisi caso per caso, per lui HEaslip sarebbe stato straniero…che senso ha una statistica che conterebbe come straniero Heaslip?!
    L’unica ,maniera per rendere valido come parametro la nascita e’ poi soppesarlo con formazione se no lasciamo perdere

  2. è pichot che ha messo in giro la tabella? a me così risulterebbe e allora sarebbe corretto dirlo – che sia lui o un altro!

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