Italrugby: il coraggio di scelte difficili

La partita di oggi conferma che Conor O’Shea deve avere più coraggio. Nelle parole, ma anche nelle scelte.

Due brutti ko contro due squadre che non hanno certo impressionato, anzi tutt’altro. L’Italia contro Francia e Galles fa due match fotocopia, dove sono gli errori a fare la differenza con l’Italia che ne fa troppi non riesce a sfruttare quelli degli avversari. E dopo 16 sconfitte consecutive nel Torneo e dopo quattro pesanti ko in questo NatWest 6 Nazioni forse è il momento di cambiare qualcosa.

Le parole sono importanti

Lo abbiamo già detto. Le conferenze stampa pre e post partita sono ormai una litania monotona in cui si ripetono gli stessi concetti, indifferentemente da quello che si vede in campo. Serve il coraggio da parte di Conor O’Shea di dire chiaro e tondo che c’è qualcosa che non va, perché illudere che siamo sulla strada giusta quando la strada si conclude sempre con un muro contro cui si va a sbattere è ormai quasi antipatico. I limiti azzurri sono evidenti sia in difesa sia in attacco e salvo poche iniziative individuali – vedi Minozzi o Negri – c’è sempre poco da salvare. Si spieghi, chiaramente, quali sono i problemi, perché ci sono e le famose prestazioni di cui si parlava alla vigilia non sono arrivate.

Il coraggio di cambiare

E’ brutto dirlo, perché nessuno vuole o può mettere in dubbio le qualità di Sergio Parisse. Ma il capitano azzurro in questo torneo è decisamente sottotono (lo ha ammesso onestamente e candidamente anche lui nel dopo partita), troppe le palle perse in queste partite – alcune che ci sono costate carissimo – e troppo poco quello che il numero 8 riesce a fare sia nei breakdown sia palla in mano. La forza di un gruppo è saper anche far a meno dei suoi leader quando è il momento e, forse, oggi sarebbe il momento di far fare un pitstop al capitano azzurro.

Nuovi nomi per la Scozia

Per la Scozia e per il futuro servono scelte decise, insistere con la stessa squadra può implicare solo due cose: o che si è ostinati a percorrere una strada che non sta dando risultati, o ammettere che non ci sono alternative a questi giocatori. Ma questo significa rinnegare quelle parole che da tempo si ripetono su una coperta che si sta allungando. E’ vero, a casa non sono rimasti i Richie McCaw o i Dan Carter, ma forse provare qualche strada alternativa è doveroso e necessario.

Foto – SixNations

14 commenti su “Italrugby: il coraggio di scelte difficili

  1. Il punto che sollevi non è ozioso, tant’è vero che il Galles oggi ha fatto una rotazione abbastanza importante. Non ci giochiamo nulla, pertanto si può “dare aria” alla panca e alla tribuna, giusto per valutare le risposte dei giocatori e del “sistema” applicato da attori diversi.
    Attenzione però, senza vittorie e col GS irlandese sarebbero tanti meno soldi nelle casse della FIR, che già non sono floridissime.

    1. Sono d’accordo e ritengo che la rotazione gallese sia stata cercata per far riposare le prime e le seconde scelte per il prossimo match contro la Francia e fare un allenamento ai ragazzini…contro questa Italia se lo possono permetter

  2. Troppi troppi errori, un Italia che per 20 ‘ ha giocato contro 14 e per 3’ contro 13 giocatori ed ha SUBITO!!!

    E il momento che COS ci spiegasse i suoi piani! 😊 grazie

  3. due partite fotocopia…è vero sono state per molti aspetti due partite fotocopie, dimenticando però di evidenziare l’assioma preliminare: siamo stati in partita non per nostro merito, ma solo ed esclusivamente perché i nostri avversari hanno giocato per lunghi tratti male per loro personale demerito, e quando hanno voluto alzare il livello lo hanno fatto e ci hanno battuti…….
    Disarmante.
    Anche a me piacerebbe che in conferenza stampa Conor O’Shea ci elencasse cosa è che non va, sia sul piano tecnico sia sul piano dirigenziale (ad esempio perché non si fa chiarezza sulle vere deficienze dello staff tecnico che ci inducono a chiedere le consulenze esterne, e perché invece non si allarga lo staff? ecc. ecc.).
    Ma poi mi chiedo: sarebbe utile o sarebbe un ulteriore colpo ferale al movimento? Si potrebbe innescare uno tsunami inutile e dannoso, con il rischio di far saltare una sola “testa”, quella di O’Shea (anche se è attualmente l’unica carta credibile che il movimento riesce a inviare nei vari board, pertanto un pò di “pepe” alle sue dichiarazioni potrebbe metterlo).
    Parisse è sottotono, è innegabile e lo sa anche lui.
    Non abbiamo un sostituto di pari livello, ma degli ottimi prospetti che se gestiti bene potranno sostituirlo degnamente; il perché si insiste anche quando è sottotono sarebbe una bella domanda da fare a Conor. Un motivo ce lo avrà.
    Ci vuole coraggio, anzi ci vorrà tanto coraggio.
    Lo stesso coraggio che ha avuto Conor O’Shea ad accettare l’incarico…….

  4. Semplicemente giovani, con fame e tanta garra. Il posto in squadra va meritato e onorato. . . .il 2019 è dietro l’angolo.
    Per il resto basta fare una disamina razionale per capire cosa e perchè non va. Impossibile perdere altro tempo.

  5. La coperta è corta.
    Ma qualche cambio ci sarà più per problemi fisici che altro, si gioca già sabato e mi sa che abbiamo vari giocatori malconci.

  6. Brendan Venter marca il concetto: “Il problema del rugby italiano è che non siamo sufficientemente professionali, non siamo sufficientemente preparati atleticamente per reggere 80 minuti a questo livello. Se lo fossimo stati, avremmo battuto l’Inghilterra. Ma siamo una squadra giovane, cresceremo, serve solo un po’ di tempo”
    Ma questo era il commento del dopo Twickenham nel 2017 quindi 1 anno or sono e sembra oggi. Se andiamo avanti con la litania del “miglior gruppo possibile” non ci caviamo i piedi dal fango. Ho visto fior di Capitani (C maiuscola ricercata) uscire dopo 40′ o entrare dalla panchina (o stare in tribuna)…non è lesa Maestà ma è giocano i migliori del momento. Qualche giovane 8 che vuole e deve fare esperienza (Japan 2019 è fra 1 anno!) c’è in giro (leggi Giammarioli e anche Polledri potrebbe essere convertito visto le attitudini) Ancora. Hayward, possiamo regalare minuti di “panchina o di non utilizzo” di un giocatore come Jayden ai nostri avversari visto che quando entra sa cosa fare in mezzo al campo? E’ incompatibile con Minozzi in un triangolo allargato visto che spero possa tornare Campagnaro al centro? Morisi (su di un altro social lo vogliono preservare pensando addirittura al 2023) ha un buon minutaggio e i giornalisti veneti e quelli celtici dicono che è in una discreta forma. Forse Conor poteva dargli di più di una odorata agli spogliatoi del ritiro.

  7. è dalla seconda partita che molti esprimono dubbi sia sulla mancanza di un piano comprensibile che sulla graniticità del gruppo, ed ad ogni partita questi dubbi diventano sempre più certezze. il buon COS più di così non può fare causa materiale umano? bene, lo dica e ce ne faremo una ragione, ma non pare essere così, pare, piuttosto, che si insista su alcuni giocatori, meno performanti o fuori forma, rispetto a provare delle alternative, e che si stia tarlando la testa e la convinzione di questo gruppo continuando a far finta che vada tutto bene e senza cominciare a creare spietata competizione per la maglia.
    per ultimo, perchè il buon COS non viene “attaccato” in conferenza stampa su questi argomenti? perchè se deve raccontarci la poesiola, tanto vale che ci mandi un fax

  8. Potrà sembrare una questione secondaria, ma non credo lo sia… In una recentissima intervista su di un altra testata, Gb Venditti, parlando di alimentazione, ha detto a chiare lettere che i giocatori mangiano quello che vogliono… Personalmente sono rimasto annichilito… Ieri avrebbero perso comunque, ovvio, ma è un segnale di quanto sia lontana una reale gestione professionistica di questi atleti.

    1. Mangiano quello che vogliono?! Siamo alla pazzia! Un atleta professionista DEVE seguire una dieta precisa, stabilita da un nutrizionista e personalizzata sulla base di ruolo, caratteristiche fisiche, e dati clinici e di prestazione! Ma provate a pensare se Ronaldo avesse “mangiato quello che voleva” mentre era all’Inter…avremmo avuto un ciccione in campo, altro che fenomeno.

  9. Sulle prime due mete subite c’è sempre stato lo zampino di Parisse. Nella prima va ad impattare col giocatore che cerca di placcare il gallese, nella seconda prova a mettere una pezza ad errori altri, ma si fa lasciare sul posto da un cambio di direzione piuttosto ovvio. Poi quando passa quel pallone a 5 metri dalla linea di meta Gallese, ho spento la TV. Parisse è un superbo giocatore, ma se non è informa, che rimanga in panca anche lui.

  10. Come previsto abbiamo preso una tramvata biblica , dopo due anni non si può dire che qualcosa sia migliorato , anzi in 15 contro 13 di seconda scelta , semplicemente allucinante , penso che una selezione di giocatori della serie B avrebbero fatto meglio , anche solo d’ orgoglio ma si sarebbero fatti onore .
    Lasciare a casa le MAMMOLETTE e far giocare chi ha cuore e voglia di dare tutto in campo .
    E poi una cosa o SCIÒSCEA è un incapace , e non credo , o qualcuno (SCHIAMAZZI ) deve fare un passo indietro , magari togliendosi dalle palle .

  11. il Galles ha cavallerescamente schierato le riserve e si è fatto un quarto della partita con uomo in meno, nel quale quarto noi ci siamo fatti male da soli…
    COS è il ragazzo immagine di cui il nostro movimento ha francamente bisogno (non potendo certo far sedere a nobili consessi il sior Alfredo), teniamoci ben stretta la sua credibilità e dedizione alla causa…
    magari facciamo fare il CT a qualcuno che sia capace di fare necessità virtù (#PPCT), perché a fare gli allenatori fighi con gli uomini forti sono capaci tutti…

    ps: riesumate il mitico commentatore 6nazioni: mi mancano i suoi discorsi sui mulini, ma soprattutto i suoi resoconti sull’U18 elite del centrosud….

  12. se proprio si vogliono fare delle scelte difficili, come il momento richiede, allora si facciano completamente mettendo il naso nel rugby professionistico del terzo millennio. Questo vuol dire ANCHE raccogliere, come fanno le prime 10/11 squadre del ranking, dal XIII. Penso ai suggerimenti tecnico tattici ma non solo. Visto la modestia che ci viene offerto perché, anziché mandare osservatori nelle isole del pacifico come qualcuno aveva programmato, non scippiamo oltre che i sistemi difensivi e il gioco la piede anche qualche uomo. Kirwan provò con Terry Campese (nipote di David) per WRC del 2003. L’unico cheaccettò era quello sbagliato. Ora mi viene in mente Il ” vecchio” K. Rollestone da inserire nello staff azzurro e, in squadra, James Tedesco classe 1993 (e classe da vendere vedi youtube!), Mason Cerruto classe 1996, o l’esplosivo Joey Tramontana classe 1997. Ma per gli ultimi 3 bisogna mettere mano al portafoglio, perché come dice una pubblicità “chi non lillera non lallera!” . Forse sarebbero spesi meglio di alcuni impianti fatti nella bassa padana.

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