Picchia avversario del figlio, 2 anni di Daspo

Protagonista il padre di un Under 16 del Mogliano che ha picchiato un ragazzino del Petrarca.

I fatti risalgono allo scorso 19 novembre, durante il match del campionato Under 16 tra Mogliano e Petrarca Padova. In campo c’è una piccola rissa tra i giocatori, ma dalla tribuna interviene anche un uomo, che colpisce uno dei ragazzi del Petrarca, mandandolo in ospedale dove gli è stato messo un collarino e diagnosticati 40 giorni di prognosi. A colpirlo il padre di uno degli avversari.

E ora, a quasi sei mesi di distanza, arriva la prima sentenza nei confronti del quarantunenne di Mogliano Veneto. Il questore di Padova, infatti, ha firmato il daspo di due anni nei confronti dell’uomo che, dunque, per i prossimi 24 mesi non potrà più seguire le partite del figlio allo stadio. E sul Corriere del Veneto ha commentato il fatto anche il presidente del comitato regionale Marzio Innocenti. “E’ un gesto grave dal quale però i ragazzi devono essere esclusi perché non hanno fatto nulla di male, ma il tifoso non è una persona violenta, ha solo avuto un momento di buio, il che tra l’altro ha pesantemente penalizzato la società del Mogliano. Non stiamo quindi parlando di una tifoseria organizzata, bensì di un episodio isolato. Purtroppo si nota negli ultimi tempi un aumento del nervosismo attorno ai campionati giovanili, con genitori molto agitati”.

5 commenti su “Picchia avversario del figlio, 2 anni di Daspo

  1. Posso dire che mi sembrano pochi 24 mesi?
    Ok che è il gesto di un singolo, ma stiamo parlando del gesto che non si dovrebbe vedere, e da parte di un genitore, per me la cosa rimane gravissima (e poi ditelo al ragazzo del Petrarca, che comunque si è fatto 40 giorni di prognosi, mica pizza e fichi povero ragazzo).
    Non sono personalmente per il punire per punire o farlo in maniera troppo pesante, ma non vorrei che qui si perdesse di vista la gravità del gesto, le risse tra giocatori ci sono sempre state, fa parte del confronto, ma se ci si mettono di mezzo quelli sugli spalti, be la cosa a mio modo di vedere cambia…
    Proprio perchè poi, come dice Innocenti, sembra succeda sempre più spesso.

  2. Conto sulla giustizia ordinaria. Caro Marzio, evitare di giustificare un personaggio di questo tipo sarebbe il minimo sindacale. Per dirla con te: hai solo avuto un momento di buio e meno male che non c’era nessuno intorno.

  3. Quando giocavo in giovanile c’erano pochi genitori che venivano a vedere le partite mia madre non è mai venuta mio padre non c’era già più ma gli adulti fuori e dentro il campo tifavano per la propria squadra ma nessuno andava oltre a ciò eppure beghe e cazzotti o decisioni discitibili dell’arbitro’, in campo se ne vedevano spesso!!!
    Un genitore deve essere tifoso Ma ancor prima deve essere genitore e come tale cultore delle regole da far rispettare.
    Questa persona può anche aver perso la testa in quel momento ma ciò non giustifica e non lo deve mai giustificare che davanti aveva dei minorenni di 16 anni e per quanto grossi ed arroganti possono essere bisogna sempre avere chiaro Quali sono i propri ruoli ed il suo ruolo era quello di genitore.

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