Rugby e salute: ecco il placcaggio perfetto

Una ricerca del Trinity College di Dublino avrebbe trovato le tecniche migliori per evitare traumi.

Chi placca, nel rugby, ha un maggior rischio di trauma cranico rispetto al portatore di palla, ma per placcare bene deve puntare al tronco inferiore dell’avversario. Questa è una delle conclusioni cui sono arrivati i bioingegneri del Trinity College di Dublino che le hanno riassunte in una serie di raccomandazioni con le tecniche più interessanti per cercare di fare i placcaggi in modo sicuro.

La notizia, riportata dall’Ansa, racconta che affrontando il portatore di palla all’altezza del tronco inferiore del corpo (all’incirca al livello del bacino), è più probabile che si riesca a prevenire un trauma cranico nel placcatore. Il 47% dei traumi alla testa dei placcatori altro non è che il risultato di placcaggi al tronco superiore, mentre i placcaggi alla parte superiore delle gambe sono all’origine del 30% dei colpi al capo.

Tra le raccomandazioni specifiche per i placcatori segnalati dagli studiosi irlandesi, il contatto al tronco inferiore, la necessità di fare passi brevi e veloci quando ci si avvicina al portatore di palla ed evitare di piantare i piedi. Inoltre, va tenuta la testa in alto e di fronte al portatore di palla, non bisogna guardare a terra e posizionare la testa sul lato corretto dell’avversario.

Photo by Quino Al on Unsplash

Un commento su “Rugby e salute: ecco il placcaggio perfetto

  1. ma dai, per fortuna che me lo dicono loro che a prendere una capocciata sulla panza dell’avversario è più difficile che abbia un trauma cranico piuttosto che se sbatto contro un ginocchio, una spalla, un’altra capoccia…
    poi anche tutta la postura, a me l’avevano spiegata paro paro a 9 anni, mah, forse bisognerebbe smettere di giocare ad autoscontri, piuttosto, riportando le regole indietro di qualche anno e rinunciare ad un po’ di rugby a XIII

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