Ranking: la situazione dopo il 6 Nazioni

Una sola novità nella top 10 mondiale alla fine del mese e mezzo del NatWest 6 Nazioni.

Sale al quinto posto la Scozia dopo il successo di Roma contro l’Italia, che costa 0,03 punti di ranking agli azzurri. E’ questa l’unica grande novità nel ranking mondiale, dove dietro gli All Blacks guadagnano tanti punti gli irlandesi che staccano l’Inghilterra, ora tallonata ai piedi del podio dall’Australia.

Ranking mondiale

1 New Zealand – 93.99
2 Ireland – 89.11
3 England – 86.23
4 Australia – 85.49
6 Scotland – 83.83
5 South Africa – 83.81
7 Wales – 83.41
8 France – 79.10
9 Argentina – 78.22
10 Fiji – 77.93
11 Japan – 75.66
12 Georgia – 73.93
13 Tonga – 71.87
14 Italy – 71.10
15 USA – 69.23

Foto – Instagram/sixnationsrugby

3 commenti su “Ranking: la situazione dopo il 6 Nazioni

  1. Non un commento sul ranking ma sul 6N delle altre visto che dell’Italia si e’ parlato ieri

    Irlanda: a parte i se che ci si diverte a mettere un torneo strepitoso coronato con una prestazione a Twickenham dominante. Impressionante la solidita’ mentale della suqdra, che non va mai in panico, quelle 40 e passa fasi concluse col drop di Sexton son li’ a dimostrare di cosa parlo e non sono per nulla casuali. Schmidt, che per quanto la gente si sprema di minimizzare il ruolo di un CT e’ determinante in questa Irlanda, ha dato alla squadra questa solidita’ mentale col suo lavoro, un lavoro maniacale sui dettagli che consente alla squadra quando in campo di essere in grado di sapere cosa cercare di fare con la tranqullita’ che se eseguiranno le cose come sanno vinceranno. Il piano di gioco e la struttura della squadra e’ assimilata cosi’ bene che cambiando gli addendi non cambia il risultato: fuori O’Brien con VdF prima e Leavy poi la squadra non ha avuto cali, stesso al centro Henshaw, Farrell, Ringrose, prima linea con Porter che subentra a Furlong per due partite di fatto. Si non si vince senza i grandi giocatori, ma i grandi giocatori non vincono senza un bravo allenatore che da loro un sistema di gioco adeguato…e questo e’ un fatto, solo chi non ha praticato sport di squadra puo’ epnsare che la figura del tecnico (e del suo staff) sia marginale.
    L’altra cosa impresisonante, la precisione nell’esecuzione, speicalmente in difesa sui BD dove oggi come oggi la capacita’ di interpretare le situazioni di gioco, sapre quando e come gestire BD e ruck e’ seconda solo a quella degli Abs.
    Godibilissimo che sia una vittoria che parte dai giovani, dai Ryan, Stockdale, Porter, Ringrose, Leavy…questa squadra ha un futuro se sapra’ continuamente imparare e migliorarsi come fatto in questi anni.

    Galles: sottovalutati ad inizio torneo hanno risposto bene. Chiudono secondi un torneo in cui secondo me hanno gettato basi importanti per il futuro sul piano del gioco. Si nelle ultime due partite sono forse tornati un po’ indietro ma nella prima parte del torneo hanno secondo me mostrato che stanno puntando ad altro gioco. Certo i cambiamenti non avvengono dalla sera alla mattina ma secondo me questo 6N ha continuato ad essere sull’onda del Novembre 2017 con delle basi per il futuro interessanti. Il Galles e’ forte ed e’ ben allenato e non si scopre oggi, ha pagato qualche infortunio di troppo ma il eprcorso con Gatland e’ sicuramente valido ed i risultati alla fine sono con lui (per quelli che si divertono coi “se”…se quella meta conl’Inghilterra fosse stata data…)

    Scozia: nonostante i tanti infortuni che l’hanno colpita nella prima parte del torneo hanno comunque fatto un buon torneo nella prima parte, purtroppo per loro pero’ son sembrati venir mancare quando contava. A Dublino alla fine dei conti si puo’ discutere di quei passaggi finali non riusciti ma non penso si possa dire che l’Iranda non li abbia battuti meritatamente, ed a Roma hanno fatto una partita mediocre (con grandissimi meriti azzurri per carita’). Pero’ come dscritto l’altro giorno forse la partita di Roma e come abbiano ssaputo non perder la testa, puntare alle cose essenziali in cui in capo vedevano di essere superiori ed alla fine portarla a casa e’ un segnale importantissimo per gli scozzesi. Sono cnvinto che 3-4 anni fa quella partita non l’avrebbero radrizzata.

    Francia: se Sexton non avesse messo dentro quel drop e se la francia avesse battuto Scozia e galles avrebbero vinto il 6N con il Grand Slam…insomma una grande stagione nel beliissimo ed imprevedibilissimo torneo “IF Six Nations”.
    Purtroppo per la Francia e per chi fai campionati coi “se” non e’ andata cosi’. Hanno vinto 2 partite che alla fine della fiera e’ meno di un anno fa quando batterono Italia, Scozia e Galles, ed e’ lo stesso risultato del 2016 quando vinsero in casa con Italia ed Irlanda. Sto gran miglioramento quindi rispetto ai Six Nations di Noves quindi non e’ che sia cosi’ marcato. Anche guardando ai punti fatti e subiti:
    2018: PF 108 PS 94
    2017: PF 107 PS 90
    2016: PF 82 PS 109

    Solo rispetto al 2016 c’e’ un miglioramento che pero’ c’era gia’ stato l’anno scorso (che di fatto come differenza punti e risultati e’ stato superiore a quest’anno).
    Sul piano del gioco si e’ vista una Francia migliore? Direi in difesa si ma i dati in realta’ dicono che sono allo stesso livello, ed in attacco io non ho visto nulla di trascendentale che mi faccia dire la Francia e’ sulla via del ritorno. Ho visto la solita squadra con dei pregi chiarissimi: una mischia ordinata potentissima ed in generale una squadra fisicmaente potente, con un Basta che ha fatto il Picamoles di anni fa ma oltre a questo non ho visto sto granche’ in piu’. E’ il rpimo torneo dello staff tencico vero, ma se si tolgono i “si stava meglio quando si stava peggio” non capisco chi parli di una Francia ritrovata sulla base del “se Sexton non l’avesse messa dentro”…un anno fa se Te’o non avesse segnato al 70mo una meta la Francia avrebbe espugnato Twickenham…se, se ,se.

    Inghilterra: peggior torneo dell’era EJ, e se non sbaglio da quando il torneo e’ a 6. Partiti benino hnno incmonicato ad arrancare dalla terza giornata e non ne sono piu’ suciti. La mischia ordinata ha faticato parecchio ma nulla in confronto ai problemi mostrati sui BD contro Scozia, Francia ed Irlanda dove sono stati letteralmente dominati per tre partite di fila senza riuscire a trovare il bandolo della matassa. Si palra di stanchezza post Lions…ed un fondo di verita’ senza dubbio c’e’. Pur avendo accordi per i giocatori di interesse nazionale non esiste un vero player welfare program come in Irlanda e perzialmente in Galles, si c’e’ a possibilita’ di vedere i giocaotri non spremuti ma non c’e’ la stessa salvaguardia che c’e’ altrove. L’assenza di Vunipola ha pesato, ma e’ pesato di piu’ un Ford non in forma eccelsa e l’incapacita’ di trovare un gioco alternativo efficace a quello col doppio play Ford-Farrell. Alla fine dei conti parliamo del movimento con la base piu’ ampia, mi domando non si poteva cambaire in corsa dopo la sconfitta con la scozia Ford mantenendo l’asse doppio play? LE aperture il movimento le ha da piu’ esperte a giovanissime. Tanto lavoro per EJ nei prossimi mesi, ed un tour in SAF alle porte che potrebbe rivelarsi ora piu’ complicato di quanto si potesse pensare 3-4 mesi fa.

    1. Faccio il perfido (e parlando di EJ mi sento ovviamente in sintonia): potrebbe anche essere che, una volta pettinati a Edimburgo e vista la oggettiva difficoltà di vincerlo anche cambiando qualche nome (non vedo la possibilità di cambiare in corsa le strutture, vedi esiti con Te’o outside), non gli sia poi dispiaciuto perderlo male e con i soliti a perderci la faccia. Campo libero (da federazione, stampa e club) per dare un taglio netto su diversi nomi e avere un minimo di alibi per eventuali spazzolate con i nuovi che sicuramente metterà.

      1. Non so, non mi sembra uno che prenda bene un quinto posto con 2 sole vittoie peggior risultato del 6N per l’Inghilterra…a Parigi era ancora a giocarsela alla fin fine.

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