Inghilterra, flop francese. L’Irlanda è campione

La Francia vince la sfida di Parigi e gli irlandesi festeggiano il titolo con un turno d’anticipo.

Perde una brutta Inghilterra, fallosa e incapace di rispondere alla fisicità francese. Perde una brutta Inghilterra e l’Irlanda a Dublino fa festa per la conquista del NatWest 6 Nazioni 2018 con 80 minuti d’anticipo. E’ una sfida aperta, durissima, quella dello Stade de France, dove è più l’atletismo a essere protagonista piuttosto che a un rugby spettacolare.

PRIMO TEMPO

Pronti via ed è subito l’Inghilterra a spingere e a trovare un fallo dopo quattro minuti e primi tre punti dalla piazzola per Farrell. Francia che fatica a uscire dalla sua metà campo, inglesi che mettono pressione su ogni possesso. Al 14’ palla rubata dalla Francia che si invola, ma la difesa inglese risponde subito alla fiammata dei padroni di casa. Prima parte del match molto intensa, con ritmi elevati e spettacolare nonostante non vi siano state occasioni fino a ora.

Al 21’ fallo in mischia di Slimani e dalla lunghissima distanza è Elliot Daly a mettere altri tre punti per l’Inghilterra. Inghilterra che, però, perde Nathan Hughes al 24’ per infortunio e spazio per Sam Simmonds. Nella stessa azione fallo ospite e questa volta è Machenaud ad andare sulla piazzola e a mettere tre punti sul tabellone. Ancora la piazzola protagonista al 29’, quando è Owen Farrell a trovare i tre punti per il nuovo +6 per l’Inghilterra. Molti falli in questo primo tempo e così al 33’ è nuovamente Machenaud ad accorciare la distanza. E il pareggio arriva al 37’ con l’ennesimo piazzato del mediano francese. Finisce, così, 9-9 il primo tempo, con le due squadre mai capaci di rendersi veramente pericolose nonostante il grande ritmo.

Gli highlights del primo tempo

SECONDO TEMPO

Equilibrio e scontri duri anche a inizio ripresa, con la Francia che al 47’ dà una bella fiammata, l’Inghilterra si difende con una serie di falli. L’ultimo dei falli è di Anthony Watson che placca al collo l’avversario, meta di punizione e cartellino giallo che rischia di costare la corsa al titolo per l’Inghilterra. Francia che alza il ritmo ora, l’Inghilterra sembra in balia delle folate dei transalpini, forse demotivati dalla consapevolezza che il titolo ormai è lontanissimo.

E all’ora di gioco ennesimo (13°) fallo inglese e Machenaud va sulla piazzola e Francia che, così, va oltre il break e ipoteca la vittoria. E’ ormai la Francia a fare la partita, senza grandi giocate spettacolari, ma insistendo sulla fisicità e continuando a obbligare l’Inghilterra al fallo. Così al 70’ è di nuovo la squadra di casa a portarsi vicino alla meta, ma non ce la fa a sfondare e l’Inghilterra si salva. Al 74’ è l’Inghilterra a tirare fuori l’orgoglio e arriva la meta di Jonny May su grande giocata di Elliot Daly che riapre i giochi. Un pallone regalata da Lawes alla Francia, però, spegne le speranze di rimonta e il nuovo fallo ospite manda Beauxis sulla piazzola per il +6. E la touche sbagliata a tempo scaduto sembra cancellare l’ultima chance inglese di vincere, ma la Francia non calcia fuori e inglesi che possono riprovarci. Ancora una touche sui 5 metri, ma nulla di fatto. La Francia vince, l’Irlanda è campione.

FRANCIA – INGHILTERRA 22-16

Sabato 10 marzo, ore 17.45 – Stade de France, Parigi
Francia: 15 Hugo Bonneval, 14 Benjamin Fall, 13 Mathieu Bastareaud, 12 Geoffrey Doumayrou, 11 Rémy Grosso, 10 François Trinh-Duc, 9 Maxime Machenaud, 8 Marco Tauleigne, 7 Yacouba Camara, 6 Wenceslas Lauret, 5 Sébastien Vahaamahina, 4 Paul Gabrillagues, 3 Rabah Slimani, 2 Guilhelm Guirado , 1 Jefferson Poirot
In panchina: 16 Adrien Pelissié, 17 Dany Priso, 18 Cedate Gomes Sa, 19 Romain Taofifenua, 20 Kélian Galletier, 21 Baptiste Couilloud, 22 Lionel Beauxis, 23 Gaël Fickou
Inghilterra: 15 Anthony Watson, 14 Jonny May, 13 Ben Te’o, 12 Owen Farrell, 11 Elliot Daly, 10 George Ford, 9 Danny Care, 8 Nathan Hughes, 7 Chris Robshaw, 6 Courtney Lawes, 5 Maro Itoje, 4 Joe Launchbury, 3 Dan Cole, 2 Jamie George, 1 Mako Vunipola
In panchina: 16 Luke Cowan-Dickie, 17 Joe Marler, 18 Kyle Sinckler, 19 James Haskell, 20 Sam Simmonds, 21 Richard Wigglesworth, 22 Jonathan Joseph, 23 Mike Brown
Arbitro: Jaco Peyper
Marcatori: 5’ cp. Farrell, 22’ cp. Daly, 25’ cp. Machenaud, 29’ cp. Farrell, 33’ cp. Machenaud, 37’ cp. Machenaud, 49’ m.t. Francia, 63’ cp. Machenaud, 74’ m. May tr. Farrell, 78’ cp. Beauxis
Cartellini gialli: 49’ Watson

13 commenti su “Inghilterra, flop francese. L’Irlanda è campione

  1. Inghilterra per la seconda settimana di fila ha perso la battaglia dei BD, questa volta grazie alla fisicita’ francese. Inghilterra che non e’ sembrata in grande giornata, senza dubbio lo scendere in campo sapendo chee dovevano vincere segnando almeno 4 mete ha messo loro una pressione enorme ma oggi se possible son riusciti ad offrire una prestazione peggiore che ad Edinburgh.

    Francia: la difesa anche oggi ha fatto un ottimo lavoro, in attacco qualcosina si e’ visto qua e la’ ma molto poco…Brunel dopo l’Italia pero’ prende uno scalpo importante…ma a me non impressionano per nulla.

    Irlanda che vince con una giornata d’anticipo e mette tutta la pressione agli inglesi di dover vincere col punto bonus…terzo Six Nations in 5 anni per l’IRlanda e Joe Schmidt, se i miei calcoli sono corretti complice la vittoria della Francia l’IRlanda dovrebbe salire al secondo posto del ranking…

  2. PArlando un attimo della aprtita, Inghilterra che ha fatto molto poco di suo e nahce per una bella difesa francese, pero’ EJ ha aspettato un po’ troppo a non mescolare le carte. Inghilterra piu’ efficace con Farrell all’apertura e Teo-Joseph in messo, ma soprattutto con Sinckller e HAskell che han iniziato a macinare metri e far avanzare la squadra e farle trovare ricicli piu’ veloci.
    Questa inghilterra questa stagione piu’ di un anno fa comunque ha mostrato un grosso problema quando Billy Vunipola non c’e’, Hughes non e’ la stessa cosa, e non lo e’ neanche Simmonds.

    Ora tra una settimana a Ticks una partita complicatissima, il rischio di rilassarsi perche’ l’obiettivo primario e’ stato raggiunto c’e’, cosi’ come ovvio che ;l’Inghilterra vorra’ dare un segnale, come fece l’IRlanda un anno fa a parti invertite e nego’ il GS agli inglesi. Per Schmidt e staff lavoro complicatissimo tenere sulla corda i ragazzi.

  3. EJ a cui la BBC chiede se la regola sui placcaggi (e penalty tries) vada magari rivista. No che già dopo l’anno scorso ne ha fatta cambiare una sul fuorigioco al breakdown… Mi vien da ridere, ma son robe da matti…

  4. Al di là della mancanza di bel gioco, è veramente impagabile vedere le facce degli inglesi quando vanno in crisi e non riescono a trovare il bandolo della matassa.
    Probabilmente sia con la Scozia che con la Francia davano un pò per scontato che avrebbero portato a casa la vittoria.
    Aggiungo che una volta i loro tifosi cantavano sweet chariot quando la partita si avviava a concludersi vittoriosamente, adesso la intonano quasi subito ed è più bello quando il carretto si smonta man mano che passano i minuti…

    1. Gino con tutto il rispetto e facendo i seri:quante partite giocano i Sexton, Ringrose ecc in Pro 14?
      Se Sexton fin qua col Leinster ha giocato 10 partite suddivise in 5 su 6 di Champions e 5 su 17 di Pro 14 significhera’ qualcosa o no?
      Se Furlong ne ha giocate 11, 6 di Champions e 5 di Pro 14 significhera’ qualcosa o no?
      Se all’apertura nel Leinster su 17 partite per 13 volte il titolare e’ stato Ross Byrne significhera’ qualcosa o no?
      Se a pilone destro e’ aprtito 10 volte su 17 titolare Michael Bent significhera’ qualcosa o no?
      E possiamo andare ruolo per ruolo sqiuadra per squadra…

      La gestione delle rose in base ai player welfare programmes secondo le varie declinazioni che di esse vengono fatte nei vari paesi hanno un impatto, e’ non riconoscere questo e’ mettere la testa sotto la sabbia.

      1. non capisco cosa vuoi dire.
        però io mi ricordo i vecchi tempi nei quali difendevi la qualità del PRO 12 rispetto agli altri.
        Io ho fatto una battuta a chi ha affermato che il PRO 14 non è competitivo come sembra.
        La realtà è anche come dici tu, ma non solo, ma se è anche come dici tu e il sitema fa si che negli ultimi dieci anni siano più i celtici a vincere il sei nazioni una ragione ci sarà e non certo la mancanza di qualità del Torneo.
        Il vero problema è che è il nostro sistema non ancora competitivo e, nonostante i molti insuccessi, siamo entrati in quel torneo per cercare di progredire.
        Questo è il problema non la qualità del Pro 14.
        Non sono io che mette la testa sotto la sabbia ma chi pensa che il problema sia la Qualità del PRO 12/14.
        Comunque ancora due anni e mezzo e vediamo cosa la triade sarà in grado di fare.
        Qualche cosa di positivo mi sembra di vedere anche se non ancora a livello di nazionale.

        1. Mik sono espresso male. Il Pro 14 e’ un campionato di buon livello nel senso che ci sono squadre di ottimo livello che infatti quando schierano i loro migliori uomini se la giocano contro inglesi e francesi tranquillamente.
          Su questo concordo alla grande. Pero’…pero’ il problema dell’equazione che ho visto fare durante la stagione in giro “vinciamo di piu’ in Pro 14 ce la giocheremo al 6N” e’ che non e’ cosi’ automatrica perche’ purtroppo nel Pro 14 le aprtite in cui giocano i migliori, quelli che giocano la Champions ed il 6N sono molte meno di quelle che giocano le seconde se non in acluni casi terze scelte. Poi per carita’ alcuni di questi nel giro di 2-3 anni magari diventano prime scelte ma la gestione delle rose e’ fatta con la gerarchia: Nazionale-Champions Cup=-Pro 14.
          Il passo in avnti delle italiane? C’e’ lo dicono i risultati, che pero’ dicono che oggi non le prendono piu’ come prima contro squadre per usare un eufemiosmo “non al completo”.

          1. Infatti stefo, ma io non sono parte di quella equazione.
            Posso aver detto che per avere nazionale competitiva occorre aver franchigie forti ma ora non abbiamo nè l’una ne le altre.

            1. Gino bene, peor’ vedi che quando la gente parla anche di profondita’ che cresce lo fa sulla base di quei risultati…poi arriva il 6N e scopre che un giocatore che magari con le zebre (o Treviso) sembrava tanto buono non e’ del livello…io penso che quel pezzo a cui ti riferisci ha posto un argomento valido ma in modo non completo, ha fatto un discorso in assoluto sul valore della lega senza in realta’ contestualizzare a come gli avversari affrontano la lega.

Rispondi