Italseven: bene la prima, ma ora si remi dalla parte giusta

L’ottima prestazione di Mosca dà ottimismo, ma serve una politica intelligente per confermarsi.

Un terzo posto bellissimo, un weekend di prestazioni di alto livello e una classifica che vede ai primi tre posti proprio tre squadre – Irlanda, Germania e Italia – che puntano a conquistare un pass per Hong Kong. Insomma, le Grand Prix Series sono iniziate benissimo per l’Italia, ma ora bisogna continuare a confermarsi a questi livelli nelle prossime tre tappe – consci di cosa successe un anno fa dopo il quarto posto proprio a Mosca. Ma non si può chiedere il massimo solo ai giocatori e allo staff.

La Fir crede nel Seven o no? La domanda nasce guardando le convocazioni per l’Italia Emergenti. Nel gruppo scelto da Pasquale Presutti, infatti, ci sono almeno quattro elementi che in questi anni hanno fatto parte del gruppo dell’Italseven. Andrea Trotta, Simone Balocchi, Massimo Cioffi, Roberto Dal Zilio e Simone Rossi. Alcuni di questi elementi, penso a Cioffi e Dal Zilio, sono giovanissimi prospetti che in un’Italia Emergenti rientrano perfettamente. Giovani anche Trotta e Balocchi, mentre a sorprendere è la presenza di Simone Rossi.

Non per il valore del ragazzo, su cui non ci sono dubbi. Ma a 26 anni, ottimo talento, Simone è stato ignorato in questi anni dalle franchigie celtiche e secondo i rumors potrebbe lasciare il Petrarca Padova quest’estate per scendere di categoria, in Serie A, e tornare nella sua Milano. Per motivi personali, di studio/lavoro. Se la voce verrà confermata, allora è difficile immaginarle Simone Rossi come un prospetto emergente azzurro, mentre sarebbe utilissimo alla causa dell’Italseven. Che – è vero – i prossimi tornei li ha a fine giugno, quindi ben dopo la Nations Cup, ma dovrà allenarsi nelle prossime settimane senza potersi avvalere di alcuni elementi importanti.

L’Italseven a Mosca ha mostrato importanti passi avanti nella qualità del proprio gioco e nei risultati. Puntare a migliorare ancora, a stabilirsi costantemente tra le migliori nazionali europee e strappare il biglietto per il torneo di Hong Kong, che può valere l’accesso alle World Series, è un obiettivo non più utopistico come in passato. E ora la Fir deve remare dalla stessa parte e sorprende – comunque – il silenzio del Coni che, come Comitato olimpico, dovrebbe alzare la voce affinché il rugby italiano non dimentichi ancora una volta l’unica disciplina olimpica che ha.

Ora, però, si volta pagina e dopo Mosca a fine giugno arriverà la tappa francese di Marcoussis. Qui l’Italia, visti i risultati di Mosca, sarà inserita in un girone duro, ma non durissimo, con Francia, Galles e Svezia. Puntare a bissare le belle prestazioni di questo weekend non è certo utopia e centrare nuovamente un posto almeno nella top 8 è l’obiettivo concreto per continuare la crescita degli ultimi due anni e puntare seriamente e realisticamente a Hong Kong 2019, passaggio fondamentale per costruire un’Italseven che possa ambire a un traguardo olimpico prima o poi.

3 commenti su “Italseven: bene la prima, ma ora si remi dalla parte giusta

  1. Personalmente non seguo il VII e non mi piace, ma sono fatti miei, perché è l’unico codice ovale olimpico e muove un sacco di gente e un sacco di sponsor.
    Bravi ragazzi e staff, chi va in campo e ottiene risultati prestigiosi va sostenuto al massimo.
    La federazione, però, dovrebbe fissare obiettivi e tempistiche con le migliorie del caso, perché senza un progetto VII dedicato alle World Series è dura arrivarci e impossibile restarci.

    1. Ciao, anch’io come te ero molto scettico sul seven inizialmente ma devi assolutamente provarlo!
      Ormai una partita intera in pausa pranzo non me la toglie nessuno
      E poi l’arbitraggio è molto più chiaro e coerente che nel XV, mia personalissima nota a favore

  2. in quale altro sport professionistico uno dei migliori giocatori della squadra che ha appena vinto il titolo nazionale deve pensare di collocarsi in una squadra che giochi un gradino sotto per pensare al lavoro?
    vogliamo ammette che l’eccellenza è già tornata ad essere più amatoriale di quella che era la serie A1-A2 nei primi anni ’90 e che i ricchi premi alle semifinaliste falsano semplicemente il campionato?

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