RWC 2019: Romania, altro scandalo alle porte?

I romeni, qualificati a Giappone 2019, potrebbero venir squalificati e perdere tutto.

Non è bastato lo scandalo attorno al match Belgio-Spagna, dove l’arbitro romeno ha commesso errori talmente grossolani da mettere in serio dubbio la sua obiettività. Errori che hanno portato il Belgio a vincere e, con il ko spagnolo, a dare alla Romania il pass per la prossima Rugby World Cup. Ma ora c’è un’altra notizia che potrebbe costare ai romeni il pass mondiale.

Per crescere e migliorare, come capitato per molte nazionali, anche la Romania negli ultimi anni ha pescato senza problemi in giro per il mondo, equiparando diversi giocatori. Tra loro c’è il tongano Sione Faka’osilea. Arrivato in Romania nel 2014, nel 2017 secondo le regole di World Rugby è diventato eleggibile per la nazionale romena. Così nel marzo di quell’anno ha esordito nella sfida contro la Russia e da allora ha vestito 13 volte la maglia romena, compresi tutti i match dell’European Championship che valevano come qualificazione mondiale.

E, dunque, dov’è il problema? Il problema è che – secondo quanto riporta un sito d’informazione russa – Sione Faka’osilea in passato ha indossato la maglia delle Tonga, il suo Paese d’origine. Sia come Tonga “A”, che però non gli impedirebbe di vestire la maglia della Romania, sia quella delle Tonga 7s (come si può leggere qui). E qui casca l’asino. Perché secondo i regolamenti di World Rugby i caps con le nazionali sevens sono equivalenti a quelle della prima squadra a XV e, dunque, non si può passare da una nazionale all’altra se si è già giocato a rugby 7s a livello internazionale.

Insomma, secondo i regolamenti di World Rugby, per la precisione la regola 8.2, Sione Faka’osilea non può giocare con la Romania. E proprio pochi giorni fa World Rugby ha squalificato Tahiti dalla corsa mondiale proprio per aver schierato un giocatore non eleggibile nel match di qualificazione contro le Isole Cook. Ora, dunque, ci sarebbe un secondo caso identico. Come si comporterà World Rugby? Squalificherà la Romania, qualificando di fatto la Spagna ai Mondiali e promuovendo la Russia (terza) agli spareggi, retrocedendo la Romania all’ultimo posto della classifica? Bella domanda. Quel che è certo è che il posto europeo a Giappone 2019 si sta sempre più trasformando in un thriller, tra arbitri a dir poco inadatti e giocatori forse non schierabili. Insomma, tutto è ancora aperto.

11 commenti su “RWC 2019: Romania, altro scandalo alle porte?

  1. Bella fortuna per World Rugby: adesso hanno un buon motivo per rimettere ordine in questa faccenda senza andare ad intaccare l’aura mitologica del panel arbitrale. Certo, Wilkinson mitologico…vabbè…

  2. se è vero cosa dovrebbe fare la WR? ovvio, squalificarli.
    certo che sotto il 6N , tutto gestito peggio di un torneo di briscola in osteria! a proposito, notizie di qualche sanzione nei confronti di giocatori e fed spagnola dopo “l’aggressione” all’arbitro, o quello non vale?

    1. verissimo, per quanto grave fosse la provocazione avuta dall’atteggiamento dell’arbitro -da dimostrare- la caccia all’uomo proprio è stata inaccettabile. Stai a vedere che nel gioco delle tre carte ne approfitta la Russia.

  3. Se WR adottasse misure diverse per una stessa infrazione, probabilmente ci sarebbe spazio per adire la magistratura ordinaria.

  4. Se è vero non si può mica ignorare,come non si può però ignorare il comportamento degli spagnoli nel finale della partita col Belgio

    1. cvd
      “Spiace anche per la Romania che proprio non si merita il mondiale. Un’accozzaglia di naturalizzati che non rende onore al passato, quando ce le suonavano spesso e volentieri.”

  5. Se il torneo di Sevens cappava han agite contro regolamento e vanno puniti…ma per me per come gli spagnoli si son comportati meriterebbero la squalifica da questo mondiale e dalle qualificazioni di quello dopo, e sarebbe anche dare un bel segnale alla squallida e crescente polemica con glia rbitri di giocaotri ed allenatori.
    Non succedera’ pero’ perche’ una squalifica cosi’ affosserebbe il movimento spagnolo ed il suo mercato che viste anche le scelte delle finale di coppa interessa esploarare.

  6. Son d’accordo con Stefo che qui si parla e riparla di Romania (che sia staff, giocatori o arbitro), ma ancora nessuna novità sugli spagnoli che si son messi a inseguire/insultare/minacciare l’arbitro, che altro che saltare il mondiale…

  7. Le regole sono regole, chi le infrange deve essere sanzionato come da regolamento.
    Questo vale per la Romania e per la Spagna, che potrà essere un bacino d’utenza “importante” ma che deve sapere che certe cose non possono essere ammesse e/o avvallate con sanzioni severe non comminate (credo che alla fine squalificheranno la Romania e i giocatori e dirigenti spagnoli che hanno dato vita a quella indegna caccia all’uomo, forse sospenderanno l’arbitro a meno che non venga accertata la sua mala fede, in questo caso …..radiare lui e chi ha orchestrato questa spregevole e vergognosa vicenda).
    Gli arbitri vanno tutelati per svariate ragioni.
    Anzi amplierei il discorso ai sempre più fastidiosi atteggiamenti di protesta effettuati in campo. Io personalmente credo che si debba immediatamente fermare questa deriva, altrimenti incominciamo ad assomigliare al calcio, dove i giocatori si permettono di dire qualsiasi cosa all’arbitro restando impuniti (alcuni anche immuni).
    Cerchiamo di non assorbire cattive abitudini da altri “sport”, che il Rugby continui ad avere la sua identità e i suoi valori di lealtà, rispetto e onestà (motivi principali per cui tante persone lo amano e lo seguono, me compreso).
    La WR ha la possibilità di dare un segnale forte e chiaro: certi atteggiamenti non sono minimamente ammessi.
    Questo non significa che non ci debba essere un confronto sul tema anche con critiche feroci nei confronti dell’arbitro, ma questo non deve accadere in campo, e soprattutto nessuno può pensare di potersi fare giustizia da solo.
    Ricordo che spesso nel 6N ci hanno fischiato falli che a parti inverse non venivano neanche guardati, nessuno dei giocatori si è permesso di uscire da certi confini nel protestare, perché sapevano che il rischio che avrebbero corso era enorme sia per la squadra con sanzioni ulteriori che peggioravano la situazione, sia personalmente per eventuali squalifiche ad persona ex post (e poi vallo a spiegare ai club che ti pagano l’ingaggio che per indisciplina sei squalificato varie settimane in periodi decisivi della stagione)…. e poi perché gli avevano insegnato che le decisioni arbitrali vanno sempre rispettate senza se e senza ma.

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