Italrugby: 4 partite, 4 obiettivi

Da domani inizia il lungo novembre azzurro, con la squadra di O’Shea che affronterà Irlanda, Georgia, Australia e All Blacks. Ogni sfida avrà un sapore unico e dovrà dare delle risposte al rugby italiano.

Inizia domani, ore 21.00 italiane, l’avventura autunnale dell’Italrugby. Un novembre più lungo del solito per gli azzurri, che giocheranno ben quattro test match, affrontando nell’ordine l’Irlanda a Chicago, per poi tornare in Italia dove sfideranno la Georgia a Firenze, l’Australia a Padova e la Nuova Zelanda a Roma. Quattro sfide diverse, ognuna con una sua “storia”. La partita con l’Irlanda sarà trasmessa in diretta streaming su DAZN (clicca qui per iscriverti), mentre Georgia, Australia e All Blacks si vedranno su DMAX.

L’IRLANDA PER LA PROFONDITA’

La vicinanza con la Georgia e la distanza hanno obbligato Conor O’Shea a imbastire due Italie per questo novembre. Così la sfida contro l’Irlanda è una ghiotta occasione per vedere in campo giocatori arrivati da poco in azzurro, graditi ritorni da infortuni e combinazioni tecniche e tattiche inedite. Insomma, un banco di prova per capire se la famosa coperta più lunga di cui parla O’Shea esiste davvero.

CON LA GEORGIA E’ ALL-IN

E’ la sfida più attesa, quella che da anni si aspettava. A Firenze arriva quella Georgia che da tempo bussa alle porte del 6 Nazioni, spesso usata come “arma” da chi – in Italia e in Gran Bretagna – vuole attaccare il rugby italiano. Davanti a noi nel ranking, i georgiani sono un test fisicamente probante per gli azzurri. Ma anche, e soprattutto, mentalmente, perché Parisse e compagni sanno che questa è la sfida da non perdere. Non ci sarebbero alibi. Insomma, a Firenze si vuol capire se l’Italia vale l’élite mondiale o se davvero è tornata nel gruppone dei tier 2, come molti dicono.

L’AUSTRALIA PER ESALTARSI

Alt, non fraintendetemi. A Padova non sarà una passeggiata, anzi. Però, come capitò due anni fa con il Sud Africa a Firenze, l’Australia che si presenta in Italia sta vivendo uno dei suoi momenti più difficili. Una Rugby Championship più che deludente, Michael Cheika sul banco degli imputati e una squadra che sembra essere la classica “vorrei, ma non posso”. Capace di partite spettacolari, ma anche di prove opache. E l’Italia dovrà far emergere quei Wallabies mediocri da poter spaventare. L’obiettivo è confermare di poter battere anche i colossi downunder.

CON GLI ALL BLACKS BEH…

E’ la sfida che appare già scritta. La Nuova Zelanda è una corazzata praticamente inaffondabile ed è difficile poter prevedere un risultato diverso da un successo dei tuttineri a Roma. Ma l’Italia arriverà all’appuntamento dopo tre sfide importanti, e bisognerà vedere se ci arriverà galvanizzata o depressa dai risultati. Ma gli All Blacks sono anche una delle avversarie alla prossima RWC 2019 e, dunque, il match di Roma non serve solo per il botteghino, ma anche per chiudere il novembre con delle risposte che O’Shea cerca da tempo.

5 commenti su “Italrugby: 4 partite, 4 obiettivi

  1. Dando già la prima e l’ultima partita con risultati definiti restano le 2 intermedie quelle da considerarsi “giocabili” e credo che entrambe siano legate al risultato con cui uscirà l’Italia da Firenze: se vinceremo-ancor meglio se vinceremo BENE- contro la Georgia potremmo arrivare alla partita contro l’Australia sulle ali dell’entusiasmo e con l’aver tolto un gran peso dalle spalle e quindi liberi e carichi.
    Altrimenti saranno dispiaceri totali.

  2. La partita di Firenze e’ a mio modesto avviso piu’ un banco di prova per i georgiani, ed una aprtita stressante psicologicamente anche per loro e tanto.

    Tralasciamo i discorsi del “la Georgia dovrebbe essere al posto dell’Italia nel 6N” che sono discorsi che amio avviso dico da anni lasciano il tempo che trovano, non e’ che la Georgia porterebbe chissa’ che competitivita’ al torneo rispetto all’Italia e tralscio la’septto economico che e’ ovvio. E’ un banco di prova per i Georgiani per capire loro dove realmente sono.

    A livello U18 ormai sono arrivato in alto da anni, andando in finale per 4 anni di fila (contro la francia sempre) negli Europei di categoria e vincendo l’ultima edizione. A livello U20 qualcosa anche loro lo hanno fatto vedere negli ultimi tre anni in cui hanno partecipato alla JWC. Il primo anno han battuto l’Italia e nel secondo l’Aregentina evitando in entrambi i casi cosi’ la finale retrocessione, e lo scorso anno han preso gli scalpi di IRlanda, Scozia e Giappone arrivando noni.

    Non risulati ecaltanti per qualcuno ma per una nazionale che alla JWC ci e’ appena arrivata non son male e sopattutto confermano che gli U18 che fanno bene quando salgono ad U20 mantengono un buon livello. Poi certo annate si ed annate no per le altre ma la georgia che si conferma per 4 anni in U18 in finale e per 3 in U20 non va alla finale retrocessione sono comunque un indizio di una certa continuita’ di livello.

    La NAzionale maggiore ad oggi messa contro le Tier 1 anche ha mostrato qualche crescita, il Galles lo scorso anno li ha affrontati come altre Tier 1 prima con uan formazione B-C ed ha sofferto, piaccia o non piaccia agli ultras e’ cosi’, li han messi in difficolta’ ed e’ l’indizio che non li puoi affrontare troppo alla leggera, soprattutto davanti. L’Italia sara’ un test duro per loro perche’ l’ITalia non li affrontera’ con una squadra B ma coi migliori perche’ non puo’ permetetrsi scivoloni. Duccio tu dici e’ un test per capire se l’ITalia e’ scivolta nel gruppone, ma si puo’ anche vedere come un test per la Georgia per vedere se e’ arrivata ai livelli di ITalia e Giappone ovvero quelle squadre tra Tier 1 e Tier 2…perche’ non raccontiamocela, l’Italia una Tier 1 nel senso di valore non di etichetta di WR non lo e’ mai stata ancora. E’ una tier 1.5, come lo e’ il Giappone e dove la Georgia aspira di essere.

    Io penso sia una partita interessantissima al di la’ delle polemiche di cui m;interessa poco ed a cui non rispondero’, e’ un bel test per l’ITalia e per la Georgia e poi soprattutto per World Rugby per dimostare se i suoi calendari rivisti per dare spazi a sfide Tier 2-Tier 1 (nelle parole piu’ che nei fatti) funziona, se c’e’ un allargamento della competitivita’ subito dietro le vere Tier 1 , se da questo putno di vista si sta facendo crescere il rugby….come ogni tifoso di un quasiasi sport dovrebbe augurarsi.

  3. Scusate ma contro gli All Blacks a quale botteghino si riferisce il post? A oggi, a meno di un mese dall’incontro più importante e più atteso, da appassionati e non, l’unico settore “sold out” è la Tribuna Tevere Top. Settori come la Tribuna Tevere e Distinti Nord Est hanno una disponibilità ancora alta, mentre tutti gli altri con disponibilità bassa (ma non è dato sapere a quanti biglietti ammonta questa disponibilità bassa). L’unico dato certo è che contro i campioni del mondo, la squadra più conosciuta e amata, quella che tutti vorrebbero vedere, anche chi non è un appassionato tifoso, il sold out è un miraggio. Non è bastato nemmeno fare i saldi di inizio stagione quando sono stati messi in vendita i biglietti con il 50% di sconto (cosa impensabile all’estero, contro gli All Blacks), alla faccia di chi quel biglietto l’ha pagato a prezzo pieno. E come al solito, per evitare l’ennesima figura barbina, ci sarà la consueta valanga di biglietti omaggio.

    1. È evidente che gli All Blacks, che un anno si e uno no sono qui da noi, non hanno più tutto quell’ appeal che avevano anche solo 10 anni fa. Oltre al fatto che sono spesso in Italia contribuiscono alla scarsa affluenza il fatto che per l’Italia è impensabile non finire sotto una valanga di mete (a differenza di quanto avvenuto a Milano quando finì “solo” 20 a 7) e anche che giocando sempre nel solito stadio si attinge sempre allo stesso bacino di utenti, che magari per i motivi di cui sopra preferisce vedersi una partita un pochino più “aperta” (se così si può dire) come quelle del sei nazioni.

      1. Mi permetto di contraddire l’affermazione “un anno si e uno no”. La media per i TM con gli All Blacks è 4 o 5 anni: 1995 BO, 2000 GE, 2004 RM, 2009 MI, 2012 RM, 2016 RM, 2018 RM (vado a memoria avendole viste tutte). Solo in questa occasione è valido quanto ha scritto ma solo per il tempo trascorso (un anno dal 2016 al 2018).
        Escluso il sold out del 2004, a Roma, per vari fattori: prima volta nella capitale, Flaminio capienza ridotta, nel 2012 e nel 2016, sempre a Roma dunque con lo “stesso bacino d’utenti”, il “sold out” è avvenuto a mesi dall’evento. Idem a Milano, non voglio ricordare la caccia al biglietto per Bologna e Genova. Secondo il mio modesto parere e aldilà del mio sarcasmo sui biglietti omaggio che presto pioveranno (eccome se pioveranno!!!), resta un fatto grave e su cui meditare a fondo se a 20 giorni da questo evento ci sia un solo settore “sold out” (nonostante i pacchetti di biglietti omaggio, questi meritati, e ridotti per i club, le scuole, gli “addetti ai lavori” e promozioni con sconti del 50%). Non sarà che la gente si è stancata di assistere a queste partite, che prima sognava, per altri motivi?

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