Rebecca Braglia: sotto shock l’avversaria

Sconvolta la rugbista dell’Imola, involontaria protagonista della tragedia. E la procura apre un fascicolo.

Sono passati due giorni dall’annuncio della morte della giovane Rebecca Braglia, ma ancora tutto l’ambiente ovale italiano è scosso per l’assurdo incidente. E se i primi pensieri, ovviamente, sono stati per Rebecca, la sua famiglia e le sue compagne, poi si deve pensare anche a chi in quella tragica domenica a Ravenna è stata involontaria e innocente protagonista della tragedia. La rugbista che Rebecca stava placcando quando ha subito il fatale incidente.

E sulle pagine della Gazzetta di Reggio si legge come la giovane atleta dell’Imola sia sotto shock da giorni dopo quello che è successo. Nonostante – ribadiamolo – si sia trattato di un assurdo incidente figlio del fato, nonostante non vi sia stato alcun placcaggio violento o pericoloso, infatti, la giovane rugbista si sente responsabile di ciò che è accaduto a Rebecca. “Il presidente del club dell’Imola al quale la ragazza è tesserata – ha spiegato il presidente regionale della Fir, Giovanni Poggiali – sta costantemente accanto alla giovane. Il nostro ambiente è abituato a reagire alle cose negative e a farne tesoro. Dobbiamo uscirne più forti, soprattutto lei. Quello che è successo è una fatalità ed è scontato che non è colpa sua come di nessuno. Qui purtroppo c’è di mezzo solo il fato, il destino”.

Destino assurdo, ma su cui la procura di Ravenna vuole vedere chiaro. Come ha annunciato l’Ansa, infatti, la Procura di Ravenna, con il pm Monica Gargiulo, ha aperto un fascicolo conoscitivo, senza indagati ne’ ipotesi di reato, sulla morte di Rebecca Braglia. Il fascicolo raccoglie i referti dell’ospedale e i primi accertamenti sulla dinamica sommaria dell’incidente. Nel frattempo la famiglia ha deciso di donare gli organi di Rebecca.

Un commento su “Rebecca Braglia: sotto shock l’avversaria

  1. Questo è quello che non doveva succedere, troppe volte si sta dicendo che la povera Rebecca è morta per colpa del rugby. In realtà è stato un trauma cranico fatale dopo un placcaggio, situazione che potrebbe accadere in qualsiasi contesto di sport, cadere e battere violentemente la testa.

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