Rugby in lutto: addio a Giorgio Sbrocco

Se ne è andato questa sera, dopo una breve malattia, il collega Giorgio Sbrocco.

Se ne è andato oggi, portato via da una malattia tremenda che in pochissimo tempo non gli ha dato scampo. E’ morto oggi Giorgio Sbrocco, collega de Il Giorno e storica firma della palla ovale italiana. Ex rugbista, campione d’Italia con la maglia del Petrarca Padova, Giorgio era uno di quei signori del rugby, mai sopra le righe e sempre pronto a una parola di incoraggiamento verso i colleghi più giovani, come il sottoscritto.

Con Giorgio ci sentivamo spesso, anche se ultimamente non mi chiamava più e, pochi giorni fa, ho saputo il perché. Giorgio amava confrontarsi, capire il punto di vista di chi leggeva il rugby da un’altra prospettiva, senza il suo passato, ma Giorgio ritrovava nelle nostre chiacchierate la comune passione per questo sport, con le sue gioie e, ahimè, i suoi problemi, lui con una vena più tradizionale e nostalgica, io, come diceva lui, con una sensibilità “2.0”.

Nativo di Treviso, ma ormai da una vita a Padova, Giorgio non era solo giornalista, ma anche scrittore, docente universitario, ex giocatore e allenatore di rugby. Anzi, del rugby Giorgio Sbrocco era un vero e proprio teorico, al punto da insegnare all’università “Teoria, tecnica e didattica del gioco del rugby”. Di Giorgio ricordo i giudizi tranchant sui guai del rugby italiano, la sua vena polemica, che però veniva addolcita dal suo grande amore per la palla ovale e per un mondo che sentiva suo, in ogni suo aspetto. Ciao Giorgio, ci mancherai.

6 commenti su “Rugby in lutto: addio a Giorgio Sbrocco

  1. Mi spiace tantissimo. Eravamo rimasti che dovevamo vederci , poi non l’avevo più sentito. Ora capisco…..Ciao Giorgio, riposa in pace.

  2. Ho avuto la fortuna di averlo come docente al cordo di II livello di una ventina d”anni fa. Ho amato la sua schiettezza, la serietà e il suo spirito libero, fuori dal coro auto referenziale dell’establishment federale. Alcune sue intuizioni sul modo di vivere il Rugby sono diventate mie e penso sia merito di uomini come lui se in questo paese vive un’idea miderna del Rugby.

    1. Ciao Giorgio, vai a raggiungere renato pioppa nascimben, a riformare una formidabile seconda linea del montebelluna rugby anni ottanta, doppia pool A, con quattro amici al bar.. Aspettaci, prima o dopo, arriveremo tutti. Resta in pace.

  3. Studiavamo insieme nel mio appartamentino all’ Arcella o nella sua stanzetta all’Antonianum per preparare gli ultimi esami ( Anatomia, Fisiologia ) dell’ISEF nel 1978. Persona di grande intelligenza e simpatia, insegnante appassionato e competente, amico sincero e leale. Ci ritroveremo lassù.

  4. …abbiamo perso uno dei tre/quattro “docenti” VERI di rugby. Era una SECONDA LINEA a 360° gradi, fuori e dentro il campo da gioco. Non ti veniva spontaneo dargli confidenza perché era il suo sguardo serio e riservato, più che la stazza, che dettava “l’ingaggio” nel rapporto ma questo “distacco” era una maschera perché era generosamente disponibile, SEMPRE, a darti un consiglio o insegnarti sul mondo del rugby. Lo faceva naturalmente, anche se eri uno sconosciuto, perché Giorgio ed il rugby erano un sistema osmotico.

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