Omofobia: Folau se la cava con una strigliata

L’Aru e i Waratahs non puniranno il giocatore per i suoi commenti sui social.

Niente multe né punizioni, ma una strigliata. Se la cava Israel Folau dopo un tweet che aveva scatenato forti polemiche. “L’INFERNO … A meno che non si pentano dei loro peccati e si rivolgano a Dio” aveva scritto Israel Folau sul suo profilo Twitter, rispondendo alla domanda di un suo follower che gli chiedeva quale fosse il disegno di Dio per i gay. Parole che non erano piaciute a molti, tra cui Nigel Owens, arbitro dichiaratamente gay, che aveva criticato il giocatore australiano.

I dirigenti federali, però, hanno parlato con Folau e dopo avergli ribadito di rispettare e stimare Israel Folau per la sua fede gli hanno ricordato che ci sono chiare politiche attorno all’utilizzo dei social media da parte dei giocatori che ruotano attorno ai Wallabies. Insomma, vanno bene le idee di Folau, ma metterle nero su bianco davanti al pubblico non va bene. Tradotto: Israel Folau deve rispettare tutti, anche quando scrive sui social, e frasi come quella pubblicata sono palesemente contrarie alla politica federale sull’utilizzo dei social.

“La nostra politica è chiaramente inclusiva e se da un lato rispettiamo Israel e la sua voglia di lottare per le sue idee, dall’altra gli abbiamo ricordato le nostre posizioni sull’omosessualità e il fatto che i social vadano usati in maniera rispettosa – ha dichiarato l’Australia Rugby CEO Raelene Castle –. Israel se ne è andato promettendo di pensare a quello che ci siamo detti. Non vogliamo che rinneghi le sue idee, ma che sia rispettoso degli altri”.

Foto – Instagram/izzyfolau

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