Africa: quando lo Zimbabwe deve dormire per strada

La nazionale diretta da De Villiers costretta a condizioni assurde dopo il match contro la Tunisia.

Un albergo disgustoso, un trattamento anche peggiore. E questioni economiche irrisolte. In Africa scoppia lo scandalo Zimbabwe, la nazionale di rugby che ha disputato un match della Africa Gold Cup, il torneo di qualificazione iridata del Continente Nero. Siamo in Tunisia e come dimostrano le foto postate sui social da alcuni giocatori, la squadra è stata costretta a bivaccare per strada perché “l’ospitalità offerta era disgustosa”.

Secondo le accuse, infatti, l’albergo riservato era inaccettabile, ma era solo stato l’ultimo dei problemi. Giunti in Tunisia, infatti, i giocatori sono stati bloccati ore in aeroporto con la richiesta del pagamento di 600 euro per i visti. Peccato che i giocatori e lo staff questi soldi non li avessero. “Non ci erano state pagate le diarie in Kenya, inclusi i gettoni per la partita che non abbiamo ricevuto. Ora siamo bloccati in aeroporto da sei ore, senza alcun riguardo” ha dichiarato Takudzwa Mandiwanza in un tweet.

E per fortuna che l’allenatore, l’ex ct degli Springboks Peter de Villiers, era con loro. Il tecnico, infatti, ha comprato panini e bevande per tutti, di tasca sua. “Senza di lui saremmo affamati adesso. La situazione è molto frustrante e scoraggiante” le parole di Mandiwanza. Una situazione che, poi, si sarebbe risolta, ma sicuramente lasciando strascichi. E, intanto, i “The Sables” preparano il match con la Tunisia. In qualche modo.

Foto – Twitter

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