6 Nazioni: Italia bella per un’ora, poi è Scozia

Quinta sconfitta per gli azzurri che finalmente giocano bene, ma cedono nel finale.

Illude l’Italia, gioca benissimo con Negri e Polledri sugli scudi, ma ancora una volta gli azzurri non regge ottanta minuti. E’ la più bella Italia del torneo, ma sono troppi gli errori nell’ultimo quarto del match, con la Scozia che non alza mai bandiera bianca – neanche quando l’Italia è a +12 – e alla fine trova la fiammata vincente con Stuart Hogg.

PRIMO TEMPO

Italia che inizia palla in mano, diverse fasi senza però guadagno territoriale, ma gli azzurri rubano una touche sui 22 e possono continuare a spingere. Dopo cinque minuti fuorigioco scozzese e Tommaso Allan va sulla piazzola per il vantaggio azzurro. La risposta scozzese è feroce, gli ospiti guadagnano facilmente metri, arrivano a un passo dalla linea di meta e con un passaggio inventato al largo arriva la meta di Fraser Brown al 10’. Al 14’ invenzione di Tommaso Allan che fa una finta, si infila nel buco e schiaccia tra i pali per il nuovo vantaggio azzurro.

La meta di Fraser Brown

Errore di Hogg sul calcio di Violi e mischia per l’Italia che così può continuare ad attaccare. Ma gli azzurri soffrono in mischia e palla persa. Un pessimo calcio di Russell, però, regala nuovamente l’ovale agli azzurri che stanno dominando possesso e territorio. Al 20’ altra invenzione di Allan che con un calcetto sorprende la difesa scozzese, vola sull’ovale Minozzi lo raccoglie e schiaccia in meta e azzurri che allungano.

La meta di Tommaso Allan

La Scozia non alza bandiera bianca, anzi, e la seconda volta che entrano nei 22 metri vanno per la seconda volta in mete con la maul che spinge e John Barclay arriva fino in fondo e ospiti che tornano sotto break. Scozia che ora ha iniziato ad alzare il livello, Italia che difende con ordine, ma ospiti che insistono nella metà campo azzurra, ma un avanti finale rimanda indietro la Scozia alla mezz’ora.

La meta di Matteo Minozzi

Continua a spingere la Scozia, arriva sui 5 metri azzurri, continua con pick&go a provarci, ma la difesa azzurra non molla e alla fine Zanni obbliga al tenuto gli ospiti e Italia che si salva in una situazione difficile. Torna in attacco l’Italia, prova a inventare qualcosa con il piede, ma alla fine un fallo azzurro palla in mano nega la chance di attaccare. Così chiude la Scozia il primo tempo in attacco, ma nulla di fatto e Italia che ha l’ultima chance con un veemente attacco nei 22 scozzesi e nulla di fatto e 17-12 con cui si va al riposo.

La meta di John Barclay

SECONDO TEMPO

Scozia che torna in campo con la prima linea completamente cambiata, ma l’Italia ruba un ovale con Violi che parte sul lato chiuso, Bellini, Minozzi, Parisse che sbaglia un passaggio, ma Italia che tiene la palla e Negri spacca il placcaggio e va a schiacciare in meta. Ma la meta viene annullata per l’avanti sul passaggio di Parisse. Ma subito dopo Jake Polledri rompe un placcaggio alla grande, si invola, palla ad Allan e meta azzurra, questa volta valida e Italia che va a +12. Poco dopo nuova chance italiana, con Negri e Polledri che ancora mettono in difficoltà la Scozia, Violi che velocizza il gioco, ma poi un nuovo pallone passato male e nulla di fatto.

La seconda meta di Tommaso Allan

Scozia che cerca di rientrare in classifica, Italia che però difende con ordine e ospiti che commettono diversi errori. Insiste la Scozia, soffrono gli azzurri, spinge la squadra ospite alla ricerca della meta per riaprire il match. Italia costretta a diversi falli per bloccare la Scozia, ma al 61’ è Maitland a schiacciare con Hayward che manca il placcaggio e match riaperto. Sale il nervosismo in campo, un tenuto di Parisse dà una touche in attacco alla Scozia, con la maul ospite che arriva sui 5 metri e al 71’ Stuart Hogg sfonda al largo e Scozia che sorpassa gli azzurri a otto minuti dalla fine. Ma al 76’ un fallo scozzese manda l’Italia sulla piazzola e Tommaso Allan non sbaglia e nuovo vantaggio azzurro. Ma subito dopo è la Scozia conquista un vantaggio, va sulla piazzola con Laidlaw e Scozia che spegne l’entusiasmo dell’Olimpico. Scozia che vince e Italia che esce tra i rimpianti.

ITALIA – SCOZIA 27-29

Sabato 17 marzo, ore 13.30 – Stadio Olimpico, Roma

Italia: 15 Matteo Minozzi, 14 Tommaso Benvenuti, 13 Giulio Bisegni, 12 Tommaso Castello, 11 Mattia Bellini, 10 Tommaso Allan, 9 Marcello Violi, 8 Sergio Parisse, 7 Jake Polledri, 6 Sebastian Negri, 5 Dean Budd, 4 Alessandro Zanni, 3 Simone Ferrari, 2 Leonardo Ghiraldini, 1 Andrea Lovotti
In panchina: 16 Oliviero Fabiani, 17 Nicola Quaglio, 18 Tiziano Pasquali, 19 Braam Steyn, 20 Giovanni Licata, 21 Guglielmo Palazzani, 22 Carlo Canna, 23 Jayden Hayward
Scozia: 15 Stuart Hogg, 14 Tommy Seymour, 13 Huw Jones, 12 Nick Grigg, 11 Sean Maitland, 10 Finn Russell, 9 Greig Laidlaw, 8 Ryan Wilson, 7 Hamish Watson, 6 John Barclay, 5 Jonny Gray, 4 Tim Swinson, 3 WP Nel, 2 Fraser Brown, 1 Gordon Reid
In panchina: 16 Stuart McInally, 17 Jamie Bhatti, 18 Zander Fagerson, 19 Richie Gray, 20 David Denton, 21 Ali Price, 22 Pete Horne, 23 Blair Kinghorn
Arbitro: Pascal Gaüzère
Marcatori: 7’ cp. Allan, 10’ n. Brown, 14’ m. Allan tr. Allan, 21’ m. Minozzi tr. Allan, 25’ m. Barclay tr. Laidlaw, 45’ m. Allan tr. Allan, 61’ m. Maitland tr. Laidlaw, 71’ m. Hogg tr. Laidlaw, 76’ cp. Allan, 79’ cp. Laidlaw

18 commenti su “6 Nazioni: Italia bella per un’ora, poi è Scozia

  1. Purtroppo questa l’abbiamo persa noi, senza dubbio. Non sapendo difendere le maul e lasciandogliele fare over and over, non tenendo più quella continuità d’attacco nel secondo tempo e dando a loro 20-25 minuti di rugby semplice e tranquillo, senza porgli le domande in difesa come aveva fatto per 50, bei minuti, e mancando i soliti (purtroppo) placcaggi assassini in zona rossa, oggi due mete gliele abbiamo date cosi.
    Peccato, davvero, però i nostri han dimostrato che se vogliono possono essere quelli di oggi, e non quelli di Marsiglia. Certo, ora si tratta di esserlo più spesso

  2. Oggi senza dubbio si e’ vista quella prestazione che PArisse e COS si auguravano di vedere per tutto il 6N!
    Primo tempo dell’ITalia spelndido, giocano ad un ritmo infernale, forse su di giri per loro guardando gli 80 minuti, ma senza dubbio quei primi 40 minuti hanno offerto una prestazione da incorniciare. Bene in fase di possesso specialmente nei primi 20-25 minuti dove alternano le giocate di abvanti e minunit con belle giocate al largo e trovano avanzamenti e mete. Sfruttano appieno una scozia imbambolata e che non si aspettava un’Italia cosi’ e trovano belle mete. Purtroppo in difesa almeno nei primi 20 minuti non sono altrattanto efficaci, ancora si vedono buchi e spazi di troppo che la Scozia prende. Da dire che pero’ poi danno una bella registrata in difesa ed a cavallo tra il 20mo ed il 40mo secondo me giocano il miglior rugby proposto in questi due anni dalla squadra: grandi sui BD che dominano sia in difesa che in possesso, ottimo ritmo e variazione del gioco in possesso, buone letture in difesa dove costringono la Scozia a forzare.
    Al rientro dalla pausa altri 10 grandi minuti di Italia, poi piano piano iniziano a calare…il timore che non avessero nel serbatoio la benzina per fare 80 minuti cosi’ si dimostra fondato, piano piano ma sempre piu’ faticano, faticano sui BD dove concedono troppi falli sia in difesa che in attacco dove non riescono piu’ a pulire le ruck cosi’ efficacemente, faticano sugli impatti che iniziano a subire di piu’ mentre la Scozia trova cosi’ il suo gioco, gli spazi ed i suoi punti. La maniera in cui la maul scozzese nel finale fa avanzamenti di 15-20 metri se non di piu’ sono la miglior maniera per fotografere i problemi dell’ITalia negli utlimi 20 minuti.

    Peccato per l’Italia che pero’ oggi esce a testa alta, avendo finalmente offerto una prestazione degna di tale nome. Polledri enorme, e senza polemiche se non lo si ritiene pronto neanche dopo oggi non so che dire…spiace per Mbanda ma spiace piu’ che sia servito un suo infortunio per vederlo in campo. Conferme da Negri importanti, e per me una prestaizone di Allanc he dovrebbe far riflettere coloro che reclamano Canna a squarciagola! Solito peperino Minozzi ed una prova dei centri buona per 40-50 minuti. Restano pero’ problemi in mischia ordinata e sulle maul dove l’Italia oggi ha subito anche nel primo tempo.

    Scozia: prestazione su cui riflettere, colta di sorpresa ha subito per 40 minuti netti una bella Italia, andando non poco in confusione, ha il merito di tenere di testa e di spirtio soprattutto quando e’ anche forzata a fare sostituzioni e schierare gente fuori posizione per infortuni vari…forse questo e’ un buon risultato da un certo punto di vista, mi spiego: 2-3 anni fa non so se la Scozia avrebbe retto pesicologicamente dopo esser stata messa sotto per 40-50 minuti in maniera netta, ha mostrato una certa maturita’ andando a capire dove poteva radddrizzarla…e farlo. Pero’ una Scozia che 7 giorni era arricata qua a Dublino con l’idea di giocarsi il torneo non dovrebbe offrire prestazioni come quella di oggi.

  3. Le cose belle, almeno per me: la verve di Polledri e Negri, l’anima di Zanni e (mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa) un Allan perfetto, non geniale ma perfetto.
    Tutti con cattiveria, grinta e concentrazione.
    Ma tant’è, non basta.

  4. Peccato davvero, sembrava la volta buona. Purtroppo la loro panchina ha performato piu’ della nostra, forse tra due anni queste partite le vinceremo. Bene Allan, in questo 6N ha dimostrato solidita’. Grande terza linea. Un grazie al capitano, enorme.

  5. Una bella Italia che fa capire subito che se non daranno il 100% oggi perderanno malamente. Purtroppo ad oggi le due squadre hanno differenti cilindrate e quando decidono di aumentare il ritmo, quest’ Italia non tiene.
    Loro fanno i cambi giusti, O Shea purtroppo è costretto a mettere pezze, soprattutto in seconda. La sofferenza nelle mail nasce proprio per l’assenza di seconde linee di ruolo e peso.
    Parisse è un grande, ed oggi spero finalmente abbia capito che non ha più il compito morale di portare la croce, a fargli compagnia ha dei giocatori che saranno il futuro della nazionale, Polledri e Negri, due che lo scorso anno giocavano in division I con Hartpury e non di formazione italiana. Poi c’è Licata, Giammarioli e altri. L unico peccato di questo 6 N è stato nel non dar spazio ad altri prospetti interessanti , ma O Shea ha di sicuro programmato i prossimi inserimenti.
    La difesa ha tenuto molto meglio, ma secondo me la Scozia andava a tratti….
    Per il domani vale lo stesso discorso della U20, adesso serve continuità nelle prestazioni, vincere contro le squadre di tier2 e credere nei propri mezzi…

  6. Italia di oggi una spanna sotto, non certo in termini di gioco: il commento scozzese, sempre molto avaro di complimenti ha confermato che a livello di gioco espresso oggi l’Italia era stata nettamente superiore.
    Per quanto riguarda l’Italia:
    – set pieces: mischia chiusa che parte bene, poi cala, poi si stabilizza. Secondo me con un terzetto Lovotti-Ghiraldini-Ferrari potremmo esprimerci a un livello molto più alto, ma non si può fare a meno di tenere conto che la seconda linea di adesso, che sicuramente paga in termini di mobilità, non ha un chilaggio in linea con le altre squadre del torneo. Fuser in forma sarà un plus; Lazzaroni potrebbe essere un degno compare (anche se io continuo a vederlo come una terza); Ruzza lo vedo ancora un po’ leggero; confido molto in Cannone, ma parliamo di medio termine. Sulla touche oggi niente da dire invece: sicuri sulle nostre, loro spesso rubate o sporcate. Quando abbiamo difeso a terra abbiamo patito, ma qui ci riallacciamo al discorso precedente.
    – avanti: nel gioco aperto mi sono piaciuti molto (a parte Negri e Polledri), Ghiraldini, Ferrari e Parisse. Quest’ultimo ha fatto degli errori nei passaggi, ma oggi l’ho visto molto più tonico, sia in difesa che in attacco. Azzarderei che deve ancora registrare bene il timing di passaggi quasi piatti dato che trova spesso l’uomo già un passo avanti, ma in generale prova positiva.
    – mediana: Allan bello, incisivo, ordinato, efficace in difesa. Fin quando la squadra è stata propositiva è stato il cuore del gioco, scendendo i giri si è adeguato. Violi bene: non è nemmeno lontanamente parente di Conor Murray e credo siamo tutti d’accordo, ma anche lui oggi è stato rapido a fare uscire il pallone dai raggruppamenti e, per una volta, bisognerebbe riconoscergli il merito di aver creato non pochi problemi alla difesa scozzese col ritmo che ha impostato.
    – trequarti: centri abbastanza positivi in difesa, meno incisivi in attacco. Castello si vede che ne suda 14 di camicie e Bisegni ha fatto il suo, però in questo momento devono ancora crescere molto come reparto (aldilà del frizzantissimo gioco zebrato che quando viene applicato al 6N ne prendiamo una quarantina). Le ali meglio Bellini di Benvenuti, che a parte un paio di guizzi abbastanza anonimo. Minozzi positivo aldilà della meta, ma io sono sempre più convinto che Hayward in campo dall’inizio gli sarebbe di giovamento e viceversa.
    – O’Shea: riprendo la frase dei commentatori scozzesi “Rome wasn’t built in a day”…Dalla sua ha quella di aver fatto esordire Polledri, Minozzi e Negri e per gli ultimi due di non averli più levati. Secondo me Conor è consapevole che saranno necessari altri cambi in altri ruoli, ma di non poterli fare in un colpo solo per l’equilibrio della squadra (i vari Licata, Lazzaroni, Ruzza, ecc.). Teniamo conto poi di Campagnaro, Morisi e Sarto convalescenti o neorientranti, magari un Brex da naturalizzare. In prospettiva però vedo delle buone basi.

  7. Sintetizzando al massimo: O’Fitness batte Italia. Peccato per la vittoria mancata, ma – come sempre – le partite durano 80′ e non 60′-65′. D’accordo nel primo tempo abbiamo giocato meglio, marcato due ottime mete e sfiorate un altro paio, ma le prime due segnature scozzesi sono arrivate in modo troppo facile per loro, con i loro carrier che facevano metri pur partendo spesso da fermi. Partita che conferma che è la difesa il nostro problema attuale e senza migliorare in quella fase del gioco di partite perse come oggi rischiamo di vederne ancora tante. Nei primi 15 minuti della ripresa Scozia che pareva non poco in confusione e avremmo dovuto essere più cinici, marcando la quarta meta quando ne abbiamo avuto l’occasione (la bella combinazione Budd-Parisse-Polledri nei loro 22 viene vanificata per la troppa leziosità dei nostri). Alla fine possiamo dire che meritavamo di vincerla? Non ne sarei così certo, dato che siamo comunque scivolati dal 24-12 al 24-26. Ospiti che si sono aggrappati alla mischia ed alla maul, entrambe fino a non molti anni fa nostri punti di forza ed oggi purtroppo di debolezza. Chiosa finale: non fosse stato per infortunio il quasi MoM Polledri non avrebbe fatto il proprio ottimo esordio (e meno male che non gli sia stato preferito Steyn). Di fenomeni in giro non ne abbiamo, è vero, ma se facciamo fatica a vedere anche quelli buoni, allora son davvero dolori.

  8. Solo due domande a chi ne sa e capisce più di me.
    La Scozia ci ha fatto male quasi solo con le rolling maul, credo che 3 delle loro mete siano dovute a questo.
    1. A nessuno è parso che l’arbitro abbia concesso loro un pò troppa libertà ? O si può ripartire infinite volte dopo che l’avanzamento è stato interrotto ?
    2. Visto che comunque non riuscivamo a contenere queste rolling maul non sarebbe stato meglio cercare di contestare le touche anzichè attenderli a terra ?
    Grazie

  9. Set pieces. Dicevo ai soci nel momento migliore in generale (e quando appunto funzionavano meglio) e quando sembravamo in netta superiorità: “la perdiamo sui set pieces”. Male, male la mischia e le rimesse ben al di là di chi c’è: o la prendiamo (nostre e loro, e le nostre le abbiamo prese e pure disturbato le loro) o ci fiocinano senza pietà. Urge metterci mano, cambiando quella che c’è da 5 anni. Di positivo c’è la difesa nella fase centrale della partita: finalmente corretta nel placcaggio assistito (e fanculo la follia di Parigi) e anche i bd meglio: resta la lentezza (organizzazione, al di là dei limiti individuali) nonostante l’iniezione di un Polledri che sa da solo come si fa. Ecco, quello di non averlo preso in considerazione per i 23 fino a necessità da infortuni é un appunto serio alla gestione dello staff. Bene la mediana, e un grande Zanni. Il Capitano, non ci sono parole se non grazie, sempre, e di tutto. Sto con Favaro e Castro che con parole semplici e la partecipazione sincera hanno spiegato meglio di un’enciclopedia cosa sia il rugby e la maglia di una nazionale per chi ha il merito di arrivarci. Senza retorica e dal punto di vista dei ragazzi; che ci mettono l’anima anche quando va male.

  10. All’Italia di ieri un bel 6, anzi aggiungo un + però supportato da questo giudizio: “oltre la sufficienza perché i ragazzi di applicano ma non ne hanno di più!”. La nostra nazionale gioca esattamente per il posto ricoperto nel ranking, ovvero, quattordicesima (alle spalle di Japan, Georgia, Tonga e una posizione sopra gli USA). C’è chi ci ricorda in tutte le telecronache, tanto amaramente quanto correttamente, come sia sincero questo sport perché vince sempre il più forte … dobbiamo farcene una ragione. Farcene una ragione, rubgisticamente parlando, significa non mollare mai e migliorare per arrivare all’obbiettivo massimo. Alla fine di questo 6N ho una certezza e un forte dubbio: la certezza è che O’Shea è uno “sgobbone” e conosce i massimi sistemi del rugby (se non altro per averli respirati per tutta la vita!), il forte dubbio (che si sta concretizzando in una seconda certezza) e chiedere se “ the great project” è qualcosa di vero (anche nel senso attuabile in Italia!) o è un proclama etereo, una litania da dare in pasto fra il secondo ed il terzo tempo? Questo continuo prendere tempo e rimandare a WRC 2019 se non a WRC 2023 non dovrebbe, comunque, far denotare anche minime evoluzioni? I passi in avanti tangibili ci sono stati ma nelle franchigie. Sicuramente anche per l’intervento della FIR (leggi O’Shea & Team) ma le franchigie sono guidate non da Conor, un dato di fatto, bensì da Kieran James Crowley e Michael Bradley (se non si conoscono vedi curriculum). Per cortesia non si dica ma l’Italia ieri. O’Shea, ieri e solo ieri, ha scoperto che c’è un ragazzo del Gloucester di 23 anni no pronto ma di più per fare il flanker con la maglia azzurra anche nel Torneo più bello del Mondo. Lo ha casualmente scoperto ieri perché, secondo i suoi intenti, Jack doveva strare ancora sotto formalina non si capisce fino quando! Impensabile. Cmq, quella Azzurra, è la nazionale che, in questo 6N, nonostante i diversi esordi ha utillizzato meno gocatori in assoluto. Siamo certi che il grande progetto passi anche per un piano di gioco chiaro e innovativo? Ci rendiamo conto di quale portata è l’esigenza di molti giocatori italiani di affondare gli scarpini nel rugby vero. L’estremo stravolgimento di mentalità non passa anche nello sfruttare un palcoscenico come il Sei Nazioni? Non dovremmo, mantenendo l’equilibrio, testare più giovani possibili? Gli altri lo fanno e come! I TM di giugno contano per quel che contano. Inoltre non capisco come possiamo pensare di non avvalerci del know how del XIII. Mi pare sia, oltremodo, un discorso autolesionista e settario quando tutto l’evoluzione ovale va in quella direzione. Qualcuno mi pare sia rimasto alla stravagante idea di Capita Fracassa che la nostra evoluzione passi trasferendo giovani aitanti dalle lussuregianti isole del Pacifico. Andate nelle franchigie e “chiedete” se possono mettere sotto contratto, almeno per la prossima WRC, qualche italo –australiano RL! bene o male, i “vecchi” giocatori rimangono comunque coinvolti nei vari staff nazionali mentre da noi si allontanano (o vengono allontanati) come la Terra da Alpha Centauri. Dominguez, Giovanelli e molti altri dissolti nel nulla.Sarebbe interessante una programmazione Discovery (o chiunque altro purchè in chiaro tv) che ringrazia congedando Nonna Elena e ci fa sentire una analisi seria dei match magari con Dominguez, Giovanelli, Mouse o Moscardi (che presidente FIR sarebbe) ed il supporto di giornalisti come Ravagnani, Liviero, Sbrocco o Munari (niente di personale nei confronti di altri che sono ottimi giornalisri ma, ritengo, possono fare solo cronaca) gli unici professionisti che saprebbero fare una esegesi puntuale. Sarebbe un contributo anche questo per avvicinarci ai Paesi Ovali!

  11. Sui BD siamo stati per la prima volta performanti, con gli ovvi benefici per tutto il resto, sino a quando la nostra terza linea non è stata stravolta dalle sostituzioni: fuori Polledri ( ma non so se fosse necessario ) ed avanzamento di Negri in seconda.
    Dato che Polledri ha incredibilmente giocato solo per infortunio altrui la mano del CT si è vista quasi esclusivamente in negativo, disfacendo quanto di buono gli era più o meno casualmente riuscito.
    Altra decisione che mi ha lasciato perplesso è stato il costante utilizzo di Parisse per 80 minuti quando era in condizioni di giocarne si e no 20/30: sono francamente dispiaciuto che un campione come lui, che ha dato così tanto alla Nazionale, sia stato “costretto” a giocare tutto il torneo in queste condizioni.

    1. …quanto sia sentimentalmente attaccato Sergio alla maglia è noto ma vederlo quasi “arrancare” dal 50° in poi è stato “commovente”. Un HC lo prende da parte e gli dice francamente che dal x minuto sarà sostituito. Ho già scritto che non sarebbe “lesa maestà”. Wilkinson, O’Driscoll, gli ho visti uscire (non per infortunio) prima dell’ottantesimo. Passare momenti di non “piena forma” è normale come è avere in campo chi può darti il 100%.

  12. Concordo perfettamente . Si sarebbe potuto ( dovuto ? ) anche utilizzarlo, almeno nei primi incontri, come “impact player”, questo Parisse è stato più di peso che di aiuto e mi ripeto, non lo meritava davvero.
    A me piace COS, ritengo che abbiamo bisogno come dell’aria di un progetto a lungo termine, di una figura e forse anche di uomo così, professionale, ottimista, fiducioso, ma questo non significa che almeno parte del suo operato come CT non sia almeno criticabile.

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