“Senza breakdown attaccare è impossibile”

Ieri il ct di una della squadre del 6 Nazioni ha fatto una dichiarazione. Che, però, vale per molti.

“Siamo sempre aperti alla possibilità di migliorare il nostro staff tecnico. Ma in questo momento il nostro problema è il break down, non l’attacco. Se il mediano di mischia non ha la palla velocemente è difficile per lui attaccare e lo stesso vale per il mediano di apertura. Un buon attacco è la conseguenza di palle pulite e giocabili dal breakdown” ha dichiarato un tecnico del NatWest 6 Nazioni. Ma chi?

Vi diamo subito la risposta esatta: Eddie Jones. Sì, il tecnico dell’Inghilterra alla BBC ha risposto così a chi chiede che i bicampioni uscenti del Torneo prendano in considerazione un tecnico per l’attacco di fronte alla fatica dei britannici di costruire gioco in queste ultime parole. Parole sacrosante, ma che non valgono solo per Eddie Jones. Sarebbero suonate perfette anche in bocca, per esempio, a Conor O’Shea.

L’Italia, infatti, in questo Torneo (e in particolare al Principality di Cardiff) ha faticato a dare ritmo al proprio attacco. Palloni troppo lenti, tempo perso nei raggruppamenti e una mediana che non ha saputo impostare al meglio il gioco offensivo. Per Marcello Violi e Tommaso Allan una domenica sottotono, questo è indubbio, ma è altrettanto vero che il grande problema avviene prima. Nel breakdown. Qui l’Italia fatica troppo quando è palla in mano e qui si spegne la possibilità di velocizzare il ritmo e sorprendere le difese avversarie.

In questo torneo seconde e terze linee in primis hanno sofferto troppo nel ripulire le ruck e dare la possibilità alla mediana azzurra di costruire un gioco ragionato e veloce. Ed è qui che sono cresciuti i maggiori dubbi sulle scelte di Conor O’Shea in questo Sei Nazioni. Magari un tecnico dedicato ai breakdown per l’Italia non serve, ma sicuramente è qualcosa su cui si dovrà lavorare molto fin da subito per non rendere vano il lavoro fatto dalle linee dei trequarti. Almeno palla in mano, perché la difesa, poi, è un altro problema.

Foto – Instagram/sixnationsrugby

17 commenti su ““Senza breakdown attaccare è impossibile”

  1. Da far leggere ai tanti commentatori che invocano Canna al posto di Allan è x dar forza alla loro richiesta citano i 10 minuti giocati contro il Galles.
    10 minuti finali quando oramai i gallesi non entravano più a contrastare permettendo a Palazzani e quindi poi a Canna di avere palloni più velocemente.
    Mentre il buon Tommy aveva dovuto fare i conti con palloni lenti e difesa gallese molto aggressiva (il nome Faletau ricorda niente?)

    1. Però io non ricordo difficoltà cosi grosse mal, anche a livello di franchigie, si sta soffrendo più adesso di 3-4 anni fa. Ci ammazzano costantemente

  2. Domenica i gallesi hanno individuato fin da subito il nostro punto debole e ci hanno attaccato i bd quasi con ferocia, cosa assai inusuale ultimamente per le squadre di prima fascia che nei bd impegnavano al massimo una o due persone. L’assalto è stato senza sosta con continui tentativi, a volte riusciti di controruck.
    Il nostro mediano di mischia nulla ha fatto per togliere pressione e velocizzare la manovra, continuando nel suo stucchevole gioco al piede dalla base della ruck. Non gli ha fatto cambiare opinione nemmeno il fatto di vedere i suoi calci sbagliati quando non intercettati.
    A volte ho l’impressione, mi auguro sbagliata, che non è che manchino i fondamentali o le capacità ma manchi soprattutto l’intelligenza, quella di gioco, quella che distingue un campione da un comprimario, quella che permette di poter dire che il rugby è un gioco per tutti indipendentemente dal fisico, quella che ti impone di cambiare passo o piano di gioco nel momento che vedi sul campo che quello preparato a tavolino non funziona.

  3. I punti d’incontro sono anche un problema difensivo per gli azzurri, subiscono e gli avversari vanno costantemente ltre la linea del vantaggio trovando spesso quella velocita’ nel far ripartire l’azione che fa si che la difesa si trovi impreparata.
    L’errore qua sarebbe quello di pensare sia solo un problema fisico, di pura e semplice forza fisica…e’ un problema anche tecnico e tattico di approcio. Detto dopo la Francia: se affronti una squadra che della potenza fisica fa il suo punto di forza pensando di bloccarli con dei choke o comunque placcaggi ad altezza busto o hai la potenza fisica per affrontalri o devi avere un approcio diverso perche’ se no esponi completamente i tuoi limiti.
    Un tencico specifico dei BD serve come il pane, una decina di anni fa quasi qualcunaltro lo porto’ ed i risultati si videro subito (in barba agli arbitri infami nel 6N con Mouneinme l’ITalia fu una delle migliori squadre per la disciplina, cioe’ meno falli fischiati contro…)

  4. I calci dalla base sono tutti sbagliati se nessuno va a prenderli o almeno a mettere pressione. Poi ha ragione Stefo, alla fine ci costano tantissimo in difesa dove ci beccano regolarmente arretranti e, direbbe Pappagone, sparpagliati.

  5. ….che mancasse la fisicità, in determinati ruoli, è noto a tutti. Ma il grande problema, a questi livelli, e che tali mancanze non sono sopperite da competenze generali e specifiche che permettano al gioco di scorrere fluido.
    Perdere costantemente la battaglia fisica, ed essere arretranti, non consente alcunché se non difendere, difendere, difendere e sperare che gli avversari commettano degli errori. Sia chiaro io credo che i ragazzi in campo diano il massimo, andando spesso anche oltre i loro attuali limiti fisici, ma è proprio questo “fuori giri” che li porta ad essere poco lucidi in determinate scelte, da qui gli errori che poi condizionano tutto il resto (comprese le scelte prese dai mediani).
    Anche io credo che lo staff tecnico deve essere infoltito con figure di grande competenza (su tale punto mi sono già abbondantemente espresso).

  6. Diciamo che il breakdown è un area di gioco dove in parecchi soffrono, l Inghilterra non è da meno…certo che avere degli specialisti del settore, Davies su tutti, per ogni squadra è un bel vantaggio….ovvio che se non lo si allena a dovere, diventa ancora più difficile vincere una partita

  7. E’ evidente che vi sia grande sofferenza fisica nell’uno contro uno sia in attacco che in difesa costringendo gli azzurri a giocare “in apnea”.Questo toglie lucidità e velocità di esecuzione.La lentezza ne BD permette alla difesa avversaria di salire compatta puntando sulla maggiore fisicità.Agli azzurri ,per dire, 5 fasi di possesso costano quanto 20 fasi per le tier 1…in termini di energia che si traduce in errori e turnovers sanguinose. La presunta genialità di Canna a che serve se i compagni leggono le sue iniziative ben dopo i difensori?

  8. Per capire le difficoltà dell’Italia, basta vedere la differenza tra noi e gli altri. Due cose:
    1- gli altri decidono quando intervenire a seconda che abbiano la reale opportunità di rubare il pallone (o secondi).
    2- la difficoltà che facciamo noi non solo a cacciare l’ovale quando ce l’hanno gli altri, ma anche a pulire i grillotalpa avversari. Non ricordo esattamente chi, ma ho in mente l’immagine di un italiano (credo Licata) spostato con facilità dalle guardie avversarie a pulire la ruck, e due azione dopo la difficoltà immane di due nostri nel levare uno dei loro che cacciava l’ovale. Queste poi sono tutte energie (mentali e fisiche) spese per nulla.
    Un tecnico dei BD ci serve, ma io spererei che anche in termini di fitness e forma fisica nell’uno contro uno si veda di meglio…

  9. Beh, non è un problema difficile da risolvere, in fondo, é sufficiente un buon allenatore sui BD. Chissà come mai nessuno ci pensa?

    1. in realtà non è una domanda stolta, forse la risposta sta proprio nei soldi…non ci sono soldi per allargare lo staff con figure di primo piano o da tier1, altrimenti non avremmo Goosen a fare l allenatore della difesa e Venter sarebbe stato preso a tempo pieno…

      1. Ian, Venter non è uno da tempo pieno per forma mentale propria. Sono anni che rifiuta ponti d’oro a casa sua e fa il DoR pendolare transcontinentale ‘na settimana al mese. Però qualcosa dev’essere successo visto il grande silenzio calato sulla questione. Se l’avevano preso, immagino che i soldi ci fossero. Comunque, se in FIR fanno spesa pigliassero anche uno per la mischia, che mi pare evidente siamo rimasti indietro come la coda del maiale.

  10. questo è un aspetto su cui non possamo imputare niente a COS (al max di non aver ancora assunto uno specialista), ma è uno degli aspetti storicamente difficili per noi, l’attacco della linea ed i sostegni sembrano studiati per il rugby di 30 anni fa, contatto, uomo a terra, ruck di combattimento e palla fuori a cercare il buco con cavalcata solitaria del “veloce”, mentre oggi si gioca sull’intervallo pulizia immediata, di nuovo intervallo stretto, pulizia immediata, allargamento controllato e via così fino al sovrannumero o al reciclo sulla verticale con tre o quattro sostegni vicino, raramente per noi avviene, è molto più probabile o un rallentamento dopo qualche fase veloce o un isolamento del portatore di palla; come diceva qualcun altro prima di me, non è una questione di fisico, ma di tecnica ed organizzazione

  11. Caro Duccio ti prego non permettere ad un singolo (il solito) di fare come altrove e rovinare il sito e la discussione. Il prendfere un concetto solo all’interno di un discorso piu’ ampio per provocare…io non rispondo perche’ lo reputo un poveretto senza arte ne parte, ma non ho neanche gran voglia di vedere uno spazio di confornto di idee rovinato da un singolo (sempre il solito)

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