Benetton: Zatta, tra permit, Accademia e futuro

Sul Gazzettino il presidente del Treviso fa il punto della situazione dopo una stagione positiva.

Una lunga intervista, per nulla banale, dove Amerino Zatta tocca i punti più caldi del rugby italiano, dai permit player all’Accademia, passando per budget e filiera. Nella lunga intervista ad Antonio Liviero, dunque, il numero 1 biancoverde mette dei paletti ben chiari. Eccoli.

Si parte dalla gestione dei permit player, che Treviso sta gestendo in maniera ‘alternativa’ con i club del Veneto. “Il sistema sperimentato con Petrarca e Mogliano funziona, lo stiamo estendendo anche a Rovigo e San Donà. I giovani di interesse per il Pro14 si allenano con noi i primi 3 giorni della settimana, poi tornano nel loro club per preparare la partita del sabato. Per le società è un vantaggio, perché con noi i ragazzi alzano il loro livello. Noi intanto testiamo i giocatori e se abbiamo bisogno di loro durante le finestre internazionali li troviamo più preparati. Il salto dall’Eccellenza al Pro14 non è per niente facile, a volte è traumatico”.

Poi si inizia a parlare di qual è la distanza tra l’Italia e gli altri club europei e il tema è l’Accademia che non arriverà a Treviso. “Il primo gap da colmare è nella formazione degli under 20 […] Non voglio entrare nel merito dei motivi che hanno spinto la federazione a fare questa scelta (non aprire l’Accademia a Treviso, ndr.), ma l’auspicio è che il progetto si realizzi quanto prima perché al Benetton lo riteniamo indispensabile. Un passaggio obbligato per metterci alla pari con le altre franchigie. Un ragazzo deve maturare respirando subito il clima del professionismo. E ciò vale anche per le Zebre”.

Oltre ai giovani, è una questione di soldi. Ma Zatta evidenzia come sia importante, ma non utopico. “Oggi il budget del Benetton si aggira sugli 8,4 milioni. Quattro ci arrivano dalla federazione, che però incassa la quota delle coppe europee destinata ai club. […] Ora non so dire quanto servirebbe di preciso in più. Ma credo che non sarebbe necessario un incremento di budget enorme per scalare le posizioni”.

Infine, ecco come Zatta guarda al futuro e come vede il numero 1 di Treviso la gestione dell’intero movimento. “Dipende da dove vogliamo andare. Bisogna partire dalla consapevolezza che partecipare alle Coppe e al 6 Nazioni ci consente di ottenere contributi importanti, senza i quali saremmo qui a giocare scapoli-ammogliati e a berci la birretta. E se vogliamo mantenerci a un certo livello dobbiamo dare alla nazionale atleti competitivi, altrimenti si rischia il flop. Ma è altrettanto evidente che per il progetto Italia serve tutto il movimento. A conciare dal campionato di Eccellenza che deve preparare tecnicamente e qualitativamente”.

Foto – Benetton Treviso

9 commenti su “Benetton: Zatta, tra permit, Accademia e futuro

  1. sarebbe interessante conoscere anche i rapporti tra gli staff tecnici. Il prossimo anno sarà curioso cercare di capire se si affermerà un veneto-style a livello tattico.

  2. “Il sistema sperimentato (..) funziona, (..) I giovani di interesse per il Pro14 si allenano con noi i primi 3 giorni della settimana, poi tornano nel loro club per preparare la partita del sabato.”
    Robe che ci volevano 10 anni per arrivarci (non ne faccio una colpa a Zatta, bene che Treviso agisca per i fatti suoi, ma davvero farlo con qualche anno di anticipo era impossibile?).

    1. hanno dovuto aspettare che Pavanello smettesse di giocare per trovare il tempo di leggersi i nostri commenti sui siti…

      fioi, ho messo su superbru per under20 e tour di giugno, come anche xnebiax: due gironi al prezzo di uno…

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