Italia – All Blacks: 80 minuti tuttineri nella sfida più inutile

Si è conclusa all’Olimpico la partita tra gli azzurri di O’Shea e la Nuova Zelanda.

Finisce tanto a poco, come era immaginabile. La sfida dell’Olimpico si conferma un match “spettacolo”, ma non nel senso della bellezza della partita, quanto nel senso di una passerella per gli All Blacks, che quando affrontano squadre come l’Italia ricordano più i Globetrotters della pallacanestro che una squadra impegnata in un test match ufficiale. Insomma, come dicevo alla vigilia, la sfida dell’Olimpico si conferma senza contenuti sportivi interessanti ed è anche difficile fare un’analisi tecnica di un match tra due squadre che giocano due sport diversi.

Tempo grigio, fresco e una lieve pioggia accolgono Italia e All Blacks all’Olimpico, nell’ultimo impegno novembrino per le due formazioni. Azzurri che iniziano bene con gli uomini della mischia che mettono in difficoltà i neozelandesi, che anche palla in mano commettono qualche piccolo errore di troppo in avvio e sprecano una buona occasione dopo 5 minuti di gioco. All Blacks che iniziano ad alzare il ritmo, obbligano l’Italia in difesa e al 9’ è TJ Perenara a conclude in meta una bella azione iniziata da Dane Coles che si infila in una difesa azzurra non perfetta, anche se il passaggio forse è in avanti. Reagisce l’Italia con una bella azione, una delle poche che si vedranno, che trova la difesa All Blacks impreparata, arriva il fallo e Allan va sulla piazzola e non sbaglia. Bella iniziativa di Tebaldi al quarto d’ora, ma palla rubata dai tuttineri che tornano ad attaccare, ottenendo una punizione che li riporta in attacco. E al 18’ si infila nella difesa azzurra Tuipulotu, palla a McKenzie e seconda meta per la Nuova Zelanda.

Italia che, come spesso capita, quando arriva vicino ai 22 neozelandesi perde palla e permette i contrattacchi ai tuttineri, che al momento controllano senza problemi il match. Insiste la Nuova Zelanda, che continua però a commettere tanti piccoli errori palla in mano. Al 25’ c’è una sostituzione particolare, con l’arbitro Brace obbligato a uscire per un infortunio subito pochi minuti prima, quando un neozelandese gli è rovinato sul ginocchio, e al suo posto Pascal Gauziere. Che subito fischia fallo per la Nuova Zelanda. E sulla touche successiva ecco che arriva la terza meta, nuovamente con McKenzie che raccoglie un calcetto di Beauden Barrett che beffa la difesa azzurra. Un fuorigioco in fase offensiva degli All Blacks regala una touche nei 22 d’attacco a Ghiraldini e compagni alla mezz’ora, ma subito gli ospiti recuperano l’ovale. E al 32’ fanno quasi un Coast to Coast per andare in meta con Jordie Barrett che trova gli azzurri sbilanciati in avanti. E’ un match a senso unico, con l’Italia che gioca al suo livello, mentre quando gli All Blacks cambiano ritmo per gli azzurri non c’è nulla da fare e il gap tecnico emerge nettamente. Al 38’ altra meta della Nuova Zelanda, con la difesa azzurra in completa balia degli avversari, ma questa volta Gauziere annulla per un avanti. Al 37’ cambio in casa Italia, con Zanni che esce acciaccato e Fuser al suo posto. Subito dopo, però, infortunio anche per Budd che cade malamente su una touche, ma che riesce a restare in campo nonostante la forte botta alla schiena. Scade il tempo e All Blacks che chiudono in attacco con una touche sui 5 metri, conquistano una punizione, altra touche, maul, poi calcio al largo e Jordie Barrett beffa Hayward e segna la quinta meta di giornata per i tuttineri che vanno negli spogliatoi avanti 31-3.

Non cambia lo spettacolo (?) a inizio ripresa, quando dopo tre minuti la Nuova Zelanda si infila nuovamente senza problemi nella difesa azzurra con un paio di offload spettacolari e poi è Laumape ad andare oltre. Al 46’ meta incredibile. Touche per gli All Blacks che supera l’intera linea di saltatori e alle spalle appare Beauden Barrett che prende la palla e va indisturbato tra i pali per il +42. E’ un monologo quello neozelandese, con l’Italia incapace di ogni tipo di reazione sia in difesa sia palla in mano. Al 53’ anche la fortuna sorride agli ospiti. Calcetto a superare la difesa, ma con il difensore italiano che appare in anticipo l’ovale colpisce il palo, favorendo il tuffo di McKenzie che segna la sua terza meta personale. Al 55’ Vaea Fifita grazia l’Italia con un avanti, ma serve solo per la cronaca. Nuova Zelanda che ora si diverte, cerca di dare spettacolo, inventarsi qualche colpo in un match che vede i tuttineri praticamente a controllare l’ovale sempre.

Al 66’ finalmente si vede un po’ d’Italia anche in attacco e gli azzurri conquistano una punizione e la conseguente touche nei 22. Ancora fallo neozelandese, ancora touche, questa volta sui 5 metri. Ma Gauziere decreta il turnover in una maul molto nervosa e confusa. Si arriva, così, al 73′ ed è Jordie Barrett a poter festeggiare la sua tripletta personale, con l’ennesimo grubber, addirittura del tallonatore Harris, a beffare la difesa azzurra. E Barrett segna anche a tempo scaduto e l’Italia  così chiude con un passivo di -63.

ITALIA – NUOVA ZELANDA 3-66

Sabato 24 novembre, ore 15.00 – Stadio Olimpico, Roma
Italia: 15 Jayden Hayward, 14 Tommaso Benvenuti, 13 Michele Campagnaro, 12 Tommaso Castello, 11 Luca Sperandio, 10 Tommaso Allan, 9 Tito Tebaldi, 8 Abraham Jurgens Steyn, 7 Jake Polledri, 6 Sebastian Negri, 5 Dean Budd, 4 Alessandro Zanni, 3 Simone Ferrari, 2 Leonardo Ghiraldini, 1 Andrea Lovotti
In panchina: 16 Luca Bigi, 17 Cherif Traore, 18 Tiziano Pasquali, 19 Marco Fuser, 20 Johan Meyer, 21 Guglielmo Palazzani, 22 Luca Morisi, 23 Edoardo Padovani
Nuova Zelanda: 15 Damian McKenzie, 14 Jordie Barrett, 13 Anton Lienert-Brown, 12 Ngani Laumape, 11 Waisake Naholo, 10 Beauden Barrett, 9 TJ Perenara, 8 Kieran Read, 7 Ardie Savea, 6 Vaea Fifita, 5 Scott Barrett, 4 Patrick Tuipulotu, 3 Nepo Laulala, 2 Dane Coles, 1 Ofa Tuungafasi
In panchina: 16 Nathan Harris, 17 Karl Tu’inukuafe, 18 Angus Ta’avao, 19 Brodie Retallick, 20 Dalton Papalii, 21 Te Toiroa Tahuriorangi, 22 Richie Mo’unga, 23 Rieko Ioane
Arbitro: Andrew Brace, 25’ Pascal Gauziere
Marcatori: 9’ m. Perenara, 13’ cp. Allan, 18’ m. McKenzie tr. B.Barrett, 28’ m. McKenzie, 32’ m. J.Barrett tr. B.Barrett, 40’ m. J.Barrett tr. B.Barrett, 44’ m. Laumape tr. B.Barrett, 46’ m. B.Barrett tr. Barrett, 52’ m. McKenzie tr. Mo’unga, 73′ m. J.Barrett tr. Mo’unga, 80′ m. J.Barrett tr. Mo’unga

Foto – Instagram/italrugby

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16 commenti su “Italia – All Blacks: 80 minuti tuttineri nella sfida più inutile

  1. Ma fare a meno di farsi massacrare da questi baldi ragazzotti, è così difficile?
    Volare basso, senza il rischio di fare queste figure,resta il vero nocciolo della gestione federativa.

  2. Mi sforzavo a fine partita di confrontarla con quella del 2009 di San Siro, unico punto in comune ? il Dallan che interpretava gli inni……

  3. Polledri varrebbe l’Inghilterra. Polli quelli della rosa a lasciarselo sfuggire, ma poco lungimirante la scelta del giocatore.

  4. Senza entrare nei tecnicismi che tanto è tempo perso. Ringraziamo WR che con considera ancora una squadra di Tier 1 e ci organizza TM con squadre di alto livello utili a fare ossigeno alle casse federali.
    Sportivamente parlando abbiamo fatto da sparring come qualsiasi altra squadra di tier 2

    1. Amaramente vero :sparring partner.
      D’ accordo anche che non era questa la partita, ma il piano inclinato del ns costante, continuo declino appare in tutta la sua evidenza in questo novembre.
      Non penso poi che alla fine siamo utili al movimento queste partite ma credo che non dipenda del tutto da noi ( fir).
      L’ esercizio delle dimissioni in Italia è quasi sconosciuto……ma vuoi vedere che in sussulto lunedì in fir tutti…….

  5. nessun progresso dopo 20 anni, i giornali devono mettere piu’ pressione, i vertici organizzano con all blacks per l’incasso ma dopo figure come oggi si dovrebbero dimettere tutti, basta col buonismo… chi sbaglia deve pagare…

  6. Bisogna prendere atto che c`erano due squadre che giocavano sport diversi. Tra l`altro l`olimpico presentava molti spazi vuoti e se non invertiamo rapidamente rotta non vedo come possiamo arginare questa emorragia : attenzione che sta finendo l`idillio !

  7. Non so se mi leggerà ma mi piacerebbe conoscere l’opinione di @Stefo sull’operato di O’Shea, dopo due anni e mezzo di gestione tecnica e a dieci mesi circa dai mondiali.

  8. Facendo il paragone con l’ultima partita contro i tutti neri
    Loro con più titolari e con motivazioni evidenti
    I nostri ce l’hanno messa tutta, alcune salite difensive notevoli
    Il margine è lo stesso, quindi la prestazione è effettivamente migliorata ma l’incapacità di segnare in qualsivoglia modo è preoccupante

  9. Considerazione numero 1:
    “Per crescere bisogna continuamente misurarsi con i più forti”. Il tempo e i risultati non sembrano avvalorare la cosa. Anzi, a forza di prendere legnate la solidità mentale e la fiducia nei propri mezzi vengono costantemente minate e si perde la confidenza in certi gesti che poi non si riesce ad esprimere quando si affrontano avversari di pari livello o inferiori.
    Considerazione numero 2:
    Ognuno ha i suoi problemi. Sul Sunday Star Times odierno (edizione domenicale di noto quotidiano neozelandese) ci sono tre pagine di articoli sui problemi dei tuttineri e sul probabile e apparentemente ormai dovuto avvicendamento tra Hansen e Smidth. Non una riga una di menzione all’odierna sfida agli italici. Mi sono risfogliato il quotidiano da cima a fondo, certo di trovare qualcosa almeno nella pagina solitamente riservata alle barzellette o cruciverba, ma nulla. Considerazione zero.

  10. Concordo con i commenti già espressi, queste partite ci ridicolizzano, il nostro livello attuale non ci consente minimamente di affrontare alla pari nessuna delle prime 10 del ranking mondiale!

  11. Ovviamente non era la partita da vincere, inutile attaccare oggi sull’onda di un risultato che era preventivabile.

    Io resto sulle posizioni di inizio novembre, 10-15 anni fa aspettative e speranze erano diverse, e nonostante ieri come oggi si fosse davanti ad una situazione di “cilindrata diversa” (questo il ritornello di questo Novembre 2018) si voleva e ci si aspettava di piu’.

    Senza raccontarsi balle, 10 anni fa nessuno si sarebbe sognato di celebrare con orgoglio una vittoria con la Georgia definendo l’Italia “la migliore delle Tier 2” (che poi bisognerebbe chaiarirsi come si valutano Giappone e Fiji anche che se sono Tier 2 allora non sarei cosi’ convinto l’ITalia sia la migliore) quella partita sarebbe stato un normale passaggio in un Novembre in cui si sarebbe misurata la capacita’ di impensierire le Tier 1 non di battere una tier 2.

    La situazione e’ questa? Si e’ questa, la tanto decantata profondita’ aumentata non c’e’ ed e’ inutile provare a dire il contrario. Si la cilindrata e’ diversa ma la domanda che nessuno fa quando dice queste cose e’ “ma non si son spesi una vagonata di soldi in questi 10 anni per aumentare la cilindrata?” perche’ senza girarci intorno alla fine il gap tecnico, fisico, psicologico e’ oggi nei cofnronti delle tier 1 e’ piu’ grande rispetto a 10 anni fa e piu’ piccolo nei confornti delle tier 2…ed e’ lo stesso atteggiamento e parole dei media, quelli che supportano fortemente l’operato della Fir, a confermarlo nei loro commenti trionfalistici di “migliore delle tier 2”.

  12. inutile partita sotto tutti i punti di vista, non fa crescere nessuno dei nostri e,anche da spettatori è una crudele rottura di maroni.

  13. Ci meravigliamo? ma questo è rugby di “stato”. Tutti a casa verrebbe da dire… come scrive paolone: le stesse cose da una vita, e ci vorrebbe anche un po’ di sano “accanimento giornalistico”… e non le solite lisciate di pelo

  14. …e questi sarebbero quelli con l’elmo di Scipio e pronti alla morte e quelli con gli asterischi accademici sul cognome e con tutti quei caps ?? ok non e’ colpa loro.Ma poi non ci si spiega quelle scelte dei selezionati alle accademie ancora ad oggi. Dimissioni subito a tutti i responsabili tecnici della federazione.

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