6 Nazioni: bonus o non bonus?

Per il secondo anno il Torneo assegnava i bonus offensivi e difensivi. Sono, o no, un successo?

La battuta è facile e scontata: bonus o malus? Insomma, il punto di bonus offensivo e/o difensivo nel NatWest 6 Nazioni introdotto tredici mesi fa è stato un successo, o no? Da quest’anno il diverso calcolo del punteggio in classifica è diventato definitivo, ma vediamo un po’ come è andata in campo.

Si segna molto di più

Il bonus, per definizione, dovrebbe spingere le squadre a cercare di segnare più mete. Per raggiungere le quattro mete del bonus offensivo, ma anche per restare attaccati nel punteggio e portare a casa quello difensivo. E guardando alle statistiche il giochino funziona: nel 2013, infatti, sono state segnate in tutto 37 mete nel Torneo, cioè una media di poco più di 2 mete a partita. Quest’anno siamo già arrivati a 63 mete, cioè quasi il doppio con un turno ancora da giocare.

Merito del sistema di punteggio o un rugby che sta cambiando? Difficile dirlo, anche se va sottolineato come nel 2016, ultimo anno senza bonus, le mete complessive furono comunque tante, 71. Ma fu un’eccezione. Da sottolineare, soprattutto, che quest’anno l’Irlanda campione è anche la squadra che al momento ha segnato più mete, mentre l’Italia, ultima, ha comunque marcato più di Scozia e Francia. A dimostrazione che, con un bonus da conquistare, anche quando i giochi sono chiusi la linea di fondo viene cercata comunque.

L’Irlanda campione comunque

Se lo spettacolo in campo crescere, a perderci può essere l’emozione. L’Irlanda, come detto, ha conquistato il NatWest 6 Nazioni 2018 con una giornata d’anticipo. L’ha fatto conquistando 4 vittorie e 3 punti di bonus. Sarebbe cambiato qualcosa due anni fa? In teoria no, perché l’Irlanda oggi avrebbe 8 punti, mentre Galles e Inghilterra seguirebbero a 4, con soli due punti da poter conquistare. E, dunque? La differenza c’è, però, e si è vista a Parigi. Si è respirata nel prepartita e nei primi minuti, fino a quando l’Inghilterra non si è vista scivolare via il match. Sì, perché quest’anno l’Inghilterra contro la Francia non doveva solo vincere, ma anche conquistare il bonus offensivo per non lasciare l’Irlanda a +6. Poi ha perso e il bonus ha perso importanza.

La questione mentale

Ma siamo sicuri che mentalmente e psicologicamente la consapevolezza che vincere sarebbe potuto non bastare non abbia intaccato i giocatori inglesi e abbia contribuito alla disfatta parigina? E, se l’Inghilterra si fosse trovata nella posizione di poter vincere sabato scorso, non sarebbe stato un plus emozionale la sua rincorsa a quella dannata quarta meta per restare in scia all’Irlanda? Spesso, in passato, si era sottolineato come l’introduzione dei bonus non avrebbe modificato i risultati finali dei Tornei passati e, come si vede, non cambia neppure il 6 Nazioni che si concluderà sabato. Però, forse, qualcosa è cambiato e il 6 Nazioni diventa più spettacolare.

Foto – Instagram/sixnationsrugby

5 commenti su “6 Nazioni: bonus o non bonus?

  1. Pienamente d’accordo sul finale, “l’obbligo” di diver fare 4 mete per restare nel torneo ha avuto un impatto a mio avviso nell’approcio mentale del match e probabilmente anche in quello tattico.

  2. Di sicuro il bonus aumenta la pressione su squadre che corrono punto a punto. Tre anni fa, vincere di 40 punti e vincere di 1 avrebbe fatto differenza solo ad arrivo a pari punti (ma c’è sempre uno scontro diretto che può risolvere la cosa senza arrivare alla classifica avulsa), oggi invece si ha questo elemento in più. Irlanda che ha fatto il suo, mettendo tutta la pressione possibile sulla squadra di Jones, che si è trovata dal dover “vincere” al dover “vincere facendo 4 mete”, cosa mica da ridere visto che coi francesi non c’era riuscita nemmeno la squadra di Schmidt.
    Se prendessimo il “bonus alla francese” forse la cosa sarebbe ancora più spettacolare…

  3. in nove partite con il nuovo sistema l’Italia non è mai riuscita a portare a casa nemmeno il BD…
    roba che neanche i kings in pro14…

  4. Sui dati italiani, diciamo che le mete sono arrivate a risultato acquisito, quindi più che ricerca del bonus offensivo è un rilassamento altrui.
    Vero che la ricerca del punto di bonus diminuisce i cali laddove il risultato sia abbastanza stretto. Personalmente credo che un modello più equilibrato sia quello australe, perché il bonus offensivo per le 4 mete anche se becchi 50 punti di scarto, per dire, mi pare un controsenso.

  5. ritengo che il gioco si adatti alle situazioni e, di conseguenza, i risultati finali non varino (se poi pensiamo che una squadra vada fuorigiri perchè deve vincere con 4 mete invece che con 21 piazzati contro una squadra inferiore, prima ti prendi e mantieni il break e poi pensi alle mete, il crollo puoi averlo a giochi fatti negli ultimi 10 min), quando serviva la differenza punti i punti si facevano, magari quando non serviva forzare si risparmiavano un po’ fisici e forze.
    è sicuramente positivo per lo spettacolo, meno per il logorio dei giocatori, poi, come ho sempre pensato, in 5 partite non cambia gli equilibri di una virgola

Rispondi