Rugby & Doping: Il Times “Abbiamo un problema”

Secondo l’importante quotidiano britannico l’uso di sostanze proibite è elevato, soprattutto tra i giovanissimi.

I numeri freddi spaventano. Su 64 squalifiche per doping nel Regno Unito attualmente in essere, in tutti gli sport, 18 sono a carico di rugbisti. Non solo, perché il 95 per cento degli studenti usa qualche tipo di integratore, con una spesa media di 25 sterline al mese, ma tra questi integratori molti sono vietati. Sono alcuni dei numeri che dà il Times in uno speciale dedicato al doping nel rugby e dal titolo eloquente: “La scioccante verità sul problema di droga nel rugby”.

Ma anche altri numeri devono far pensare, soprattutto quando si parla di lotta al doping nel rugby. La RFU, World Rugby, Epcr  e il Six Nations l’anno scorso hanno svolto 623 test su giocatori che militano nei due principali campionati inglesi di rugby, mentre la Ukad, l’agenzia antidoping inglese, ne ha svolti 1494 fra i calciatori inglesi, dei quali 1171 nella Premier League. Tradotto, su un bacino simile di giocatori nel calcio i controlli sono più del doppio.

E quando si parla di doping non stiamo parlando di campionati professionistici e basta. Secondo quanto racconta il Times, infatti, l’uso che va dagli steroidi al testosterone, passando per quegli integratori ‘border line’ (spesso acquistati su Internet senza neppure la competenza medica per sapere cosa si sta acquistando), sarebbe diffusissimo fra i giovani rugbista dai 15 ai 18 anni di età. Una scorciatoia che molti ragazzini vedono per diventare campioni e guadagnare cifre importanti, o solo per venir scelto dalla squadra locale e, magari, farsi belli con le ragazze. E tutto senza grosse paure di venir beccati.

“Non c’è rischio d essere controllati a quell’età, e nessuno ne sa veramente molto su di te. Basta andare su Google. E’ stata una conseguenza diretta del fatto che il coach mi ha detto che non ero grosso abbastanza” racconta uno dei giovani intervistati dal Times. Insomma, pochi controlli, facilità di reperire sostanze illecite o dubbie, il sogno di contratti ricchi nei club della Premiership e il gioco è fatto.

Foto – Quino Al su Unsplash

Un commento su “Rugby & Doping: Il Times “Abbiamo un problema”

  1. 4-5 anni fa c’erano stati 50 casi di doping solo in Sudafrica,questo per far capire il problema. Riguardo gli integratori poi c’è da dire anche che pur prendendo qualcosa di regolare e lecito il corpo può reagire in modo negativo e dare risultati sballati al momento dell’esame

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