Italia – Georgia: i pericoli arrivano dalla mischia

Analizzando i due XV annunciati ieri da O’Shea e Haig si nota che i rischi per gli azzurri siano in mischia.

Che partita dobbiamo aspettarci domani a Firenze? Sicuramente una battaglia, con entrambe le formazioni che sono ben coscienti della posta in gioco. Una battaglia che dovrebbe essere asciutta, a guardare le previsioni meteo al momento. Ma una partita dove l’Italia deve stare attenta soprattutto in mischia, dove la qualità dei georgiani è sicuramente più elevata e dove alcune scelte di O’Shea potrebbero essere azzardate.

Professionisti della mischia

Guardando al XV georgiano, infatti, si nota come tra i titolari siano 7 quelli provenienti da campionati d’altissimo livello (Top 14, Premiership o Super Rugby), quattro da campionati europei cadetti (Pro D2 e Championship) e quattro dal campionato nazionale georgiano. 5 dei “professionisti”, però, giocano in mischia (tra cui l’intera prima linea), dove ci sono anche tre giocatori che comunque giocano in Francia (Aurillac) o Inghilterra (Cornish Pirates). Mentre più “dilettantistica”, concedetemi il termine, è la linea arretrata. Insomma, una formazione che punta molto sulla mischia, anche se come numero di caps si equivalgono, con 238 caps in mischia e 231 nella trequarti.

L’Italia, invece, si presenta con quella che sulla carta è la miglior prima linea possibile, mentre di fatto in seconda linea c’è un solo giocatore di ruolo, Budd, mentre Zanni è stato ormai da un po’ di tempo adattato. In terza, invece, assieme a Polledri e Negri abbiamo Braam Steyn a sostituire Sergio Parisse, cosa non facile se si parla di qualità tecnica. Dietro, invece, con l’infortunio di Violi la coppia Tebaldi/Allan appariva la più scontata, mentre O’Shea preferisce Castello a un non ancora convincentissimo Morisi in coppia con Campagnaro, mentre ritroviamo Benvenuti all’ala, che resta un’incognita, e Luca Sperandio obbligato a estremo visto gli infortuni di Minozzi, Hayward e Padovani.

Attenzione alla ripresa

Nonostante le assenze azzurre nella linea arretrata – sulla carta – l’Italia dovrebbe essere dominante, ma i pericoli come detto sono in mischia. Qui non bisognerà soffrire troppo né in mischia chiusa ne in touche, perché da qui potrebbero arrivare le migliori occasioni per i nostri avversari. E con una prima linea in panchina molto giovane i rischi potrebbero aumentare nella ripresa, dove invece Milton Haig ha a disposizione una prima linea di sicura esperienza e qualità. Insomma, ancora una volta il punto più importante per l’Italia sarà reggere l’urto per 80 minuti e contro gli arcigni georgiani non sarà certo un obiettivo da poco.

Tradotto: l’Italia domani entrerà in campo con i giusti favori del pronostico e le aspettative di una vittoria convincente devono esserci da parte della squadra, dei tecnici e dei tifosi. Ma non si pensi che sarà una passeggiata, perché la Georgia ha le armi quanto meno per mettere in difficoltà gli azzurri che dovranno essere concentrati per 80 minuti se non vorranno farsi giocare brutti scherzi. E blackout come sabato scorso a inizio ripresa non possono essere accettati domani.

4 commenti su “Italia – Georgia: i pericoli arrivano dalla mischia

  1. non ci sono scuse, domani bisogna avere un preciso piano tattico ed imporre il nostro gioco, mettendoci gli attributi a distruggere il loro, quindi massima bravura ed attenzione da parte di staff e giocatori e la si porta a casa tranquilla, sbagliare o sviluppare male il game plan (che già budd e zanni insieme dietro la prima linea sono un bel punto interrogativo su come è stata preparata), potrebbe creare problemi più o meno grossi

  2. scusate ma in seconda il buon Furno non rientra più nei piani di nessuno?
    domanda numero 2, vista la partita e la necessità di un certo tipo di gioco a partire dall’estremo, fare come esperimento Campagnaro lasciando sperandio all’ala era ipocrisia?

    1. il problema è che dopo tre anni di Osho e con il mondiale tra dieci mesi, gli esperimenti dovrebbero essere dettati dal fatto che è esploso qualche giovane mirabolante, non dalla necessità di tappare buchi, soprattutto quando ci si racconta con frequenza mensile che il movimento è molto migliorato in profondità, mentre per tirar su una terza linea abbiamo dovuto guardare il passaporto di gente cresciuta all’estero come Polledri e Negri o addirittura naturalizzato gente che la maglia del suo paese l’avrebbe comprata in negozio tipo Tuvaiti Meyer e Steyn…

      spero che vincano domani e anche settimana prossima, purtroppo ogni vittoria viene usata come alibi per tenerci una struttura federale che meriterebbe l’impeachment da parte del CONI (non ci hanno ancora spiegato la storia del prestito alle zebre…)

      1. e siamo così bravi che pensiamo anche che certe ire di dio non siano pronte (avendole avute sott’occhio anche in U20), mentre altri sono salvatori della patria dopo due partite con il calvisano e alla prima occasione sono cappati e portati ai TM

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