Champions Cup: l’attesa celtica è finita

Con tre semifinaliste la Guinness Pro 14 può finalmente rivedere una sua squadra in finale dal 2012.

L’ultima volta fu il derby irlandese vinto dal Leinster contro l’Ulster il 19 maggio 2012. Da allora, però, i club di Guinness Pro 14 avevano sempre fallito l’appuntamento con la finale europea, con Leinster e Munster sconfitte entrambe in finale un anno fa. Oggi, però, le squadre celtiche possono festeggiare la certezza di avere almeno una finalista a Bilbao a maggio, con la sfida tra Leinster e Scarlets che regalerà un pass per la finale sicuro a un club di Pro 14.

E con il Munster che va a casa del Racing 92, la finale spagnola potrebbe regalare non solo un derby celtico (in caso di successo degli Scarlets sul Leinster), ma addirittura una finale tutta irlandese, con l’ormai tradizionale e sentitissimo derby tra Munster e Leinster che potrebbe riproporsi anche a Bilbao per la Champions Cup. E con il trionfo dell’Irlanda nell’ultimo NatWest 6 Nazioni una finale all-irish sarebbe la ciliegina sulla torta del 2018 irlandese.

CHAMPIONS CUP – SEMIFINALI

Racing 92 – Munster
Leinster – Scarlets

Foto – Instagram/munster_rugby

9 commenti su “Champions Cup: l’attesa celtica è finita

  1. Giocassero a Thomond Park avrei molti meno dubbi su un Munster in finale. Se il Racing ingrana come contro Clermont, per gli irlandesi serve una prova monstre (anche alla luce dell’ultimo incontro tra i due club, in terra francese), sia in difesa che in attacco, dove forse partono un gradino sotto ai francesi.
    Scarlets che hanno tutti i numeri per fare lo sgambetto a dei più quotati (imo) blu di Dublino, specie se ripropongono la prova difensiva di venerdì.
    In più, entrambe le irlandesi arrivano con una bella lista di infortunati (che pesano forse più a Limerick, ma tant’è, speriamo che qualcuno sia recuperato in tempo), ma sono partite secche, e sia Munster che Leinster sanno come si vincono. Attendo trepidante le due sfide.

  2. Come detto l’altro giorno gli Scarlets li temo molto. Stanno iniziando come l’anno scorso a salire di giri ed intensita’ nel momento clou della stagione, dopo una piccola flessione in mezzo (quest’anno meno marcata dell’anno scorso). C’e’ da ricordare che l’anno scorso vincero 10 delle ultime 11 partite di stagione regolare prima delle semifinali di Pro 14 a cui arrivarono come la squadra con la maggior forma ateltica e conto’ non poco ai PO.
    Al quarto han mostrato una freschezza fisico-atletica incredibile che li ha protati a fare quella prestazione difensiva che per me e’ la vera differenza tra gli Scarlets di qualche anno fa belli ma non vincenti e quelli di ora belli e vincenti.
    Lo scorso anno in semifinale noi ci capimmo un fico secco di come uscira dalle sabbie mobili in cui la loro difesa ci spedi’, per primo Sexton non trovo’ una contromossa che fossa una in campo. Il problema principale furono pero’ i bd dove i gallesi ci dominarono giocando una partita scaltra come sempre. Vediamo se riusciremo a recuperare uno tra SOB e Conan e magari un Larmour.

    Munster che dovra’ fare di necessita’ virtu’ visto che a parte Zebo nessuno dei pezzi da 90 inofrtunati e’ recuperabile, e che in mezzo si fa il vaiggetto in Sud Africa dove dovra’ evitare di perdere altri uomini chiave. Col racing nella pool son state due partite combattutissime con la seconda a Parigi persa di un soffio. PEr il Munster ci sara’ da ripetere una prestazione di abnegazione difensiva come quella di Sabato, e poi giocare sulle proprie qualita”. Difficilissimo soprattutto lontano da Thomond Park.

  3. Se c’è una squadra che mai avrei voluto incontrare in una gara dentro o fuori, per giunta proprio in Irlanda, è senza dubbio Leinster…oltre allo stato di forma incredibile, vorranno vendicarsi della semifinale dello scorso anno…
    Quest anno ho paura che la musica sarà molto diversa, sia per le assenze per infortuni, recuperare Ball e Wyn Jones sarebbe grandioso, ma non saprei in che condizioni fisiche si troverebbero in quel momento; sia perchè ho paura che i troppi impegni dei giocatori nel corso dell anno prima o poi si faranno sentire…quest anno parecchia gente ha tanti minuti nelle gambe, penso a Parkes o Beirne, inoltre le prossime partite di campionato non dovranno essere prese assolutamente sottogamba se non si vuole andare in Sud Africa a giocare un play off…
    Premesso questo, i risultati dei quarti di Champions Cup non mi sorprendono affatto, hanno vinto le squadre più in forma nel corso della stagione, forse proprio gli Scarlets erano quelli che potevano rischiare di perdere nel corso della partita, ma per il resto delle gare i pronostici sono stati rispettati…
    Una cosa mi spiace più di tutti, l involuzione di Liam Williams in questa stagione, oltre a non essere in condizioni fisiche decenti, sembra non ci sia neanche tanto con la testa, poteva prendersi un bel giallo e non c era nulla di che lamentarsi..

  4. Sulla questione degli anni di attesa del Pro 14, tutte le squadre in tutti gli sport vivono di cicli.
    Nel 2012 il grande ciclo del Leinster era alla fine, compolice l’eta’ avanzata o avanzante di molti di quei giocatori: oltre agli ovvi BOD e D’Arcy c’era Thornn, c’era Cullen, Mike Ross aveva 33 anni, Reddan 32, Shane Jennings 31…alcuni erano per carita’ giovani ed ora sono gli esperti: KEarney, Healy, Cronin, Toner ma quel Leinster costruito da Cheika prima e sviluppato ulteriormente da Schmdit era alla fine del suo ciclo vincente, come precedentemente lo era stato il Munster.
    Il ricambio generazionale e’ poi iniziato, ha avuto necessita’ di qualche anno come normale ed ora si iniziano a raccogliere i frutti.
    Dopo il ciclo Munster e poi quello LEinster, c’e’ stato il grande ciclo Toulon, il Toullon dei Wilkinson, Giteau, Botha, HAyamnn, Sheridan ecc.
    Poi e’ venuto il ciclo Saracens, che vista l’eta’ io non darei comunque per finito perche’ qui si arriva al prossimo punto: l’impatto del tour Lions.
    Non c’e’ dubbio che il tour dei Lions abbia impatttato sulla stagione europea, e su questo si vede l’enorme differenza tra chi pur avendo fatto il tour e’ tutelato da un player welfare plan vero e proprio e chi non ce l’ha. Non e’ un caso che chi tra contratti duali o centrali puo’ gestire la rosa in maniera da puntare a determinati appuntamenti abbia fatto meglio, e se questo in una stagione normale gia’ e’ un fattore in una stagione post Lions lo diventa ancor di piu’. Tutti hanno avuto problemi, Jack McGrath da noi ha avuto problemi di forma ed oggi e’ scavalcato da Healy quando un anno fa era il titolare, Sean O’Brien non riesce a ritrovare una condizione fisica da quel di’ come non ci riesce Billone Vunipola ecc ecc. Ma chi puo’ gestire la rosa in maniera da recuperare al meglio i postumi del tour alla fine sta andando avanti.
    Cosa vuol dire poi gestire e player welfare program se non allenare e gestire un gruppo di giocatori per una competizione usurandolo di meno che altrove. Se prendiamo il Leinster questo e’ il loro XV iniziale ruolo per ruolo in base ai minutaggi di PRo 14:
    Larmour
    Lowe
    O’Loughlin
    Reid
    A Byrne
    R Byrne
    Gibson-Park
    E Byrne
    Cronin
    Bent
    Molony
    Fardy
    Josh Murphy
    Jordi Murphy
    Conan

    Giocatori in campo nel quarto di Champions? 4 Lowe, Cronin, Fardy, Jordy Murphy

    Giocatori con almeno un minuto di gioco al 6N? 4 LArmour, Cronin, Jordi Murphy, Conan. Da notare nessuno un titolare e solo Cronin schierato in panchina in tutte le partite del torneo.
    McGrath ed Healy per esempio insieme (sottolineo insieme) in Pro 14 hanno giocato la miseria di 16 minuti in piu’ che Ed Byrne da solo.

    Interessante come questa gestione pero’ permetta lo sviluppo e rescita dei giocatori velocemente. LEavy quest’anno ha avuto una gestione piu’ oculata, ma alla fine dei conti 2 mesi fa ad inizio 6N a livello NAzionale era la terza scelta dietro SOB e VdF…oggi come sarebbero le gerarchie? Probabilmente i 3 sarebbero sullo stesso piano con quindi solo lo stato di forma del momento o la necessita’ di avere un giocatore con una determinata caratteristica in campo. Deegan che manca di un soffio la 8 per piu’ minuti giocati in Pro 14 sta facendo passi da gigante in termini di crescita.

    Senza dubbio alla base di una squadra vincente c’e’ qualita’ e profondita’ ma ciclicita’ e gestione dei giocatori son quello che alla fine fanno la differenza…certo nel non avere avere troppi infortuni importanti nei momenti clou della stagione conta ogni tanto anche un po di culo, che ci sono infortuni ed infortuni…infortuni da usura o infortuni del cacchio come quello di Henshaw.

    1. La differenza infatti tra una gallese di vertice e il Leinster è proprio questa, la capacità di inserire i giovani in un contesto già rodato e vincente, il Larmour di turno si troverà di fianco Lowe che sicuramente da un punto di vista psicologico è un gran bel sostegno nell affrontare un match difficile…
      Quando gli Scarlets buttano nella mischia Nicholas, Baldwin e Conbeer sono contento, ma allo stesso tempo però so che se arriva la sconfitta ci sarà poco di che rammaricarsi…da questo punto di vista l inserimento di un campionato per franchigie U23 vorrebbe proprio diminuire il gap che esiste con paesi come l Irlanda, in modo da preparare i giovani più velocemente all impatto con la competizione…

      1. Ma si tratta pero’ di programmare. Non e’ che il giovane degli Scarlets non venga o possa venir schierato con affianco un McNicholl o altro.
        Poi i gallesi hanno la AngloWelsh cup come noi abbiamo la B&I cup….onestamente io non so quanto un campionato U23 aiuti molto di piu’ anzi proprio sulla base di quello che dici nella U23 non puoi schierare il ragazzino affianco al JAmes Lowe o al McFadden di turno.

        1. però puoi dargli molto più tempo di gioco ad un livello che si spera possa essere superiore alla welsh premiership…tra le due coppe da te citate trovo più interessante la B&I Cup, dove i livelli bene o male si equivalgono…quest anno in AW cup ho visto uno Scarlets-Exeter che sembrava ragazzini contro adulti, gli inglesi non prendono questa competizione sottogamba, o quantomeno hanno delle rose così profonde da poter affrontare tutte le competizioni senza fare turn over massicci

  5. Nelle valutazioni sulla partita con Tolone è passata un po’ in cavalleria la qualità del game plan, sia difensivo che offensivo. Hanno giocato una difesa incredibilmente intelligente con una esecuzione così accurata che ha consentito ai singoli prestazioni da BCS (penso ai due centri, a Jack, ma in generale a tutti) e soprattutto bacato gli avversari tarpando gli offload e tagliando le linee di passaggio. Un buon modo per sopperire ad una indubitabile inferiorità prima di cominciare. Poi la gran partita in fasi statiche, in particolare Killer che per una volta ha fatto il bravo con Nigel (e Nigel non esagerato con lui): per chi è munsteraddetto, un segnale di concentrazione assoluta e di spogliatoio autocondizionato come hai tempi belli. PO’M ha spadroneggiato in rimessa, ma Klein che ha giocato con dita rotte e a rischio muscolare elevatissimo è stato di una intelligenza da università del rugby. Ho sempre avuto dubbi sulla scelta di JVG per il dopo Rassie, ma stavolta ha fatto davvero Bingo. Con lui, il defence che zitto zitto sta facendo il suo al posto di un fenomeno come Nienaber. A 34 anni sta confermando a nord quel che aveva fatto in super, e c’è sempre (almeno da parte mia) un po’ di supponenza per le difese non NZ a quelle latitudini. Ultima nota, che però per me è grandiosa, è la conferma dello jus soli munsteriano: ragazzi come CJ, Klein, Conway, Keats, Arnolds, a professionismo trionfato e a pensiero unico, dimostrano che per essere un uomo di Munster se hai le qualità umane che servono dove tu sia nato e cresciuto conta niente. Con tutta la felicità per la vittoria, Zebo però non era in condizione di giocare. Lo stesso Woo e Klein, almeno. E questo non va proprio bene, incrociando le dita che Zebo non abbia conseguenze gravi e con un sospirone di sollievo per gli altri ma la salute e l’integrità dei giocatori non sono commerciabili. Abbiamo già sforato il welfare interno, messo in campo Bleye con un rischio per lui gravissimo per poi scoprire quel che si sapeva, rotto due volte in fila TO’D: le deroghe alle regole di cautela sono solo ipocrisia, vuol dire che le regole sono saltate e non ci sono più.

    1. Se ne era discusso in privato, si gran partita tattica di VG che ha indovinato le mosse fondamentali per cercare di limitare i danni in difesa. Tattica di placcaggio giusta, lasciandogli prendere anche quel metro in piu’ in avanzamento ma evitando il piu’ possibile gli offloads. In particolare sui centri han fatto questo lavoro egregiamente.
      Giusto per spiegarci: offload del Toulon a Thomond park 12, la settimana prima col Clermont 20. BAstareaud tenuto a 0, col Clermon 6. Nonu tenuto a 2. Non a caso la meta Toulon arriva da un offload di TD riuscito perfettamente e che lancia Basta nelle praterie con la sua ottima linea di corsa.
      Scannell ed Arnold 20 placcaggi in 2 solo 1 mancato. Arnold che come ti dicevo un anno fa all’acquisto e’ veramente forte, e mi sa che a Belfast con Olding che probabilmente verra’ rescisso manchera’ non poco (nache se hanno Angus Curtis in rampa di lancio niente male).
      Il dominio sui lineouts e’ stato impressionante, un POM incredibile per lettura e contest sui loro lanci.
      Ripetere una prestazione difensiva cosi’ non sara’ facile pero’ han dimostrato tantissimo sabato.

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