Follie ovali: Quando le federazioni fanno rugbymercato

Il caso di Pete Samu, diviso tra Nuova Zelanda e Australia, porta la questione eleggibilità a un nuovo, assurdo, livello.

Il rugbymercato si sposta dai club milionari alle Federazioni, in un’evoluzione del rugby che passa a un nuovo livello, da capire quanto positivo. L’affaire Pete Samu, infatti, rischia di trasformarsi in un evento storico e che coinvolge il giocatore, ma anche la NZRU e l’ARU. Ma facciamo un passo indietro.

Pete Samu è una terza linea, classe ’91, nata a Melbourne, in Australia. Rugbisticamente, però, il giocatore dopo l’esordio a livello amatoriale in Australia dal 2014 si è spostato in Nuova Zelanda, vestendo prima la maglia di Tasman e, poi, dal 2016 quella dei Crusaders. Cinque anni nella terra degli All Blacks che lo hanno reso eleggibile per residenza con la Nuova Zelanda, mentre di nascita potrebbe vestire la maglia dei Wallabies. Qualcosa di già visto, di già vissuto, ma ora le cose cambiano.

Samu, infatti, ha firmato un biennale per la prossima stagione con i Brumbies, franchigia australiana, proprio in ottica di venir convocato da Michael Cheika in futuro. Ma il ct dell’Australia ha ammesso ieri che, in realtà, avesse potuto avrebbe convocato la terza linea già per i test match di giugno. Cosa impossibile, perché le regole dei contratti neozelandesi dicono che un giocatore eleggibile anche per gli All Blacks deve venir liberato dalla Federazione neozelandese. Impossibile, ma forse no.

Abbiamo presentato oggi una proposta all’Australian Rugby Union, che permetterebbe a Pete Samu di essere disponibile per giugno e per la Rugby Championship. L’Australian Rugby Unionsta attualmente valutando questa proposta si legge in una nota della NZRU. E secondo i rumors che giungono da downunder la proposta sarebbe economica, cioè la Federazione neozelandese chiederebbe di venir pagata per liberare Samu. Insomma, un colpo di rugbymercato che, però, questa volta non coinvolge due club, ma due nazionali. E che lascia, personalmente, perplessi.

Foto – Instagram/brumbiesrugby

2 commenti su “Follie ovali: Quando le federazioni fanno rugbymercato

  1. Ma non varrebbe in caso la stessa regola usata dalla RFU riguardo i match nelle finestre internazionali? Perchè la ARU non dovrebbe poterla usare (visto che le regole di WR prevalgono su quelle della NZRU)

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