Belgio-Spagna: pugno duro contro gli iberici

Cinque giocatori spagnoli squalificati per l’aggressione all’arbitro.

Cinque spagnoli squalificati per la caccia a Vlad Iordachescu, l’arbitro romeno della partita tra Belgio e Spagna. E, curiosità, i più puniti sono stati i due mediani di mischia del match. Guillaume Rouet (titolare) e Sébastien Rouet (entrato dalla panchina) sono stati rispettivamente squalificati per 36 e 43 settimane per offese e maltrattamenti nei confronti dell’arbitro. 14 settimane di stop, invece, per Pierre Barthere, Lucas Guillaume e Mathieu Belie per parole e azioni intimidatorie nei confronti dell’arbitro.

Questa la decisione di Rugby Europe, che però non ha ancora preso una posizione chiara né sulla posizione della Federazione spagnola, ma soprattutto non ha ancora preso posizione sul match che ha deciso la qualificazione della Romania alla prossima Coppa del Mondo. Su quello si dovrà ancora aspettare, anche se si fa sempre più forte la voglia di rifare il match.

12 commenti su “Belgio-Spagna: pugno duro contro gli iberici

    1. Forse è andata di lusso, ma è anche vero che non si era mai una direzione arbitrale cosa così sporca nel rugby. Se quella rabbia viene legittimata dalla decisione di ripetere il match, Morariu si deve dimettere. Non è possibile tollerare nè quelle reazioni nè questa gestione di un organismo internazionale.

      1. Non c’è giustificazione al comportamento degli spagnoli,tanti arbitraggi sono stati dubbi ma comportamenti come quello non si sono mai visti. Punizione giusta

  1. bene così, poi magari eviterei di buttarla là sui due mediani, che mi pare che la faccenda sia già in piena zona complottismo (io, lo ripeto, ho visto un cattivo arbitraggio, ma ho visto di peggio anche a livelli superiori, una squadra che al 30° ha perso la testa e niente più, ma evidentemente non ci capisco una cippa), credo che rugby europe stia aspettando la decisione su eventuali squalifiche per l’uso di giocatori non eleggibili, così da evitarsi la decisione che, qualsiasi sia, la metterebbe nel guano fino al collo, se non la fa (per me giustamente, anche perché anche rugby world si sta facendo irretire dal casino, principalmente, e vuole fare la nobile con le palanche degli altri volendola far ripetere così dimostra che non si ha paura di sbagliare e che si vuole stare al di sopra di ogni sospetto, così la figura del malandrino la fa il pres di rugby europe), passa per chi ha imbrogliato, se la rifà, passa ancor di più per chi ha barato, e che lo ammette pure!
    certo che a tutta la classe arbitrale bisogna fargli un’ecografia, troppi cassonetti dell’umido al posto del cuore!!! 😀 😀 😀

  2. Ridicole più che modeste: l’aggressione all’ arbitro, per di più in gruppo, non è tollerabile anche se non lo mandi all’ospedale. Se poi dovessero rifare la partita sarebbe davvero troppo. Semmai dovessero decidere che l’arbitro era venduto c’è la responsabilità oggettiva e partita persa ai romeni. Per me altrettanto per la Spagna e in ogni caso, visto che a correre dietro all’arbitro c’era mezza squadra, tecnici e dirigenti. Ma a occhio è già andata in cavalleria.

    1. per me, chi ci sta guadagnando, è stata la spagna, con cui sono stati delicati, a parte che mancano delle decisioni, per non sembrare ancora più bastardi, e che rischia di vedersi far rifare una partita che ha buttato alle ortiche, per la paura di passare per ladri di tutto il sistema.
      non si fosse diffuso il tutto sul web, avrebbero partita persa e tutta la squadra a casa per un paio d’anni

  3. Si’ ma se la World Rugby ha detto che il match in questione è da rigiocare, forse Rugby Europe dovrebbe pronunciarsi anche su questo (e forse non erano tanto campati in area i dubbi che avevamo su determinate azioni!).
    Ah già che Rugby Europe è quella comandata dal romeno…

    La verità fuori da questa vicenda è che il movimento rugbistico dovrebbe cominciare un riflessione seria e serena sugli arbitri, e su come questi nonostante tante favole condizionino certi matches continuando a “stoppare” il momentum con chiamate continue

    1. la riflessione fu già fatta tempo addietro e si decise che il rugby era uno sport professionistico diretto da professionisti e che, comunque, la lealtà insita nello sport, impediva di mettere in dubbio l’onestà dei direttori di gara.
      se volete un modo scientifico per non rischiare di avere un arbitro di parte, nel mondo di adesso, create un drone legislativo

      1. tra l’altro ricordo l’arbitro, in rugby juniores quando ti mandavano solo l’arbitro e servivano i guardialinee, uno per squadra, che ti chiedeva di essere consono allo spirito sportivo, e di considerarti terzo per quei tot minuti in cui avevi la responsabilità di aiutarlo

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