Italrugby: promossi e bocciati di Kobe

L’Italia ha battuto il Giappone ieri. Vediamo cosa ha funzionato e cosa no.

L’Italia esce vincente da Kobe, pareggia la serie contro il Giappone e si scrolla di dosso molte paure che si erano addensate in questi giorni sul cielo azzurro. E, parlando di note positive e negative, non si può prescindere dal risultato. Su queste pagine, sia il sottoscritto sia Paolo Wilhelm, avevamo da tempo sottolineato l’importanza della trasferta nipponica e tornare a casa almeno con un successo è stato fondamentale. Un punto da cui partire, ricordando ciò che di buono si è visto, ma senza dimenticare i limiti. Vediamo, dunque, promossi e bocciati di Kobe.

LE NOTE POSITIVE

60 minuti d’alto livello. Come scritto in cronaca, l’Italia vista per un’ora circa di gioco era lontanissima parente di quella vista una settimana prima. Grande intensità, concentrazione, voglia di fare e un gioco che dimostra che gli azzurri possono giocare a un livello superiore a quello visto ultimamente. E’ da quest’ora di gioco che si deve ripartire.

Breakdown dominati. Spesso la mediana viene criticata per la lentezza del gioco, ma è difficile muovere l’ovale se le seconde e terze linee latitano nei breakdown. Rispetto a Oita, infatti, ieri gli azzurri hanno dominato i breakdown, liberando velocemente l’ovale quando si era in attacco e rubando un paio di palle in difesa. E’ dalla terza linea che il gioco italiano deve fare il salto di qualità.

Polledri e Negri. Parlando di terze linee è da evidenziare come l’impatto di Jack Polledri sia stato decisivo. Il flanker di Gloucester, in coppia con Negri, ha dato muscoli, ritmo e grinta alla terza linea, rendendo tutto più facile alla linea arretrata. Se aggiungiamo la bella meta di potenza realizzata dal giovane italo-inglese capiamo come certe scelte tecniche siano impriscindibili, infortuni a parte.

Hayward e Minozzi. Era uno dei punti di domanda alla vigilia. Con l’infortunio di Bellini O’Shea ha spostato Minozzi all’ala, inserendo Hayward a estremo. Ebbene, il numero 15 della Benetton, se in giornata, è devastante e l’ha dimostrato anche ieri. Magari meno scattante di Minozzi, dà però maggiori garanzie sulle palle alte e le sue ripartenze hanno fatto malissimo ai giapponesi. Sarà un difficile dilemma per COS scegliere la linea arretrata a novembre.

Concretezza di Allan. In Italia ormai da tempo ci si è divisi tra “allaniani” e “canniani”, in una diatriba senza fine. Ieri, però, l’apertura della Benetton è risultata decisiva, soprattutto dimostrando sangue freddo e gran precisione nei calci piazzati che hanno permesso all’Italia l’allungo decisivo contro un Giappone in piena rimonta. Magari meno spettacolare e propositivo di Canna, oggi però Allan dà più garanzie.

La leadership di Ghiraldini. Fare il capitano in assenza di Sergio Parisse non è facile, ma Leonardo Ghiraldini ha mostrato tutta la sua esperienza e qualità umana nel prendere in mano un gruppo che era uscito distrutto da Oita e lo ha guidato alla riscossa a Kobe. In campo il suo peso specifico di leader si è sentito tantissimo e una buona fetta del successo di ieri è da annoverare a lui.

LE NOTE NEGATIVE

Il blackout nel finale. Quando World Rugby cambierà le regole e deciderà che si gioca solo un’ora, allora l’Italia varrà gli All Blacks. Al di là delle battute, aver permesso al Giappone di riaprire la partita (al netto delle decisioni dubbie arbitrali) dopo la meta annullata a Minozzi è inaccettabile. Si è rischiato di buttare via una partita giocate benissimo per un’ora e dominata. Il gap era abbastanza ampio e, alla fine, sono uscite le ultime energie mentali per vincere, ma non sempre si è così fortunati.

Le touche. E’ una delle pecche azzurre degli ultimi 12 mesi. Troppe touche perse in attacco da Ghiraldini e compagni significa troppe occasioni da meta buttate, troppo possesso ottenuto e poi sprecato. Lavorare sulle fasi statiche è fondamentale per poter concretizzare il lavoro fatto e si dovrà cambiare molto qui.

L’indisciplina. Argomento difficile da affrontare, perché le decisioni di Nick Briant sono state spesso al limite, ma – come si suol dire – ci si deve adattare al metro arbitrale e ieri l’Italia ha rischiato troppo con una serie di falli che ha permesso al Giappone di rientrare in partita.

Cambi in ritardo. Una squadra che finisce la benzina regolarmente tra il 50° e il 60° non può ritardare troppo i cambi. Ieri, invece, O’Shea ha permesso al Giappone di inserire gambe fresche in campo molto prima dell’Italia e i rischi corsi sono stati elevati. La freschezza di Traorè, Ferrari e Fuser ha fatto la differenza, ma forse si poteva dar loro qualche minuto in più in campo.

La follia di Licata. E’ brutto puntare il dito contro i singoli, ma guardando ai 160 minuti giapponesi la bocciatura più sonora è quella di Licata. Il neoacquisto delle Zebre a Oita è stato impalpabile, in una terza linea che aveva deluso profondamente. Entrato negli ultimi minuti dalla panchina ieri, invece, si è fatto notare solo per l’ingenuità che gli è costata il giallo e che rischiava di costare cara all’Italia. Deve crescere per dimostrare il suo talento e, probabilmente, oggi non è ancora adatto a questo livello.

Foto – Instagram/officialgloucesterrugby

11 commenti su “Italrugby: promossi e bocciati di Kobe

  1. Polledri è davvero forte, Negri gran partita ieri ma sabato scorso è mancato.
    Si parla poco e spesso non in maniera lusinghiera di Steyn. Devo ammettere che dopo un inizio di stagione sfavillante e poi calato, ma in questa tournée è stato il più costante.
    Tanto lavoro sia in attacco che in difesa.
    Sbaglia? Certo, ma non più di tanti altri.
    Molto contento per Allan perché dopo una stagione travagliata da “esperimento” a #12 ed infortuni si è via via ripreso. Ha molta più confidenza, tranquillità e sicurezza. E tutto ciò si riscontra soprattutto sul come affronta e realizza i calci piazzati.
    Per quanto riguarda il duo Hayward/Minozzi, il tutto mi ricorda tanto la ” scoperta” di Polledri durante il 6N…tutto solo a causa di un infortunio.
    Questo mi fa molto dubitare della perspicacia nelle scelte dello staff (vedasi anche panchina con solo due 3/4 ad Oita con conseguenti 10/15 minuti finali di Castello a mezzo servizio causa crampi e mancanza di sostituto e la lentezza nei cambi ieri)

    1. Il duo Hayward Minozzi sono sicuro che ci darà delle belle soddiafazioni.
      Non vedo l’ora di rivederli titolari a Novembre, magari insieme a Fuser, Ruzza e Morisi.

  2. Contenti tutti per la vittoria. I cambi andavano fatti prima.Zanni, Ghiraldini, Budd, Lovotti non puoi tenerli quasi 70m , anche Allan era sulle gambe, vgs meta Giappone, e lo ha tenuto 80m. A livello di fisicità paghiamo un po con tutti soprattutto nel finale, l.ingresso di Fuser e Traorè lo ha dimostrato ma COS ha rischiato, tardando. Bisogna farsene una ragione, la sua è cocciutaggine, punto. Spiace per Licata ma ha peccato errore di gioventù, avremo bisogno di lui e della sua fisicità nel prossimo futuro. Speriamo in qualche nuovo prospetto con la nuova stagione soprattutto in 1 e 2 ove siamo purtroppo carenti. Buona vita

    1. Bravo a ricordarti di Traorè.
      Non ho trovato commenti che lo elogiassero per la “salvifica” energia che ha portato in una mischia ormai agli sgoccioli.
      Quoto

  3. Avrei menzionato anche il duo Zanni-Budd in seconda, di cui COS sembra essersi innamorato e che invece continuare a lasciare più di un dubbio (come soluzione in sè, non come singoli giocatori). Non credo che nessuna nazionale al mondo schieri due terze in seconda contemporaneamente, al massimo si adotta una soluzione mista. Ieri entrato Fuser ha subito portato in dote un paio di interventi importanti, ma, al di là degli episodi, si continua a soffrire sui lineouts e, specie per il friulano, la tenuta atletica è limitata.
    Hayward-Minozzi è una soluzione interessante e va sicuramente ritestata, bisogna vedere quanto il padovano si adatti alla posizione di ala: contro pari ruolo più grossi (pensiamo a North al 6N) potrebbe soffrire il confronto fisico. Vedremo.
    Su Licata: è sicuramente un gran bel talento, ma va ancora svezzato, sia come esperienza, sia come bagaglio tecnico. In autunno siamo stati un po’ tutti precipitosi nel gridare al nuovo fenomeno e caricarlo di aspettative eccessive, rispetto all’età. Con una gestione più graduale e qualche decina di partite in più riprenderà il percorso di crescita in maniera più lineare. D’altronde le alternative nel ruolo non mancano e la concorrenza interna, unita ad una maggiore ripartizione di responsabilità, ci potrebbe permettere di avere un reparto tra i più interessanti del panorama mondiale, nel giro di pochi anni.

  4. Come note positive, si è visto anche qualcosa di diverso in attacco, almeno provato. Con cambi di direzione, passaggio all’interno di Allan invece che continuare sulla linea, linee di corsa e (anche se solo accenno) Allan ogni tanto si vedeva che correva in posizione per avere il “loop” alla Sexton. Negativo il fatto che queste cose si vedano solo una volta ogni 2-3 partite. Capisco che per farle serva confidenza, però se non le si prova nemmeno.
    Comunque fare qualcosa per la touche, che con Irlanda e compagnia ci andrebbe anche peggio. Licata non capisco, forse tornare alle FFOO non gli ha fatto benissimo, speriamo per il prossimo anno, il ragazzo è giovanissimo, un calo ci può stare, e ci ha mostrato cosa sa fare a novembre scorso.

  5. Duccio Duccio… Sono stato il primo a dire che l’immaturità del singolo influenza negativamente il risultato del gruppo. Licata ieri, l’altro ieri Bianchi, il “giorno” prima Fragnito… ( parlo di “gialli” e “rossi” inopportuni ). Ragazzi che in U20, Eccellenza, Pro 12 e Nazionale ci arrivano con troppa pressione addosso, vero, e commettono gli stessi errori delle giovanili.
    Noto con estremo piacere che il risultato positivo è frutto del lavoro concreto fatto su nomi rodati, e non dell’entusiasmo legato all’inserimento del Jolly ’98 / ’97…
    Quindi ? Quindi niente, tutto sottoscrivibile, tranne il fatto che adesso vorremmo essere già tutti al 6N mentre io aspetto con calma, sullo spalto di un campetto da Serie A, di vedere questi giovani rendere onore ai tanti campionati che si giocano interamente in Italia, e non solo ai palcoscenici internazionali ai quali pure hanno meritato l’accesso… Come dire..: qui basta una chiamata per salire di livello e sentire a gran voce dal popolo dei blog la chiamata ad un Campionato più alto… Io invece continuo ad auspicare altro, per il bene del movimento. E qualcuno scrisse “allargata la base e misurata l’altezza, riempiamo il volume”.

  6. Dispiace per la leggerezza ieri di Licata, ma se dobbiamo bocciare un giocatore solo per quello non so quanti giocatori potrebbero scendere in campo dei nostri, visto che siamo campioni mondiali di ‘vena che si chiude’.
    Sulla touche non so che dire, con la scozia era stata spettacolare.
    Budd, solo perché si vuole menarla all’allenatore di turno, è diventata una bestia sacrificale ma nella benetton con lui mischia e touche vanno bene e ieri ha fatto un incredibile lavoro sporco per 80 minuti.

  7. trovo questa analisi lucida e corretta, mi permetto qualche annotazione personale
    60 minuti d’alto livello: più che alto direi in linea con le possibilità degli interpreti, che poi permette a qualcuno di emergere, se ha i numeri, quello che mi ha sempre stupito è che questa intensità dovrebbe essere quella sempre presente
    Breakdown dominati: anche questo mi è parso un work rate normale (magari c’è stato qualche colpo in più nel momento giusto, che ha deliziato), drammatico è neanche provarci, come succede spessissimo
    Polledri e Negri: avercene, anzi, speriamo che gli assenti gli facciano sentire il fiato sul collo e torneremo ad avere una terza enorme, chiaro che avere una squadra che gira ti permette di scatenare tutti i cavalli a disposizione, quindi la prestazione opaca dell’incontro prima lo imputerei più a dover far trincea sporca che ad una giornata non splendida dei ragazzi
    Hayward e Minozzi: ottima, ma i dubbi sulla tenuta con certe squadre ci stanno, direi che dovrebbe essere, insieme a padovani, un’opzione tattica da gestire, poter lavorare con più triangoli allargati, tutti qualitativamente validi, da usare a seconda di avversario e piano di gioco, sarebbe un lusso non da poco (se avessimo sempre disponibili i tre 15 con bellini, sarto e qualche giovane di belle speranze che pare arrivare)
    Concretezza di Allan: io sono più per allan da sempre, ma la gestione di canna mi da da pensare, anche qui un uso più oculato potrebbe portare dei bei vantaggi, lasciando, comunque, intatta la gerarchia
    La leadership di Ghiraldini: finalmente una valida alternativa, adesso bisogna trovarne altre più giovani ed incominciare a dargli credito e peso
    LE NOTE NEGATIVE
    Il blackout nel finale: più scusabile di altre situazioni, il calo, in fondo siamo a fine stagione, ma il problema è che insieme alle gambe parta, soprattutto, la testa, quindi torniamo al punto 1, perché questi ragazzi non sono in grado di giocare sempre al loro livello?
    Le touche: grande mistero misterioso, in nazionale pare che non funzioni quello che funziona degnamente al club, ci sarà un motivo o un responsabile?
    L’indisciplina: mi ricollegherei al discorso testa, quando ci siamo giochiamo puliti, appena sbandiamo facciamo una carrettata di falli, seconda cosa, prendere in staff un arbitro non più attivo e metterlo ad insegnare ad adattarsi velocemente al metro di giudizio?
    Cambi in ritardo: ennesima pecca dello staff, che, spesso pare non vedere situazioni palesi, nei ragazzi a referto e nella gestione degli stessi… onestamente non so più cosa pensare, per quanto non adatto uno staff che lavora a quel livello non può sbagliare sempre su questi aspetti, allora come mai ogni volta siamo qui a discutere sulla gestione degli uomini?
    La follia di Licata: il ragazzo è giovane, è partito a mille e, probabilmente, non è riuscito a maturare così rapidamente quanto ci si aspettava, troppa pressione ed aspettative, credo sia un giocatore che deve ritrovare la propria dimensione e che deve essere seguito benissimo dallo staff zebre, prima di tutto, per non rischiare di esporlo ad una sonora scottatura, poi credo, vistolo anche in semifinale eccellenza, sia arrivato con la lingua fuori fisicamente e mentalmente a fine stagione, cosa che non aiuta nella gestione della propria partita

    poi di note ce ne sarebbero molte altre, positive e negative, intanto speriamo che si metabolizzino queste, poi del resto ne parleremo

  8. prestazioni atletiche e gestione dei BD sono un unico argomento; visto da fuori solo una questione di testa.
    Negri Polledri: l’impressione è che il primo giovi tantissimo della presenza del secondo. Temo che qualcuno a Gloucester presto farà 1+1…
    Allan sta giocando bene ma se a Canna dai qualche minuto in più magari eviti mete come l’ultima del Giappone, per consunzione della difesa.
    Lo Sceriffo: stai a vedere che gli servivano nuove sfide!
    Gestione dei trequarti. Deficitaria. mesi per capire il valore di Hayward e Minozzi; quanto servirà per reinserire Padovani -s e sta bene- Morisi e le nuove leve?
    Licata; se ci si perde il ragazzo sappiamo chi ringraziare. Dai giovane, riparti, tieni duro, voglia i lavorare e di imparare!
    Punti negativi: alla fine sono tutti riconducibili allo staff tecnico.
    Ghira: ma davvero qualcuno scopre adesso la sua grandezza?

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