Roma: la Soprintendenza mette sotto tutela il Flaminio

Questo è un primo passo per recuperare l’ex stadio del rugby, ormai abbandonato a se stesso.

Nuovo capitolo dell’annoso tema del Flaminio, l’ex stadio della nazionale italiana di rugby, da anni lasciato a se stesso, abbandonato e ridotto a un rudere. La Soprintendenza speciale archeologia, belle arti e paesaggio di Roma sta portando a compimento la procedura di tutela per lo stadio, primo passo per un possibile recupero del Flaminio, forse proprio per il rugby.

“La tutela apposta alla struttura dalla Soprintendenza speciale archeologia, belle arti e paesaggio di Roma ha l’obiettivo di un suo recupero secondo criteri di qualità e controllo del processo di restauro, in quanto si garantirà sempre il pieno rispetto del progetto nerviano pur innovandolo e adattandolo a un utilizzo contemporaneo” ha dichiarato l’assessore allo Sport, politiche giovanili e grandi eventi cittadini Daniele Frongia. Ma cosa significa?

“La procedura per la tutela dello Stadio Flaminio di Pier Luigi e Antonio Nervi è nella sua fase conclusiva! Un’importante vittoria per la conservazione del patrimonio architettonico del Novecento romano e un passo in avanti essenziale per realizzare una riqualifica attenta sia alla qualità architettonica sia ad un nuovo uso polifunzionale, moderno e efficiente” scrive su Instagram il Pier Luigi Nervi Project.

“Si sono in effetti cosi concretizzate tutte le condizioni per procedere a un recupero trasparente e corretto della struttura sportiva. Il Comune prosegue il dialogo con potenziali investitori che potranno ora contare sulle opportunità rese possibili da un piano di recupero nel quale non saranno trascurate le esigenze di aggiornamento funzionale dell’opera, pur conservandone l’uso sportivo originario. Coni e Fir hanno manifestato pubblicamente il loro interesse e vogliono approfondire con noi le implicazioni della tutela” continua Frongia. Insomma, una buona notizia, ma ancora è presto per festeggiare. Perché, come dice l’assessore dei 5 Stelle, si parla ancora di “potenziali investitori”, mentre Fir e Coni “vogliono approfondire”. Insomma, si parla, per i fatti si deve attendere.

Foto – Instagram/pier_luigi_nervi_project

Duccio Fumero

Giornalista professionista tuttofare. Il suo amore per il rugby nasce dal mix, pericoloso, di tre passioni: la bellezza del gioco, l’Irlanda e la birra. Per dieci anni ha curato il blog Rugby 1823 all'interno della piattaforma editoriale Blogo.

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5 commenti su “Roma: la Soprintendenza mette sotto tutela il Flaminio

  1. Non sono un esperto ma cio’ dovrebbe creare non pochi vincoli di mantenimento di strutture architettoniche che potrebbero bloccare diversi progetti…

    1. Sono s’accordo con te Stefo, tra l’altro se i primi ad essere contenti sono gli eredi Nervi, che finora mi pare si siano messo di traverso su ogni tentativo di ristrutturazione e di ammodernamento della struttura qualcosa vorrà pur dire. Ci sono passato davanti qualche giorno fa e al momento mette davvero paura. Purtroppo dubito che si troverà una soluzione a breve

    2. Ho pensato la stessa cosa. Sta a vedere che arriverà prima la copertura mobile del Colosseo.
      Comunque per almeno un altro paio di legislature piene si potranno dormire sonni tranquilli 🙂

  2. In realtà da disco volante diventerebbe un bene normato secondo regole definite e trasparenti. Il primo passo (ma lungo e ben disteso) per passare dalla fuffa alla sostanza. Ovvio che non ne uscirà, sempre che ci siano i soldi senza Olimpiadi, uno stadio da 50000 posti. Ma molto meglio gli uffici in un impianto sportivo unico al mondo che 30 milioni a puttane da immobiliaristi buoni per un film con Totò.

  3. almeno tra questo e l’altra notizia relativa allo zio al, ci sarà qualcosa da raccontare in consiglio federale…
    ma cos’è questo odore? Ah…ELEZIONIIII!!!!!

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