Italia – Georgia: cioè il deja vu dei limiti azzurri

La vittoria di Firenze poteva essere più netta, ma l’Italia si impantana sempre sui soliti limiti.

Una vittoria che doveva arrivare e che è arrivata. Una vittoria al termine di un match dove il differente tasso tecnico delle due squadre si è evidenziato chiaramente, con neppure i primi otto georgiani capaci di fare veramente la differenza (vedi touche e maul in particolare). Una vittoria, però, sofferta, non netta come il gap tecnico faceva presupporre e probabilmente richiedeva. Ma, qui, le colpe sono tutte azzurre. E già viste.

Inconcludenti

Ancora una volta, come spesso capita, l’Italia fatica a finalizzare la mole di gioco prodotta. I due errori di Tommaso Castello, l’egoismo di Tebaldi sono stati i momenti più evidenti di tutto ciò, ma sono diverse le occasioni perse dall’Italia per marcare quei punti che avrebbero chiuso il discorso con largo anticipo. Ma se contro le corazzate del 6 Nazioni ci può essere l’alibi della difesa avversaria, con la Georgia gli errori di finalizzazione sono stati ancora più pacchiani e preoccupanti.

Killer instinct non pervenuto

Si lega al punto precedente e a quello che è il prossimo, ma va analizzato a parte. Le grandi squadre sanno uccidere le partite. Sia nella gestione dell’ovale quando c’è da nasconderlo agli avversari, sia nel cambiare ritmo per mettere a segno quei punti che scavano il solco. Vedi l’Irlanda a inizio ripresa con noi a Chicago, vedi la Scozia ieri nel secondo tempo contro le Fiji. L’Italia? No, nonostante il vantaggio di 28-7 che doveva ‘tranquillizzare’ l’Italia non ha saputo gestire la partita. Troppi gli errori nella seconda metà del secondo tempo, troppi i calci non fatti andare in touche – con conseguenti contrattacchi georgiani – e troppe amnesie difensive quando si dovevano serrare le fila. Per fortuna la Georgia non ha delle mani fatate e ha sbagliato tanto anche lei, ma il match andava chiuso e le grandi squadre sanno farlo. L’Italia no. E non solo ieri.

Manca la reazione

Conor O’Shea ha detto che l’Italia ha saputo reagire nei momenti difficili. Forse, nel primo tempo, ma sicuramente non dopo la seconda meta georgiana. Come ha detto il ct irlandese in quel momento il match è cambiato e una partita che era chiusa (28-7) e che poteva diventare una passerella come è stata Scozia-Fiji si è trasformata in un calvario, come dicevo qui sopra. L’Italia ha iniziato a tremare, ha iniziato a sbagliare e a concedere troppe occasioni alla Georgia per riaprire il match. E non avessero sbagliato loro in attacco forse, ora, parleremmo di tutto un altro match. Quando subisce – e questo è un limite atavico dell’Italrugby almeno da un decennio – l’Italia si perde e si scioglie come neve al sole.

Trequarti latenti

Dispiace dirlo, ma la famosa profondità di cui parlano O’Shea e gli altri tecnici azzurri non c’è. O, almeno, manca sicuramente in determinati ruoli. E’ vero che a estremo gli infortunati erano ben tre, ma giocatori come Minozzi o Hayward sono imprescindibili per questa Italia che con un volenteroso Sperandio non ha mai saputo dare le accelerazioni necessarie contro una difesa in difficoltà come quella georgiana. Anche in mediana, piaccia o no, non si può prescindere da Marcello Violi. Tebaldi ha fatto il compitino, ma si conferma troppo lento a far uscire l’ovale e nella ripresa ha concesso almeno 2/3 ripartenze da suoi calci non andati in touche che potevano essere letali. Ma anche all’ala manca la qualità, lo spunto e la potenza necessari a fare la differenza a questo livello. Non infierisco su Tommaso Castello che, ieri, nei momenti clou sembra avesse un piccolo problema fisico, ma tolto Michele Campagnaro è difficile trovare un trequarti – tra quelli titolari ieri – che sappia fare la differenza.

14 commenti su “Italia – Georgia: cioè il deja vu dei limiti azzurri

  1. Concordo in toto con l’analisi , dietro quando mancano i Sarto ( per certi aspetti) , Haiward, Padovani e sopratutto Minozzi, in attesa del recupero completo di Morisi il nostro livello si abbassa e fatichiamo , per non dire che subiamo tremendamente con le forti. Davanti la prima linea è in costruzione e quando avremmo a disposizione con giusta maturazione (2/3) anni i vari Riccioni , Zilocchi, Appiah e Fischetti oltre agli attuali non va male in seconda dovremo aspettare la crescita dei ragazzi ( Ruzza, Cannone , Canali e gli attuali under 20) , ma è tutta da verificare , mentre in terza siamo a buon punto.

  2. Inutile parlare degli assenti, anche la Georgia ne aveva tanti e non può vantare due squadre pro con budget milionari.
    Ripeto, questo risultato è tutta una questione di prospettiva: se si pensa di aver battuto una diretta concorrente, è buono; se invece si pensa di aver battuto una squadra inferiore, non c’è tanto di cui esser contenti.

  3. Più che altro la partita erano anche sulla strada di ucciderla con la meta di Allan, ma un’altra cosa che l’Italia fa (senza poterselo permettere) è staccare la spina. Per me è proprio una scarsa capacità dei nostri di gestire il vantaggio. Basta pensare a Kobe o al mondiale con la Romania, o, peggio, a Padova contro Tonga. Sei in vantaggio, stai giocando più e meglio degli avversari, e ti siedi, pensando che ormai il tuo l’hai fatto. E di questo io le colpe allo staff le do, che può anche lasciar a casa alcuni giocatori se crede opportuno…
    Gli esempi di Irlanda e Scozia contro di noi e Figi sono lampanti: come le Tier1 studiano, lavorano, colpiscono, controllano e uccidono le Tier 2.
    Sulla profondità sono d’accordo, i problemi continuiamo ad averceli, e non tanto nella quantità ma nella qualità all’interno di essa. Hayward, Minozzi, Sarto, Violi, il miglior Padovani mancano tutti troppo alla nazionale, e si vede. Gli infortuni fanno parte del gioco, e si deve saper gestire le assenze, ma mi pare che la nazionale sia più simile alle Zebre (che non può prescindere da 20-25 giocatori) che a Treviso. Qualche giovane rampante c’è ma devono giocare, giocare e giocare.
    Detto questo i giocatori in campo hanno dato tutto come sempre (al netto dei cali di concentrazione che ci hanno fatto prendere solo rischi inutili), speriamo che questa vittoria abbia tolto loro pressione e messo carica per l’Australia

  4. Pienamente d’accordo sull’analisi del match. Come notato da Liuk, è tornata in mente la partita con la Romania ai mondiali. Avanti 29-3, siamo stati costretti a calciare un penalty per mettere in sicurezza il risultato. Il ruolo in cui siamo massimamente deficitari è a mediano di mischia: e per me Tebaldi (al netto degli orrori di ieri) è purtroppo ancora meglio di Violi. Da non tralasciare le deficienze nel gioco al piede, compreso quelle verso i pali. 4 punti in più erano fattibili, ma purtroppo Allan è questo qui. E alla fine un +15 avrebbe suonato meglio sotto ogni punto di vista.

    1. Ormai il mediano di mischia conta più dell’apertura, e ieri vedere tebaldi così lento -quando spesso guadagnare un tempo con squadre non organizzatissime significa trovarsi con un uomo libero al largo- era veramente snervante.

      Poi non capisco cosa succeda ad allan, che in nazionale sembra perdere ogni sicurezza al piede. Mettere le trasformazioni -e due erano fattibilissime- voleva dire essere molto più tranquilli nel punteggio noi, e molto più scoraggiati loro.

  5. A mio avviso la partita di sabato ha evidenziato di più la scarsa tattica che il livello qualitativo dei singoli giocatori. Certo, alcuni giocatori sono insostituibili (uno su tutto Hayward) ma dopo la meta di Allan, si doveva giocare molto più tatticamente.
    In quel momento si doveva calciare guadagnando terreno. Erano loro che dovevano fare qualcosa in più. A noi bastava creare una barriera difensiva, aspettare il loro errore e colpire in contropiede. Stile irlanda per capirci.
    Invece abbiamo fatto quel buco difensivo che ci è costato meta tecnica e giallo.
    Da li tutto è cambiato

  6. D’accordo su Castello e i suoi errori, pero’ non lo stigmatizzerei olremodo; lui è cosi’, diciamo un novello Garcia…senza dimenticare che lo scorso anno era l’unico centro presentabile a questi livelli

  7. contentissimo per il risultato, che pone fine a certe polemiche, ma che purtroppo sarà usato come foglia di fico dietro a cui nascondere le magagne del movimento come successe due anni fa con il SAF…

    la partita l’hanno portata a casa le terze anglo sudafricane di cui disponiamo…
    bene per noi che abbiano scelto di giocare in azzurro, ma smettiamola di parlare di profondità della rosa e ampiezza del bacino quando mezzo pack parla italiano come toro seduto e nessuno dei trequarti (tranne campagnaro) troverebbe lavoro all’estero…

    anche l’house organ della FIR oggi celebra la nazionale azzurra come la migliore delle Tier2…
    non male per chi si è insediato 6 anni fa con l’obiettivo di portarci costantemente entro le prime otto, posto in cui è invece entrata la Scozia, con cui all’epoca ce la si giocava alla pari…

  8. Faccio fatica anche io a capire come da altrove si festeggi il fatto che l’Italia ieri abbia dimostrato di essere la miglior Tier 2 e non appartenere alle Tier 1…per fortuno qualcunaltro ha scritto che e’ meglio essere gli ultimi delle Tier 1 che le prime delle Tier 2!
    Poi pero’ ricordo quanto io per primo ho scritto su come ormai l’Italia viene vista dagli stessi tifosi, il fatalismo con cui si accettano le sberle al 6N e come si vive una partita contro al Georgia come un momento verita’ ed allora vedo in quell’articolo la conferma che aspettative e visione dell’Italia sono dimunite negli ultimi 10 anni per primi nei tifosi e media italiani.

    Pero’ oggi letto quell’articolo mi era sorta una domanda PROVOVATORIA…e lo ripeto e’ una pro-vo-ca-zion-ne prima che qualche fringuello interpreti quanto sto per scrivere a suo uso e consumo: se l’Italia ormai e’ una Tier 2 perche’ dovrebbe partecipare ad un torneo per Tier 1 come il 6N?!Non dovrebbe partecipare ad un torneo per Tier 2 con le altre Tier 2?!

    Ripeto di nuovo per i fringuelli, e’ una pro-vo-ca-zio-ne non sto dicendo che l’Italia non debba essere nel 6N!

    1. semplicemente perchè il 6N è un torneo privato e gli organizzatori mettono dentro chi gli sta più comodo.
      Una cosa che invece faccio fatica a digerire è il perculare la Georgia per le sue ambizioni. Non è con un “prendi e porta a casa” che si fanno gli interessi del rugby o che si allarga uno sport che alla fine è molto restrittivo e che vede vincere quasi sempre le solite; perchè tornando al discorso sopra, se gli organizzatori del 6N un giorno si svegliano e decideranno per assurdo di mettere dentro il Sud Africa al posto dell Italia, noi si rimane con il cerino in mano e le nazionali tier 2 un alternativa seria non c’è l hanno, se non la farsa del 6 N B.
      Quanto alla partita con la Georgia, utopisticamente la interpreto come una nuova Grenoble, un punto di ripartenza dopo aver toccato e scavato il fondo del barile.

      1. Per frotuna che ho scritto che era una pro-vo-ca-zion-ne relativa all’articolo atlrove che orgogliosamente parlava di migliore delle Tier 2….

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