Rugby 7s: a Exeter si guarderà già ai Mondiali

La terza tappa delle Grand Prix Series sarà una tappa particolare. Ecco perché.

Si disputa il prossimo weekend la terza tappa delle Grand Prix Series, il torneo europeo di rugby a sette. L’Italia, dopo l’ottimo terzo posto di Mosca, lo scorso fine settimana ha deluso, non esprimendosi al massimo, e chiudendo solo al settimo posto. Uno scivolone che complica la strada verso l’obiettivo principe degli azzurri, cioè classificarsi per il prossimo torneo degli Hong Kong 7s, quello che regala un posto nelle World Series.

Il prossimo weekend l’Italia è inserita nel gruppo con Irlanda, Francia e Svezia. Girone non facile, anzi, visto che gli irlandesi stanno dominando le GPS di quest’anno, mentre la Francia si è dimostrata una squadra di assoluto livello a Marcoussis. Ma potrebbe essere un girone abbastanza favorevole agli azzurri (se, rispetto a Marcoussis, giocheranno al 100% delle loro potenzialità). Perché la tappa di Exeter è particolare.

Tra due settimane e mezzo, infatti, si disputa la Coppa del Mondo di rugby 7s a San Francisco, negli USA. L’Italia non ci sarà, ma ci saranno diverse formazioni che prendono parte alle GPS. E qui nasce il quesito: a Exeter queste nazionali porteranno i loro 12 migliori elementi come ultimo test pre-mondiale, o preferiranno una formazione sperimentale, tenendo a riposo i loro campioni per non rischiare infortuni?

Da quel che risulta a R1823, per esempio, Inghilterra e Galles si presenteranno al via a ranghi completi, mentre proprio la Francia che è nel girone azzurro porterà un “development team”, per non correre rischi. Cosa faranno, invece, Irlanda e Russia, le altre due nazioni che partecipano ai Mondiali? Per capire cosa potrà accadere a Exeter bisognerà capire anche questo, perché i margini tra le varie nazionali sono ridotti e una rosa di qualità o una di seconde scelte può fare la differenza.

L’Italia, invece, si presenterà al meglio – anche se dovrà fare a meno di Andrea Pratichetti per infortunio -, ma gli azzurri non dovranno fare calcoli sul reale valore degli avversari. Lupini e compagni a Mosca hanno mostrato importanti segnali di crescita sia nel gioco sia nella capacità atletica di reggere il ritmo dei più quotati avversari, a Marcoussis, invece, si sono evidenziati i troppi limiti in fase difensiva e di reazione, con gli azzurri troppo spesso isolati e senza idee. Se si vuole andare a Hong Kong a Exeter dev’esserci un cambio di marcia e l’Italseven dovrà giocare benissimo. A quel punto, casomai, potrebbero entrare in gioco le strategie delle nazioni iridate.

Foto – Vincent Inigo / Rugby Europe

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