Test Match: l’Italia fa sembrare il Giappone gli All Blacks

Si è appena conclusa a Oita la prima sfida tra gli azzurri e i nipponici. Ecco come è andata.

Italia sconfitta, Italia che si affida a pochi singoli, ma che soffre troppo un Giappone che tiene ritmi elevatissimi e palla in mano fa sempre male alla difesa azzurra. Italia che non ha nella touche un’arma vincente, con Campagnaro e Minozzi che cercano di dare ritmo, ma non basta. Match in equilibrio per un’ora, poi i padroni di casa allungano e l’Italia porta a casa una nuova sconfitta che, questa volta, fa malissimo. Per il morale, ma anche perché gli alibi sono finiti e il livello dell’Italia è, evidentemente, questo e nulla più.

Primo tempo

Ritmo subito altissimo a Oita, dove il Giappone detta una velocità costante del gioco, mentre l’Italia è quella che fa più possesso, con Minozzi che subito mette in difficoltà la difesa nipponica. Azzurri cui manca, però, spesso l’ultimo passaggio per bucare definitivamente la difesa giapponese. Italia che cerca di rallentare i ritmi forsennati del Giappone, con i padroni di casa che provano a sorprendere gli azzurri sulla velocità. Al 12’ Allan cerca Campagnaro con un calcetto, ma nulla di fatto, con l’Italia che perde anche un paio di touche di troppo in attacco. Al 15’ fiammata di Campagnaro, vantaggio azzurro, calcetto in area di meta da parte di Bellini e su cui arriva Pasquali che schiaccia e prima meta del match. Subito dopo, però, il Giappone regala al pubblico del Bank Dome un’azione in velocità al largo, con i giocatori che muovo l’ovale battendo la difesa azzurra ed è Mafi a chiudere in meta.

Italia che commette un po’ troppi errori palla in mano, mentre in difesa non mettono grande pressione al Giappone, che così al 28’ sfrutta la velocità di Kenki Fukuoka, sorprende Minozzi e arriva fino in fondo e vantaggio nipponico. Italia che dopo un buon inizio, ora soffre molto il ritmo dato dai giapponesi al match con gli azzurri che faticano a costruire un gioco preciso. Sono i giapponesi, invece, a muovere l’ovale e a rendersi pericolosi e al 34’ trovano un piazzato che Tamura mette tra i pali dopo che l’ala si era mangiata una meta già fatta. Finalmente, però, l’Italia reagisce e lo fa ancora una volta partendo prima con Campagnaro, poi con Minozzi e sul prosieguo Bellini guadagna metri, Pasquali libera Steyn che sfonda e azzurri che si rifanno sotto. L’Italia cerca il vantaggio nel finale, ma la maul crolla e si va negli spogliatoi sul 17-14 per i padroni di casa.

Secondo tempo

Italia che fatica a risalire il campo a inizio ripresa, con il Giappone che usa le mani benissimo per tenere alto il ritmo e mettere in difficoltà la difesa azzurra. Al 46’ buon’azione azzurra in attacco, Italia che entra nei 22, ma poi Licata viene tenuto alto e palla rubata dai nipponici. A mettersi in mostra è il neoentrato Hayward che dà velocità al gioco azzurro, mentre la giovane terza linea perde un paio di palloni di troppo ed entra Polledri al suo posto. E proprio da una touche rubata e uno sfondamento di Polledri l’Italia arriva sui 5 metri, conquista una punizione e Allan va per i pali per il pareggio. Italia che ha cambiato ritmo con l’ingresso di Hayward e Polledri, ma al 57’ un fallo di Biagi dà la chance ai nipponici di riportarsi avanti nel punteggio quando si entra nell’ultimo quarto di gioco.

Dopo la fiammata dei primi minuti della ripresa l’Italia adesso ha perso la verve e lascia il pallino del gioco al Giappone che così si riportano sui 5 metri per andare ad allungare. E al 62’ arriva la meta di Lemeki che porta i nipponici oltre break e Italia che sembra non avere più la forza mentale di rientrare in partita. E al 66’ match chiuso quando l’Italia sbaglia nuovamente difesa, calcetto e Matsushima che raccoglie e meta dell’allungo decisivo. Italia doppiata nel punteggio e che si è spenta definitivamente. Così al 72’ altro piazzato per il Giappone, questa volta sbagliato.

Italia che esce, dunque, sconfitta da Oita ed esce sconfitta con tante domande sulla qualità espressa e, in particolare, da una terza linea che ha deluso sia nei punti d’incontro sia come ball carrier. Troppa sofferenza anche in mischia e touche, così come la difesa che è stata troppo lenta per reagire alla velocità e all’handling giapponese. Tracollo nel finale, ma in tutto il match l’Italia ha mostrato di non essere in grado di mettere la testa avanti. E, ora, molte domande si pongono o sono da porsi.

GIAPPONE – ITALIA 34-17

Sabato 9 giugno, ore 7.45 – Oita Bank Dome, Oita
Giappone: 15 Kotaru Matsushima, 14 Lomano Lemeki, 13 Will Tupou, 12 Timothy Lafaele, 11 Kenki Fukuoka, 10 Yu Tamura, 9 Fumiaki Tanaka, 8 Amanaki Mafi, 7 Michael Leitch, 6 Kazuki Himeno, 5 Samuela Anise, 4 Wimpie Van Der Walt, 3 Ji-Won Koo,
2 Shota Horie, 1 Keita Inagaki
In panchina: 16 Yusuke Niwai, 17 Shintaro Ishihara, 18 Takuma Asahara, 19 Uwe Helu, 20 Yoshitaka Tokunaga, 21 Yutaka Nagare, 22 Rikiya Matsuda, 23 Ryoto Nakamura
Italia: 15 Matteo Minozzi, 14 Tommaso Benvenuti, 13 Michele Campagnaro, 12 Tommaso Castello, 11 Mattia Bellini, 10 Tommaso Allan, 9 Marcello Violi, 8 Abraham Steyn, 7 Giovanni Licata, 6 Sebastian Negri, 5 Dean Budd, 4 Alessandro Zanni, 3 Tiziano Pasquali, 2 Leonardo Ghiraldini, 1 Andrea Lovotti
In panchina: 16 Luca Bigi, 17 Federico Zani, 18 Giosuè Zilocchi, 19 George Biagi, 20 Marco Fuser, 21 Jake Polledri, 22 Tito Tebaldi, 23 Jayden Hayward
Arbitro: Nic Berry
Marcatori: 16’ m. Pasquali tr. Allan, 18’ m. Mafi tr. Tamura, 28’ m. Fukuoka tr. Tamura, 34’ cp. Tamura, 37’ m. Steyn tr. Allan, 52’ cp. Allan, 57’ cp. Tamura, 62’ m. Lemeki tr. Tamura, 66’ m. Matsushima tr. Tamura

10 commenti su “Test Match: l’Italia fa sembrare il Giappone gli All Blacks

  1. Fino al 60, la differenza + evidente :
    l’Italia ha avuto alcune situazioni x marcare senza riuscirci, il Giappone ha marcato ogni qualvolta ne ha avuto la possibilità …. ed in questo sport è un segnale molto forte !

  2. Com’è andata, uno schifo è andata…
    Dopo quasi 20 anni non siamo in grado di reggere 80 minuti, di sapere cosa fare e farlo bene.
    Co’S avrà le sue responsabilità (le ha anche chi ha preso un DoR per fare l’head coach, cosa un tantino diversa), ma qua son proprio molti dei nostri che non sono al livello dei giapponesi. Non degli All Blacks o degli inglesi, dei giapponesi (peggio passivo subito contro di loro comunque, nella storia).

  3. La differenza oggi è stata nel manico, i jappi hanno un identità di gioco che Joseph ha adattato alle loro caratteristiche, l Italia è ancora alla ricerca d identità, e soprattutto non ha un head coach

  4. La diretta streaming è stata importantissima e certi “titoloni” all’italiana non ci possono trarre in inganno. Se è vero che fino al 52° le squadre erano 17 pari, abbiamo visto, che l ‘Italia in partita non c’è mai stata. I nipponici hanno remato e cantato a loro piacimento. Seppur persuaso da orgoglio tricolore e affetto nei confronti della squadra, l’onesta intellettuale di Vittorio non può che sottolineare, amaramente, gli evidentissimi limiti del nostro rugby. Non buttiamo bambino e acqua sporca. O’Shea è professionista serio di notevoli capacità ma ribadisci alcuni aspetti tecnico caratteriali più volte dimostrati con i Quins … è testardo come un irlandese è nulla può convincerlo che il XV migliore è quello del secondo tempo con Hayward estremo, Minozzi ala (Bellini deve ancora dimostrare quale sia il suo contributo negli 80’ che non può essere 2 palloni recuperati da terra!). Ormai nel gioco del rugby, in prima fascia del ranking mondiale ma non solo, la filosofia è avanzare sfaldando la maglie difensive avversarie per mezzo dei ball carrier, infatti noi con gli 8 facciamo i giochi circensi e ci limitiamo al ping- pong dai nostri 22 e i risultati sono espliciti, allora Polledri può essere un moderno 8 con Negri e Licata a dare manforte. Rivediamo gli avanti e se il materiale umano è questo (neanche malissimo) vediamo se con un manico diverso la scopa va meglio.Troppo semplicistica ?…può darsi ma il rugby è un gioco semplice bisogna solo fare le cose fatte bene.

  5. il buon COS non ne ha azzeccata una, escluso il portarsi dietro un campagnaro col punto di domanda…
    aspetto i commenti post partita dello staff

  6. Non voglio sparare sulla croce rossa ( che, per inciso, non sono i ragazzi scesi in campo, nè il mitico DOR COS, ma il tifoso medio beota…) sarebbe troppo facile e ne avrei diritto dopo due anni passati a metterlo in guardia rispetto all’idea del messia salvatore della patria, etc, etc…
    ma aspetto con trepidazione le dichiarazioni post partita, per vedere se adesso qualcuno ( DOR COS o il suo datore di lavoro) riesce ad inquadrare la situazione nelle giuste proporzioni. Dal DOR COS mi aspetto un’ ammissione di colpa per quello che è stato fatto in questi due anni e qualcosa di nuovo riguardo all’approccio, anche mentale e caratteriale della squadra poi, se avesse le palle, qualche richiesta al padrone relativamente al suo programma rivoluzionario ( ammesso che ci sia o ci sia mai stato…), quindi basta slogan ma richieste precise con tempi e verifiche : la vuoi l’Accademy a Treviso COS? Perchè se non la vuoi sei un connivente! Ci spieghi come vuoi risolvere l’ascensore dei permits? Ok, spiegacelo e chiedi al padrone! Se non lo fai sei un connivente!!!
    Ci spieghi come vuoi impostare il massimo campionato! Bene fai una proposta e diccelo, se no sei un connivente! Il Seven? Hai delle idee per tenere attivi in estate molto giocatori che potrebbero tornare utili per skills, velocità e tenuta? Etc, etc…

  7. I giapponesi hanno dimostrato che senza tanto peso e altezza, ma buona organizzazione, le fasi di conquista si possono tenere. Molto bravi nell’eseguire in velocità, magari non hanno talento purissimo, ma sempre competenti.
    Difficile valutare un’Italia che è vissuta di lampi più che di gioco, a differenza dei nipponici. La difesa non può essere così, punto.
    Vedremo fra 7 giorni, ma COS, che ha caricato di grande importanza questi TM, dovrà dire qualcosa di concreto, non frasi di circostanza.

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