Zebre: a fine stagione dicono addio in dieci

Da Valerio Bernabò, che si ritira, a Jacopo Sarto, ecco chi non ci sarà più l’anno prossimo.

Sabato 28 aprile a Treviso non si concluderà solamente la stagione 2017/18 dello Zebre Rugby Club in Guinness PRO14. Il terzo derby stagionale ufficiale contro il Benetton sarà anche l’ultimo appuntamento in maglia bianconera segnato nel calendario per dieci giocatori in procinto di chiudere la propria avventura con la franchigia federale con sede a Parma.

I dieci atleti in partenza sono: gli Azzurri Valerio Bernabò, Tommaso D’Apice, Andrea De Marchi, Andrea Manici, Matteo Pratichetti, Jacopo Sarto, il centro samoano Faialaga Afamasaga, l’utility-back argentino Serafin Bordoli, il terza linea sudafricano Derick Minnie e il centro-estremo irlandese ma nato in Australia Rory Parata.

Prima dell’ultimo incontro stagionale in trasferta, ci sarà però un’altra occasione per poter salutare i dieci giocatori bianconeri: questo sabato allo Stadio Lanfranchi nel recupero della 17° giornata contro i gallesi Ospreys alle ore 18.45. Certamente tutto il caloroso pubblico di Parma renderà omaggio a tutti questi atleti che lasceranno il club; tra questi tre suoi pilastri a Parma fin dall’estate 2012, anno 0 della storia celtica del club bianconero: De Marchi, Manici e Pratichetti. Classe 1988, il pilone di Montebelluna (TV) Andrea De Marchi è stato il primo centurione negli annali del XV del Nord-Ovest. Ad oggi sono 108 le presenze complessivamente collezionate da “Dema”, il quale risulta ancora essere il recordman della squadra per ciò che concerne le apparizioni ufficiali in campo. Segue, infatti, in seconda posizione il mediano di mischia Guglielmo Palazzani (105 caps).

Giornata particolare sabato allo Stadio Sergio Lanfranchi anche per la seconda linea Valerio Bernabò, recordman di presenze nel Guinness PRO14 tra i giocatori italiani con 110 caps. Valerio ha vissuto da protagonista in campo tutta l’avventura celtica del rugby italiano nelle ultime otto stagioni: quattro con il Benetton Treviso e quattro con le Zebre guadagnandosi stima e rispetto di tutto il movimento ovale europeo grazie anche alle sue 55 presenze nelle coppe europee e 33 con la maglia della nazionale italiana.

Il parmigiano doc Andrea Manici – cresciuto alla Cittadella del Rugby – ha complessivamente 60 caps e 5 mete con la maglia delle Zebre -al netto degli incontri nel Guinness PRO14 e nelle coppe europee- lungo le sei stagioni vissute nella franchigia federale. Il rugby giocato per Manici purtroppo si è interrotto anzitempo dalle complicazioni che il tallonatore ha conosciuto dopo l’operazione al ginocchio a cui è stato sottoposto nel dicembre del 2015, in seguito all’infortunio subito contro gli Ospreys al Lanfranchi.

Anche Matteo Pratichetti ha assistito in prima persona alla nascita della franchigia federale. Quest’anno sotto l’head coach Michael Bradley, il centro romano ha potuto assaggiare il campo solamente in due occasioni (entrambe in Challenge Cup, rispettivamente contro Agen e Gloucester), ma in totale restano comunque ben 81 le presenze ufficiali di Pratichetti con le Zebre Rugby, cifre che fanno di lui l’ottavo atleta nella classifica dei caps bianconeri.

Il Lanfranchi applaudirà sicuramente con tanto affetto anche il tallonatore Tommaso D’Apice che saluta le Zebre. Giunto a Parma nel 2013 dal Gloucester, il beneventano è stato un punto fisso del club collezionando 63 caps e 7 mete, l’ultima proprio nella vittoria di sabato scorso all’Aquila sui gallesi Dragons. Al Fattori in campo dal primo minuto c’era anche il flanker Jacopo Sarto; anche per il padovano sabato contro gli Ospreys sarà l’ultima gara con la maglia zebrata davanti al pubblico di Parma. Quattro le stagioni per il più grande dei fratelli Sarto che saluta le Zebre con 55 presenze all’attivo e 5 mete, 3 di queste in questa stagione dove ha collezionato ben 19 presenze ufficiali sulle 26 gare fin qui disputate.

Foto – Stefano Delfrate

10 commenti su “Zebre: a fine stagione dicono addio in dieci

  1. Come già detto di là, ci sono comunque un paio di nomi di cui, si insomma, capisco meno l’addio (a meno che non ci siano motivazioni personali). Come Sarto (che quando libero da infortuni si è meritato addirittura la nazionale e può giocare in seconda), D’Apice (che si, avrà 30 anni e qualche infortunio che lo perseguita, ma quanto la nazionale ti “saccheggia” la prima linea – specie ora col povero Manici ritirato – ha il suo perchè, esperienza e valore indiscussi), e magari anche un Bordoli (che specie da secondo ricevitore ha fatto vedere belle cose) che magari era da far crescere un attimo, ha giocato molto poco.
    Comunque un ringraziamento a tutti, che si son presi i loro rischi nel giocare in un club che sappiamo bene quali vicissitudini societarie ha avuto.
    Ora la questione è sempre la solita :”con chi li rimpiazzi?” Già mancavano 4-5 giocatori (specie davanti), ora facciamo facile 15 (e in Eccellenza non credo ne trovi tanti). Buon lavoro a De Rossi.

  2. A differenza degli altri anni, in questo caso la Emergenti sarà vitale per tenere in piedi questa squadra, da lì ne dovranno pescare tanti, oltre la U20, e a questo punto qualche exiles o project player in giro per il mondo…cosa immaginavo, l’arrivo di DeBa si perde come una goccia nel mare

  3. Bernabò responsabile delle giovanili farebbe la fortuna di qualsiasi club…
    mi auguro torni a Treviso, dove tanta gente gli vuole bene…
    D’Apice e Sarto sono forti ma non alzano il livello competitivo della squadra, l’unica spiegazione che mi do è che la federazione abbia per le mani contratti già firmati con gente più forte di loro… o che intenda prendersi i permit player anche quando i giocatori non sono impegnati con la nazionale… cosa che trovo a dir poco scandalosa…

  4. Molti nomi prevedibili, come Liuk un po’ sorpreso da Sarto e D’Aprice che in una rosa allargata ci potevano anche stare.
    Io al contrario di Ian spero che non continui la caccia al passaportato o passaportabile ma nel caso si punti sui giovani e se si deve investire su stranieri lo si faccia su stranieri di qualita’….pasta con le spese all’ingrosso a poco prezzo sperando di pescarne uno buono, meglio pochi ma altamente selezionati, che diano quel qualcosa in piu’ ed aiutino i giovani a crescere. Preferirei rivedere presi un Leonard, un Nick Williams che i Parata, Minnie, e altri sudafricani presi tanto per. I soldi sono quello che sono pochi ma selezionati stranieri che aiutino veramente non scommesse a caso perche’ magari in 3 anni gli do il passaporto.

    1. Sottoscrivo. Meglio uno Zane Kirchner con dei giovani da testare e da crescere intorno, che i Parata e compagnia danzante, presi magari anche in ottica nazionale!!!!!!!!!

    2. il problema che tutta sta gente da prendere non c’è, neanche numericamente….almeno che non smantelli metà eccellenza. Ma i presidenti saranno contenti di lasciar andare i loro migliori? Menniti Ippolito perchè dovrebbe approdare così tardi in Celtic? ma soprattutto con chi penseranno di sostituire i partenti?
      Emergeranno i limiti del sistema italiano, o si troverà l accordo o sarà l armageddon del movimento interno italiano…le schermaglie tra Ambrosini e San Donà non lasciano presagire cose buone

      1. Si torna al discorso di una settimana fa: o si mette a posto il sistema in base alla scleta celtica oppure che si lasci perdere…la soluzione di minchia celtica senza pero’ fare i passi decisivi per renderla efficace non regge…non regge andare a prendere 10 carneadi passaportati o passaportabili all’estero spernando nel mezzo di pescarne uno-due buoni, non regge, noin funziona ed e’ uno spreco di risorse senza se esenza ma.

      2. Si prendessero Menniti e Rossi dal petrarca, a Padova troveremmo sicuro dei sostituti (faccina che sorride).
        (Che scherzi a parte, questi son due nomi che da mo andavano portati su. Ma certo che le società di Eccellenza non si faranno “saccheggiare” cosi a caso)

  5. …..ma vuoi vedere che le Zebre diventano una vera franchigia di sviluppo?
    Anch’io mi associo ai ringraziamenti a chi ha avuto il coraggio e la professionalità di giocare in un club che ha avuto mille vicissitudini.

  6. un po’ troppi rilasci tutti insieme, tre o quattro ragazzi potevano fare da ruota di scorta per un altro anno, usando questo per irrobustire e rimpolpare gli effettivi, le zebre parevano aver bisogno di altri 4/5 giocatori, almeno, togli 6 di questi e devi acquisirne almeno una decina, se ne mandi via 10 non meno di 13/14, una squadra nuova, in pratica, che si deve adattare al gioco etc etc; mossa che non mi esalta

Rispondi